VI. My Castle and My Calendar
. . . : “ 30 1659.” . , . . .
Adattamento A2: un naufrago e la sua isola
Daniel Defoe
Quello che stai per leggere non è il testo di Defoe, ma una versione MovaReader in inglese semplice per il livello A2: il primo libro di Robinson Crusoe, il romanzo del 1719 in cui è lo stesso Crusoe a raccontare la sua vita, ridotto qui a 14 brevi capitoli. Comincia con la fuga da casa a York, la schiavitù a Salé, in Marocco, la piantagione in Brasile e il naufragio, e poi segue il protagonista anno dopo anno su un’isola deserta: la tenda e la grotta, il calendario su un palo, il primo pane, il pappagallo Poll e i vestiti di pelle di capra. La base è il testo di Defoe su Project Gutenberg, non i film successivi. Con 8.253 parole e frasi di 10,5 parole in media, la lettura con traduzione richiede 1-2 ore.
Prima
Chi viene dallo scaffale A1, dove tutto è al presente, troverà qui Crusoe che racconta la sua vita al passato fin dalla prima riga (I was born in the year 1632 in the city of York). Le frasi si aggirano qui sulle 10,5 parole, ben più delle 6-8 di là, e la lettura è più lunga: 8.253 parole, mentre i libri A1, per ora, non superano le 4.000.
A1Questo testo
Su misura per l’A2: un racconto in prima persona e al passato, con pochi dialoghi, e parole poco comuni come journal o creek che il testo stesso spiega dove compaiono per la prima volta.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Con un B1, gli anni di Crusoe sull’isola si leggono in uno o due pomeriggi, quasi senza tradurre. Poiché il Defoe completo non è ancora nel catalogo, il passo successivo sono i testi integrali dello scaffale B1 in inglese, con le frasi più brevi in Fifty Famous People, di 12 parole, e poi il B2: per esempio, La guerra dei mondi di Wells, dove il narratore racconta anch’egli in prima persona come è sopravvissuto nascondendosi dai marziani, ma già con frasi di 18 parole.
Inizia a leggereCiò che colloca questa versione all’A2 sono i tempi del passato e una frase media di 10,5 parole: come Sherlock Holmes, un po’ più de La sirenetta (10,4) e Aladino e la lampada meravigliosa (10,3), e una parola e mezza più di Romeo e Giulietta (9,0). La media più alta dello scaffale A1, i 7,8 de La bella addormentata, sta 2,7 parole sotto. Per capitolo la frase media va da 9,5 nel XIII, pieno di domande e risposte brevi, a 11,6 nel VI, My Castle and My Calendar, dove Crusoe descrive nei particolari la palizzata, la grotta e il calendario. Si racconta al past simple e al past continuous (The next day I was working inside my cave), e il past perfect compare una ventina di volte (But the rats had eaten nearly all of it). Le parole di 9 lettere o più sono solo 90, l’1,1%, più o meno una ogni novantadue: come in Robin Hood, un po’ più che in Peter Pan (1,0%) e meno che ne La bella e la bestia (1,2%). Quasi nessuna è un nome proprio: le più ripetute sono prisoners (8 volte), frightened, remembered e September (5 ciascuna), e quelle poco comuni, come journal o creek, il testo le chiarisce nel punto stesso in cui compaiono. Ci sono poche battute, il 10,8% delle parole tra virgolette, meno che in Dracula (16,5%): è il racconto di un uomo solo, e i capitoli VII, IX e XI non hanno nemmeno una virgoletta. Fino ai testi integrali del B2 c’è un grande salto: ne La guerra dei mondi di Wells il narratore racconta anch’egli in prima persona come è sopravvissuto, ma con frasi di 18 parole e un 6,3% di parole lunghe, quasi sei volte tanto. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Daniel Defoe, Robinson Crusoe (1719), Project Gutenberg
York, 1651. Robinson Crusoe, terzo figlio di un commerciante, non dà retta al padre, che gli consiglia una vita tranquilla a casa, e fugge per mare. Una tempesta al largo di Yarmouth affonda la nave, ma Crusoe si vergogna di tornare pentito. Il primo viaggio in Guinea gli lascia del denaro, ma nel secondo dei pirati catturano la nave e lui passa due anni da schiavo a Salé, in Marocco, finché fugge su una barca da pesca con un ragazzo di nome Xury. Un capitano portoghese li porta in Brasile, dove Crusoe avvia una piantagione di tabacco e canna da zucchero. Ma la vita tranquilla gli va di nuovo stretta: nel 1659 salpa per la Guinea per comprare africani ridotti in schiavitù per i suoi vicini piantatori, e una tempesta distrugge la nave vicino a un’isola sconosciuta. Solo lui arriva a terra. Crusoe porta via dalla nave attrezzi, armi, polvere da sparo e viveri, costruisce la sua casa ai piedi di una roccia e la circonda con una palizzata, tiene un calendario e un diario, impara a fare il pane, a modellare vasi e ad allevare capre, e il pappagallo Poll diventa il primo essere che gli parla sull’isola. Passano così quindici anni, finché un giorno sulla sabbia compare l’impronta di un piede umano scalzo. A chi appartenga quell’impronta, e che cosa significhi per Crusoe, lo si scopre nel libro.
VI. My Castle and My Calendar
. . . : “ 30 1659.” . , . . .
XI. A Footprint in the Sand
, . , , . . , , . , .
. . . , .
Scegli una parola sottolineata.
Qui Crusoe inventa un modo per non perdere il conto dei giorni. Was going to lose track of time guarda al futuro dal passato: «stava per perdere la nozione del tempo», e lose track of è proprio «perdere il conto di». Set it up, detto di un palo, è «lo piantai dritto», e in cut these words into it la preposizione into indica che le lettere sono incise dentro il legno, non scritte sopra. La data dell’iscrizione si legge the thirtieth of September, sixteen fifty-nine: in inglese l’anno si dice in due coppie di cifre. For Sunday spiega perché ogni settima tacca è più lunga: segna la domenica. Dopo un comparativo, still lo rafforza, quindi longer still è «ancora più lunga», non «ancora lunga».
Il brano comincia nella calma: I was almost content e I was walking along the beach dipingono un giorno qualunque, e il secondo verbo è al past continuous. Poi arriva as if lightning had struck me, «come se mi avesse colpito un fulmine»: dopo as if viene il past perfect, perché il colpo immaginato è anteriore al fermarsi di colpo. In There, in the sand, was the print il verbo precede il soggetto, e la frase costringe ad aspettare un istante accanto a Crusoe. Print of a man’s bare foot si condensa poco dopo in una sola parola, footprint. Content qui è un aggettivo, con l’accento sulla seconda sillaba, «contento», e non il sostantivo «contenuto», accentato sulla prima. Stood still si traduce «rimase immobile»: still qui significa «fermo».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve quando una frase breve poggia su un giro di parole insolito, come nel capitolo V, quando Crusoe parla al denaro che trova sulla nave: You are not worth picking up from the ground, cioè «non meritate nemmeno che vi raccolga da terra».
ReaderNo: qui non ci sono frasi di Defoe, ma una versione MovaReader in inglese semplice del primo libro su Robinson, il romanzo Robinson Crusoe del 1719, scritta a partire dal suo testo su Project Gutenberg. Il seguito che Defoe pubblicò quello stesso anno, The Farther Adventures of Robinson Crusoe, non è incluso. L’edizione di Gutenberg ha 20 capitoli e circa 120.800 parole, e la versione 14 capitoli e 8.253 parole, più o meno la quindicesima parte, con i fatti nello stesso ordine; ciò che è stato tagliato di più sono il diario del primo anno e le lunghe riflessioni religiose di Crusoe. Le parole con cui Defoe chiama i visitatori del continente e Venerdì (savages compare più di cento volte) sono state sostituite nella narrazione con altre neutre, come visitors o people from the mainland. Le idee di Crusoe stesso non sono state ritoccate: sono quelle di un uomo del 1719, e lui stesso riconosce che allora credeva i propri costumi sempre migliori di quelli altrui. La tratta degli schiavi è nominata senza giri di parole: i vicini piantatori comprano africani ridotti in schiavitù, e Crusoe dice che era un commercio crudele. Chi cerca Defoe non adattato non lo troverà ancora in questo catalogo.
MovaReader non offre l’audio di questa versione: Robinson Crusoe si legge da sé. Per esercitarti ad alta voce va bene il capitolo IX, Bread, Pots and a Parrot: non ha nemmeno una battuta, e il suo racconto pacato sul pane, sui vasi e sul pappagallo aiuta a prendere il ritmo della frase inglese.
Senza abbonamento puoi tradurre parole singole fino al limite di ogni giorno; per una frase completa c’è Reader. Torna utile, per esempio, nel capitolo VII, quando Crusoe capisce da dove è venuto l’orzo accanto alla palizzata: At first I thought that God had made them grow for me. Had made them grow unisce il past perfect e la costruzione make + verbo senza to, «le aveva fatte crescere», e l’intera riga si legge «all’inizio pensai che Dio le avesse fatte crescere per me».
Calcola tra un’ora e venti minuti e circa due ore e venti: il catalogo ipotizza un ritmo di 60-100 parole al minuto con traduzione, e qui ce ne sono 8.253. Il capitolo più breve, il VII, The Earthquake and the Barley, ha 465 parole e richiede 5-8 minuti; il più lungo, il XIV, con 834, richiede 8-14.
La pagina non mostra tratti perché la difficoltà è uniforme: nessun capitolo scende sotto le 9,5 parole per frase (XIII) né supera le 11,6 (VI). Le parole lunghe scarseggiano ovunque, da una sola nel IX a 16 nel XIV.
Si salva con l’accesso effettuato: la prossima volta continuerai a leggere dallo stesso paragrafo, e ogni parola tradotta resterà nella tua lista. L’indice porta a uno qualsiasi dei 14 capitoli, per esempio al VI, My Castle and My Calendar, dove Crusoe pianta sulla spiaggia un palo che gli serve da calendario.