I. La Mulata de Córdoba
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Una rielaborazione A2 di leggende messicane
Leggende popolari messicane
È una rielaborazione MovaReader in spagnolo semplice, non il testo originale: cinque leggende tradizionali del Messico coloniale, raccontate in prosa a partire dalle versioni che Vicente Riva Palacio e Juan de Dios Peza stamparono in versi nel 1884, per chi conosce già i tempi del passato. Nel catalogo è A2: circa 5.400 parole, 10 parole per frase in media. 10 capitoli portano da La Mulata de Córdoba e La Llorona a Don Juan Manuel, alla donna ferrata come una mula e alla via di Olmedo.
Prima
Con l’A1 i tempi del passato ti fermeranno: la narrazione è nel pretérito indefinido e nell’imperfecto (vivía, oyó, salió, dijo), con 10 parole per frase in media.
A1Questo testo
Con l’A2 ce la fai: le frasi sono brevi, la storia resta nei tempi del passato che conosci, e le parole coloniali (virrey, herrador, cadalso) sono spiegate dal testo stesso.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Con il B1 la rielaborazione si legge con agio, quasi senza traduzione: in circa un’ora finisci tutte e cinque le leggende prima di passare ad adattamenti più lunghi come Don Juan Tenorio, che parte da 11 parole per frase.
Inizia a leggereLa frase media ha 10 parole: la storia è raccontata al passato, con gli eventi nel pretérito indefinido e lo sfondo nell’imperfecto, e circa un quinto delle parole sono battute di dialogo tra virgolette spagnole. Una parola di 9 lettere o più compare circa una volta ogni 38 parole, e le più frequenti sono inquisidor e herraduras; le poche parole antiche sono spiegate dal testo stesso: Un herrador es un hombre que pone herraduras de hierro a los caballos y a las mulas. La difficoltà è uniforme: ognuno dei 10 capitoli ha 9-11 parole per frase. Gli altri libri A2 in spagnolo del catalogo vanno da 8 a 10 parole per frase (Hansel y Gretel ne ha 9, Leyendas de Bécquer in adattamento 10), i libri A1 stanno a 5-7, e gli adattamenti B1 cominciano a 11 (Don Juan Tenorio 11, Conde Lucanor 12). Di qui il livello A2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Internet Archive
Messico coloniale: un viceré governa in nome del re di Spagna, l’Inquisizione veglia sulle anime, e di notte la gente racconta queste storie. Nella città di Córdoba si dice che una bella giovane, la Mulata, sia una strega, e un vecchio sindaco che la ama invano le manda dietro il Sant’Uffizio. A Città del Messico una donna in bianco piange per le strade a mezzanotte, e i vecchi sanno chi era. Un uomo ricco uccide uno sconosciuto ogni notte alle undici, e chiede sempre prima che ora è. A mezzanotte due sconosciuti portano una mula nera da un maniscalco, e un frate segue un uomo in una casa della via di Olmedo per ascoltare una confessione. Come finiscono queste cinque storie non lo riveliamo qui.
I. La Mulata de Córdoba
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V. Las once de la noche
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Scegli una parola sottolineata.
La scena è costruita con due tempi del passato. L’imperfecto dipinge lo sfondo: vivía, corrían, decían, cantaba, llegaba, ognuno è uno stato o un’abitudine che continua. Il pretérito indefinido fa avanzare la storia: pasó, vio, oyó, salió, ognuno è un evento singolo. Decían unos / decían otros significa «alcuni dicevano / altri dicevano». A medianoche è «a mezzanotte», e desde la selva hasta su casa è «dalla selva fino a casa sua».
Perdone usted e ¿Qué hora es? sono il modo in cui uno sconosciuto chiede l’ora con cortesia: usted è il «lei» di cortesia, e perdone è un imperativo di cortesia, «mi scusi». La risposta è breve: Las once. Poi arriva la crudele battuta: Dichoso usted, que sabe la hora en que muere, «beato lei, che sa l’ora in cui muore». Le stesse parole tornano più avanti nella storia, quindi vale la pena ricordarle. Que sabe è «che sa»; en que muere è «in cui si muore».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader traduce intere frasi, e qui aiuta soprattutto con le battute che portano l’ironia della leggenda, come la macabra battuta dell’assassino: Dichoso usted, que sabe la hora en que muere.
ReaderUn adattamento per chi impara, non l’originale: MovaReader ha raccontato in prosa cinque leggende tradizionali messicane come compaiono in Tradiciones y leyendas mexicanas di Vicente Riva Palacio e Juan de Dios Peza (1884), una raccolta di versi in rima di pubblico dominio; la pagina collegata a questo libro è un’edizione del 1927 su Internet Archive. Sono leggende tradizionali raccontate da MovaReader, quindi le parole non sono quelle degli autori. La lingua e la forma sono cambiate: spagnolo moderno nei tempi del passato, 10 parole per frase in media, 10 capitoli e circa 5.400 parole invece di lunghi poemi in rima. Restano cinque storie, La Mulata de Córdoba, La Llorona, Don Juan Manuel, La mujer herrada e La calle de Olmedo; il poema d’apertura della raccolta sull’ispettore regio Muñoz è omesso. L’originale in versi non è nel catalogo.
Questo adattamento non ha una versione audio: MovaReader ti dà il testo, che si legge sullo schermo con la traduzione a un tocco. Tocca una parola che non conosci e la traduzione compare accanto; qui saranno soprattutto parole della vecchia città e delle sue paure, come puñal, horca, herraduras o cadalso.
Il piano Reader traduce intere frasi. Qui sono brevi, 10 parole in media, quindi raramente ne avrai bisogno: soprattutto per le battute con una svolta o una forma antica, come Dichoso usted, que sabe la hora en que muere, e il richiamo del banditore Haced bien por hacer bien, y rezad un Padre Nuestro por el alma del que llega esta noche al patíbulo. Il piano gratuito traduce anche le singole parole, fino a un limite giornaliero.
L’intero adattamento richiede circa 1 ora, al ritmo di chi traduce ancora le parole nuove, e fino a un’ora e mezza se ti fermi spesso. Un capitolo ha in media circa 540 parole, cioè 5-9 minuti di lettura; il capitolo II, il più lungo, ne ha circa 890, quindi una sera basta e avanza per diversi capitoli.
La difficoltà è abbastanza uniforme: ognuno dei 10 capitoli ha in media 9-11 parole per frase. Variano solo le parole lunghe: il capitolo VII, «Tres noches bajo la horca», ne ha di più, una parola su 23 con 9 lettere o più, mentre i capitoli III e VI, la storia dell’inizio della Llorona e la confessione di Don Juan, ne hanno circa una su 70.
Sì, dopo l’accesso: il lettore conserva l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto, così la prossima volta riparti da lì. L’indice di questa pagina ti porta anche direttamente a qualsiasi capitolo, per esempio il III, «La mujer de blanco», dove comincia la leggenda della Llorona.