I. Nacido en el río
, . . . . , . , . . . . , . .
Una novella del Cinquecento adattata per A2
Anonimo
Questa è una rielaborazione in spagnolo più semplice, non il testo originale della novella anonima del 1554: un adattamento MovaReader per chi riesce già a seguire i tempi del passato. Lázaro, figlio di un mugnaio dei dintorni di Salamanca, racconta con la sua voce come da ragazzo sia diventato la guida di un mendicante cieco e poi abbia servito un padrone dopo l’altro, soffrendo la fame con quasi tutti. Nel catalogo è A2: circa 7.400 parole, 10 parole per frase in media e 10 capitoli che seguono il prologo e tutti e sette i trattati dell’originale.
Prima
A livello A1 è troppo presto: Lázaro racconta nei tempi del passato (nací, conté, tenía, decía) e le frasi hanno in media 10 parole, contro le 6-7 delle fiabe A1.
A1Questo testo
Giusto per A2: gli episodi sono brevi e divertenti, raccontati in tempi del passato che già conosci, e la novella stessa dice che cosa erano una blanca o una bula.
Controlla questo passaggioCon margine in più
A livello B1 la novella si legge facilmente in 1-2 ore con pochissima traduzione, un buon modo per conoscere la trama di questo classico prima di affrontare i testi spagnoli integrali, che nel catalogo cominciano a B2.
Inizia a leggereCon 10 parole per frase in media, la storia di Lázaro è pari al Don Chisciotte A2 e più lunga delle fiabe A1 come I tre porcellini, che ne hanno 6. Lázaro racconta la propria storia nei tempi del passato: gli eventi nel pretérito indefinido, le abitudini e lo sfondo nell’imperfecto, e desideri come ¡Que Dios te dé a ti esa vida! compaiono nelle battute dei personaggi. Una parola di 9 lettere o più compare circa una volta ogni 46 parole, meno spesso che nel Don Chisciotte A2 (una ogni 36), e la più frequente è longaniza. Le cose dell’epoca sono spiegate dal testo stesso: le blancas sono dette monetine, e una bula un documento della Chiesa che prometteva il perdono in cambio di denaro. Dal primo al decimo capitolo il ritmo resta di 9-10 parole per frase, quindi non c’è né un inizio difficile né una fine più facile. Sopra l’A2 il catalogo spagnolo salta direttamente a B2, e anche Nebbia di Unamuno ha lì 13 parole per frase e una parola lunga ogni 14, tre volte più spesso che qui. Questo colloca il Lazarillo al livello A2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Project Gutenberg
Lázaro nasce proprio sul fiume Tormes, nel mulino dove lavora il padre. Il padre muore in guerra e più tardi la madre affida il ragazzo a un mendicante cieco come guida, e davanti al toro di pietra di Salamanca il vecchio gli dà la sua prima crudele lezione. Lázaro, affamato, sorseggia il vino del cieco con una cannuccia e poi da un minuscolo foro nella brocca, chiuso con la cera; mangia l’uva tre acini alla volta e scambia una salsiccia con una rapa. Poi un prete avaro a Maqueda chiude il pane in una cassa, e Lázaro si procura una chiave da un calderaio. A Toledo serve un gentiluomo orgoglioso che si comporta come un parente di un conte ma non ha neppure una moneta, così è Lázaro a mendicare il pane per tutti e due. Lo aspettano ancora un frate, un venditore di bolle papali con i suoi trucchi, un cappellano e un ufficiale giudiziario. Come Lázaro arrivi alla «cima di ogni buona fortuna» qui non lo diciamo.
I. Nacido en el río
, . . . . , . , . . . . , . .
II. El toro y el jarro
. . , . , . , . , . .
. , . . « », , « ».
Scegli una parola sottolineata.
Lázaro scrive a un lettore importante e gli dà del usted (il «Lei»): Señor, usted me pide... Dopo pedir que il verbo va al congiuntivo: me pide que le cuente, «mi chiede di raccontarle». No hay libro tan malo que no tenga algo bueno vuole anch’esso il congiuntivo, perché un libro simile non esiste: «non c’è libro così brutto che non abbia qualcosa di buono». Llegar a buen puerto, letteralmente «arrivare in un buon porto», significa farcela alla fine.
La preparazione avviene una volta sola, quindi è nel pretérito indefinido: hice un agujero muy pequeño en el fondo del jarro y lo tapé con cera, «feci un buchino sul fondo della brocca e lo chiusi con la cera». Dopo, il trucco si ripete ogni giorno, e subentra l’imperfecto: decía que tenía frío, me sentaba, la cera se derretía, el vino caía. Me moría por él: «ne morivo dalla voglia». Mandaba al diablo el jarro: «mandava al diavolo la brocca». No dirá usted que me lo bebo yo: il ragazzo parla al cieco dandogli del usted, «non potrà dire che sono io a berlo».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader traduce una frase in un colpo solo, e questo torna utile per le battute amare di Lázaro, come Estaba dispuesto a perder un ojo si él perdía los dos, y eso que no tenía ninguno.
ReaderQuesto è un adattamento MovaReader, non il testo originale: MovaReader ha rielaborato in spagnolo semplice la novella anonima La vida de Lazarillo de Tormes y de sus fortunas y adversidades, le cui prime edizioni note risalgono al 1554. Sono cambiate la lingua e la lunghezza: spagnolo moderno al posto di quello del Cinquecento, 10 parole per frase in media, 10 capitoli e circa 7.400 parole, mentre il testo integrale su Project Gutenberg è lungo quasi tre volte tanto. Restano il prologo e tutti e sette i trattati dell’originale, con ciascuno dei padroni di Lázaro dal cieco mendicante all’ufficiale giudiziario, e le scene principali: il toro di pietra, la brocca del vino, l’uva, la salsiccia, la cassa del pane, la casa vuota del gentiluomo e la predica del venditore di bolle in una chiesa di paese. Le scene aggiunte nello stesso anno nell’edizione di Alcalá, come le corna sul muro a Escalona o il secondo trucco del venditore di bolle con una croce, sono tralasciate, e le riflessioni del narratore sono accorciate.
Questa novella non ha audio: la pagina ti offre un testo da leggere, non una registrazione vocale. Qui le parole per cui serve più spesso un tocco sono cose di tutti i giorni del Cinquecento, come arca, jarro, blanca o longaniza, e ogni tocco mostra la traduzione proprio accanto alla parola.
Per avere subito una frase intera ti serve il piano Reader. Qui ti servirà di rado, perché le frasi hanno in media 10 parole, ma aiuta con i proverbi che Lázaro trasforma in battute, come la ocasión hace al ladrón o escapé del trueno y caí en el relámpago. Per le singole parole basta il piano gratuito, finché non si esaurisce il limite giornaliero.
Circa 7.400 parole richiedono 1-2 ore se ti fermi a tradurre le parole nuove. Ciascuno dei 10 capitoli richiede 6-15 minuti, quindi la novella si divide facilmente in brevi sedute.
Nessuna parte è più facile: dal primo all’ultimo capitolo le frasi restano di 9-10 parole. Variano solo le parole lunghe: nel capitolo I, dove Lázaro spiega perché scrive, una parola su 28 ha 9 lettere o più, e nel capitolo VII, «La uña de vaca», solo una su 110.
Sì, per chi ha effettuato l’accesso: l’ultima posizione e tutte le parole che hai toccato vengono salvate, così riprendi da dove avevi lasciato. L’indice di questa pagina porta direttamente a qualsiasi capitolo, per esempio all’VIII, «La casa donde nunca comen ni beben», dove Lázaro decide che un funerale sta andando verso casa sua.