II. The Green Light
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Adattamento B1: un’estate a Long Island
F. Scott Fitzgerald
Questa è una versione MovaReader in un inglese più semplice, per il livello B1, de Il grande Gatsby, e non il testo dello stesso Fitzgerald. Il romanzo del 1925, di circa 48.000 parole in nove capitoli, qui è raccontato in 15 capitoli e 14.929 parole, con tutti i colpi di scena della storia e lo stesso finale. Come nel romanzo, a raccontare è Nick Carraway, un giovane del Midwest che vende obbligazioni a New York e affitta una casetta accanto al palazzo di Gatsby. Alcune battute famose e l’ultima frase del libro restano parole di Fitzgerald. Il romanzo integrale non è nel catalogo. Si legge in 2-4 ore.
Prima
Dallo scaffale A2 il cambiamento principale è la frase: 13 parole in media contro 9-11 negli adattamenti A2, con subordinate e Past Perfect quasi in ogni pagina. Cresce anche l’estensione: 14.929 parole richiedono da 2 a 4 ore, mentre un adattamento A2 si legge in 1-2. La cosa più facile è cominciare dai capitoli con molto dialogo, come l’XI, The Plaza Hotel.
A2Questo testo
Proprio per il livello B1: una storia conosciuta, vocabolario soprattutto frequente e la grammatica che si lavora a questo livello (Past Perfect, discorso indiretto, could have e must have), con la stessa difficoltà dal primo all’ultimo capitolo.
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Con un B2, questa versione si legge in un paio di pomeriggi e la traduzione serve appena. Il romanzo integrale di Fitzgerald non è nel catalogo; nello scaffale B2 aspettano testi integrali come Il ritratto di Dorian Gray, con le stesse 13 parole per frase ma quasi il doppio di parole lunghe (4,7%).
Inizia a leggereIl livello B1 qui si regge sulla lunghezza della frase e sulla grammatica, non su parole rare. La frase media ha 13 parole: è il centro dello scaffale B1 in inglese, tra Fifty Famous People (12) e i racconti di Beatrix Potter e Fifty Famous Stories Retold (14 ciascuno), e molto più che negli adattamenti inglesi A2 del catalogo, che vanno da 9 a 11. Per capitoli oscilla tra 10,4 parole nell’XI, The Plaza Hotel, dove la lite di Tom, Gatsby e Daisy è quasi tutta dialogo, e 16,0 nel IX, The Boy from North Dakota, dove Nick racconta senza dialoghi la giovinezza di James Gatz; in totale, il 29% delle parole è tra virgolette. Il racconto procede al passato, e il Past Perfect è moneta corrente, perché Nick torna continuamente a ciò che era accaduto prima (He had changed it at the age of seventeen). Abbondano il discorso indiretto (Daisy told me that they had heard I was engaged), i modali con il perfetto (I could have sworn that he was trembling) e as if con were. Le parole di 9 lettere o più sono il 2,5%, circa una ogni quaranta, come nell’adattamento A2 di Frankenstein; le più frequenti sono something, afternoon, everything e il cognome Wolfshiem. Il ritratto di Dorian Gray, nello scaffale B2, ha le stesse 13 parole per frase, ma lì è lunga una parola ogni ventuno (4,7%) e lo stile è pieno di ironie e paradossi; qui il vocabolario è soprattutto frequente, e le parole dell’epoca, come bootlegger, le chiarisce la versione stessa dove compaiono. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. F. Scott Fitzgerald, The Great Gatsby (1925), Project Gutenberg
Nella primavera del 1922, Nick Carraway, un giovane del Midwest, arriva a New York per imparare il mestiere delle obbligazioni e affitta una casetta a West Egg, a Long Island. Accanto sorge l’enorme palazzo di Jay Gatsby, dove ogni sabato ci sono feste per centinaia di invitati che non conoscono nemmeno il padrone di casa e raccontano a bassa voce che una volta ha ucciso un uomo o che era una spia tedesca. Dall’altra parte della baia, a East Egg, vivono Daisy, cugina lontana di Nick, e suo marito Tom Buchanan, ex giocatore di football americano, ricco e brutale, che a New York ha un’amante, Myrtle, la moglie del proprietario di un’officina nella valle delle ceneri. Una sera Nick vede Gatsby tendere le braccia verso l’acqua scura, dove brilla una sola luce verde in fondo a un molo. Più tardi la golfista Jordan Baker racconta a Nick che Gatsby conobbe Daisy nel 1917 a Louisville, quando era un tenente senza soldi, e che comprò il palazzo per vivere proprio di fronte a lei, dall’altra parte della baia. Ora Gatsby chiede a Nick un piccolo favore: invitare Daisy a prendere il tè. Che cosa ne esce da quel pomeriggio e come finisce l’estate più calda lo racconta il libro.
II. The Green Light
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IX. The Boy from North Dakota
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Scegli una parola sottolineata.
F. Scott Fitzgerald, The Great Gatsby (1925), Project Gutenberg
Nick osserva di notte il suo vicino, e quasi ogni frase mostra quanto sia sicuro di ciò che vede. That would do for an introduction significa «questo basterebbe come presentazione»: qui would non è futuro, ma «andare bene, bastare». I could have sworn that he was trembling si traduce «avrei giurato che tremasse»: could have con il participio parla di qualcosa che era possibile nel passato ma non è accaduto. It might have been the end of a dock è «forse era la fine di un molo»: might have been ipotizza il passato con cautela. Nothing except a single green light si legge «nulla tranne una sola luce verde». E he had vanished è al Past Perfect: Gatsby era già sparito quando Nick guardò di nuovo.
Nick racconta ciò che vuole Gatsby, e la grammatica tiene quel sogno a distanza. He wanted nothing less from Daisy than that she should go to Tom si legge «da Daisy non voleva niente meno che andasse da Tom»: dopo quel desiderio viene should con il verbo, come il nostro congiuntivo. They would go back to Louisville and be married è futuro visto dal passato: «sarebbero tornati a Louisville e si sarebbero sposati». Just as if it were five years ago significa «proprio come se fosse cinque anni prima»: dopo as if l’immaginario va al passato, per questo anche con it si usa were e non was. You can’t repeat the past non parla di chi ascolta: you è impersonale, «il passato non si può ripetere». Why, of course you can! comincia con why, ma non è una domanda, è un’esclamazione, «ma certo che si può!». Out of reach of his hand è «fuori dalla portata della sua mano».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve quando il senso dipende da un modale, come nel capitolo VIII: There must have been moments even that afternoon when Daisy fell short of his dreams, dove must have been è «sicuramente ci furono» e fall short of, «non essere all’altezza di».
ReaderNo. L’inglese di queste pagine è di MovaReader; da Fitzgerald vengono l’intreccio, i personaggi e il narratore, Nick Carraway, non le frasi. Il romanzo uscì nel 1925 presso Charles Scribner’s Sons, e questa versione è stata scritta a partire dal suo testo su Project Gutenberg. Circa 48.000 parole in nove capitoli qui sono raccontate in 14.929 parole più semplici e 15 capitoli, con tutti i colpi di scena della storia e lo stesso finale; alcune battute famose (You can’t repeat the past) e l’ultima frase restano parole di Fitzgerald. Sono rimasti fuori il lungo elenco degli invitati di Gatsby, il discorso di Tom su un libro che avrebbe «dimostrato scientificamente» che i bianchi dovevano comandare il mondo, le passeggiate notturne di Nick per New York e la maggior parte degli ospiti dell’appartamento di Tom e Myrtle. Il romanzo integrale non è nel catalogo, e dai film non è stato preso nulla.
MovaReader non offre questa versione in audio, solo come testo. Per leggere ad alta voce conviene il capitolo XI, The Plaza Hotel: metà delle sue parole è tra virgolette, e la lite di Tom, Gatsby e Daisy si divide senza sforzo tra più voci.
Per tradurre di colpo un’intera frase serve Reader, perché senza pagare si traducono parole singole e fino a un limite al giorno. Dove si nota di più è nell’ultimo capitolo, quando Nick si congeda da Jordan: I’m five years too old to lie to myself and call it honour. Too old to lie è «troppo vecchio per mentire», e call it honour, «e chiamarlo onore».
Il catalogo calcola da 60 a 100 parole al minuto: al ritmo più veloce, le 14.929 parole richiedono 2 ore e 29 minuti, e al più lento, 4 ore e 9 minuti, da cui le 2-4 ore. I capitoli variano: il più breve, il II, The Green Light, ha 752 parole per 8-13 minuti, e il più lungo, l’VIII, Tea in the Rain, 1.406 parole per 14-23.
Nella pagina non ci sono tratti: il testo è ugualmente difficile dal primo all’ultimo capitolo, solo che si alternano due tipi di capitolo. Dove i personaggi discutono e conversano (V, XI, XII), la frase ha 10-12 parole; dove Nick racconta da solo il passato (VII, IX, XIII), 15-16. Le parole lunghe sono meno nel capitolo V (1,6%) e più nel VI (3,9%), dove compaiono Montenegro, restaurant e il cognome Wolfshiem.
Con l’accesso effettuato torni al paragrafo in cui eri rimasto, e le parole già tradotte restano salvate. Dall’indice puoi aprire direttamente uno qualsiasi dei 15 capitoli, per esempio il VII, Jordan’s Story, se vuoi rileggere come si conobbero Gatsby e Daisy nel 1917.