VI. The Master
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Adattamento B1: l’istitutrice di Thornfield
Charlotte Brontë
Questa è una versione MovaReader e non il testo di Charlotte Brontë: il romanzo Jane Eyre raccontato in un inglese più semplice per il livello B1, in 15 capitoli. Come nel romanzo, parla la stessa Jane, in prima persona: l’infanzia a Gateshead, il collegio di beneficenza di Lowood, Thornfield Hall e il suo padrone, il giorno delle nozze, Moor House. Il romanzo integrale non è ancora nel catalogo. La versione mantiene la frase media a 13,2 parole, usa soprattutto un lessico frequente e porta tutta la grammatica narrativa del B1: tempi del passato con il Past Perfect, discorso indiretto, passivo, periodi ipotetici e phrasal verbs. Non è stato preso nulla dal cinema né da adattamenti successivi: la trama e i personaggi vengono solo dal romanzo del 1847. Sono circa 15.400 parole, che richiedono 3-4 ore con la traduzione.
Prima
Dopo l’A2 le frasi sono nettamente più lunghe, 13,2 parole contro 9-11 negli adattamenti A2, con più subordinate, discorso indiretto e Past Perfect (Nine years had passed since I had left Gateshead Hall). Cambia anche l’estensione: circa 15.400 parole, mentre i più lunghi adattamenti A2 si aggirano sulle 9.000.
A2Questo testo
Su misura per il livello B1: lessico quasi sempre noto, difficoltà uniforme dal primo all’ultimo capitolo e la grammatica del B1 in ogni scena.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Per un lettore B2 questa versione durerà qualche pomeriggio di lettura facile. Il romanzo integrale di Brontë non è ancora nel catalogo; nello scaffale B2 il più vicino per lunghezza di frase è Il ritratto di Dorian Gray (13 parole), ma lì le parole lunghe compaiono più del doppio delle volte.
Inizia a leggereA collocare questa versione al livello B1 sono la lunghezza delle frasi e la grammatica. La formula del catalogo dà 13,2 parole per frase: più di qualsiasi adattamento A2 in inglese (da 9 a 11 parole; Frankenstein, per esempio, ne ha 9,6) e quanto i testi integrali dello scaffale B1: Fifty Famous People ne ha 12, e i racconti di Beatrix Potter e Cinquanta storie famose, 14 ciascuno. Si narra in tutti i tempi del passato: il Past Perfect compare più di cento volte (My parents had both died when I was a baby), e abbondano il discorso indiretto (She told me that Mr Brocklehurst was the treasurer), il passivo (The bread and cheese was brought in) e i periodi ipotetici, anche del terzo tipo (If he had been young and handsome, I should probably have been too shy to speak to him). C’è un 2,0% di parole di 9 lettere o più, una ogni cinquanta, e quasi la metà sono nomi: solo Rochester compare 75 volte, seguito da Thornfield e Gateshead. Senza di loro la proporzione scende all’1,1%. È meno che in Fifty Famous People (2,3%) e nei racconti di Potter (3,4%), quindi il B1 non poggia sul vocabolario, ma su frasi più lunghe e una grammatica più ampia. La difficoltà è uniforme: la frase media dei capitoli va da 11,3 parole (XIV, St John) a 14,4 (I, The Red Room). Non arriva al B2: Il ritratto di Dorian Gray, dello scaffale B2, ha 13 parole per frase, ma lì una parola ogni ventuno è lunga (4,7%). Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Charlotte Brontë, Jane Eyre: An Autobiography (1847), Project Gutenberg
Gateshead Hall, nel nord dell’Inghilterra. Jane Eyre, orfana di dieci anni, vive in casa della zia, la signora Reed, che non le vuole bene, e suo cugino John la picchia senza che nessuno lo punisca. Quando Jane finalmente si difende, la chiudono nella stanza rossa, dove è morto suo zio, e per la paura sviene. Poco dopo la mandano a Lowood, un collegio di beneficenza per ragazze povere, dove il signor Brocklehurst la fa salire su uno sgabello davanti a tutte e la chiama bugiarda. Lì trova delle amiche: la buona direttrice, la signorina Temple, e la silenziosa e saggia Helen Burns. Otto anni dopo, ormai maestra, Jane mette un annuncio sul giornale e diventa istitutrice di una bambina francese, Adèle, a Thornfield Hall. Al terzo piano a volte si sente una risata strana e fredda, e il padrone di casa, il cupo signor Rochester, compare all’improvviso: una sera d’inverno il suo cavallo scivola sul ghiaccio proprio davanti a Jane. Che cosa nasconde Thornfield e come finisce questa storia lo racconta il libro.
VI. The Master
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VII. Fire
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Charlotte Brontë, Jane Eyre: An Autobiography (1847), Project Gutenberg
Jane vede Rochester per la prima volta e ancora non sa chi sia. La frase chiave è If he had been young and handsome, I should probably have been too shy to speak to him: un periodo ipotetico del terzo tipo, if + Past Perfect e poi should have o would have con il participio. Parla di qualcosa che non è accaduto: il cavaliere non era giovane né bello, quindi Jane non provò timidezza. Should al posto di would dopo I è un uso britannico un po’ antico, con lo stesso senso: «se fosse stato giovane e bello, probabilmente sarei stata troppo timida per parlargli». Free himself from his horse è «liberarsi da sotto il cavallo», e at ease, nell’ultima frase, «tranquilla, a proprio agio».
Qui si vede come la versione combina i tempi. The smoke had made him too heavy with sleep: il Past Perfect spiega una causa anteriore ai tentativi di Jane di svegliarlo. Flames were rising descrive lo sfondo nel Past Continuous, mentre le azioni brevi nel Past Simple si susseguono una dopo l’altra: seized, threw, ran. There was no time to lose significa «non c’era tempo da perdere». Swearing loudly at finding himself lying in a pool of water si capisce «imprecando ad alta voce nel ritrovarsi disteso in una pozza d’acqua»: dopo at va la forma in -ing.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve dove il senso dipende da un paragone, come nel capitolo III, quando Helen dice: It is better to bear a pain that nobody but you can feel than to act in a hurry and bring trouble to everyone, cioè «è meglio sopportare un dolore che nessuno tranne te può sentire che agire in fretta e portare guai a tutti».
ReaderNo: qui non ci sono frasi di Charlotte Brontë, ma la trama, i personaggi e la sequenza dei fatti del suo romanzo, raccontati di nuovo da MovaReader in un inglese più semplice. La fonte è Jane Eyre: An Autobiography (1847), il testo di Project Gutenberg secondo l’edizione londinese di Service & Paton del 1897, illustrata da F. H. Townsend: 38 capitoli e circa 185.000 parole. Qui ci sono 15 capitoli e circa 15.400 parole, più o meno un dodicesimo del romanzo. Come in Brontë, a raccontare è la stessa Jane in prima persona, e restano tutte le tappe della sua vita: Gateshead, Lowood, Thornfield, il giorno delle nozze, Moor House. Si accorciano gli anni a Lowood dopo l’epidemia, le serate con gli ospiti a Thornfield, i litigi delle sorelle Reed, la storia di Rosamond Oliver e le lunghe conversazioni di Jane con St John; il passato di Rochester lo riassume lui stesso in poche righe. Dal cinema e dalle serie non è stato preso nulla. Il romanzo integrale non è ancora nel catalogo.
Su MovaReader questa versione non ha l’audio, quindi Jane Eyre qui si legge soltanto. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo III, Lowood: il primo giorno di Jane al collegio, 864 parole di racconto tranquillo e una breve conversazione con Helen Burns.
Parola per parola si può tradurre anche senza piano, entro il limite giornaliero; l’intera frase la traduce Reader. Torna utile, per esempio, nel capitolo VIII: If she had been good and noble, I could have accepted it. È un periodo ipotetico del terzo tipo su qualcosa che non è accaduto: Blanche Ingram non era né buona né nobile, e per questo Jane non poteva accettarlo. Could have accepted significa «avrei potuto accettare»: «se lei fosse stata buona e nobile, avrei potuto accettarlo».
A 60-100 parole al minuto, con le pause per tradurre, le 15.444 parole fanno tra 154 e 257 minuti, le 3-4 ore indicate dalla pagina. Il capitolo più lungo, il XII, The Wedding, ha 1.464 parole (15-24 minuti), e il più breve, il XIV, St John, 565 (6-9 minuti).
La pagina non segnala tratti: la difficoltà è uniforme dall’inizio alla fine. La frase media dei capitoli va da 11,3 parole (XIV, St John) a 14,4 (I, The Red Room), e le parole lunghe, da 10 nel XIV a 36 nel XII, The Wedding, molte delle quali nomi: Rochester, Thornfield, Gateshead.
Sì, se hai effettuato l’accesso al tuo account: il libro si riapre nello stesso paragrafo e conserva tutte le parole che hai tradotto. Dall’indice si apre direttamente uno qualsiasi dei 15 capitoli, per esempio il V, Thornfield, dove Jane arriva a Thornfield Hall.