VII. The Milkmaid and Her Pail
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Adattamento A1: 12 favole con la loro morale
Esopo
Non leggerai Esopo in una vecchia traduzione, ma una versione in inglese semplice che MovaReader ha scritto per il livello A1 a partire da Three Hundred Aesop’s Fables (1867), la raccolta tradotta da George Fyler Townsend. È il primo libro dello scaffale A1 in inglese che non racconta una sola storia: raccoglie dodici favole indipendenti, ciascuna nel suo capitolo di 240-420 parole e con una riga Moral alla fine. In tutto sono circa 3.900 parole, con 7 parole per frase in media, e circa tre parole su dieci sono tra virgolette.
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Ogni favola si legge in pochi minuti, le frasi si aggirano sulle 7 parole e ad A1 le uniche parole sconosciute saranno nomi di animali e oggetti come tortoise, vine o pail.
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Chi ha un A2 troverà appena qualche inciampo; al massimo dovrà consultare grasshopper, barley o raisins.
Inizia a leggereCon 7 parole per frase in media, le favole sono all’altezza di Cappuccetto Rosso, Il brutto anatroccolo o I musicanti di Brema, e I tre porcellini resta sotto, con 6. In tutta la raccolta ci sono 15 parole di 9 lettere o più, circa una ogni 260, e otto sono grasshopper, la cavalletta della seconda favola. Con questa misura, la raccolta sta nella metà bassa dello scaffale A1 in inglese; Il brutto anatroccolo arriva a 18, I musicanti di Brema a 20 e Biancaneve a 44. Le avventure di Sherlock Holmes, nello scaffale B2, sono anch’esse composte da 12 storie indipendenti, ma lì la frase media ha 16 parole e circa una parola ogni ventidue è lunga. Le favole sono narrate al presente; il futuro con will riempie i sogni della figlia del contadino, e il passato compare nelle battute quando i personaggi ricordano ciò che è accaduto: You laughed at me, I spent all my days singing. Da una favola all’altra, la frase media va da 6,5 parole nella I a 8,4 nella XI, ma quelle con le frasi più lunghe, la IV, la VII e la XI, sono distribuite lungo il libro, quindi non c’è un tratto più difficile. Con questi numeri, la raccolta è di livello A1. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Project Gutenberg
Dodici storie brevi in cui animali, persone, il vento e il sole si comportano in modo molto umano. Un leone cattura un topo che gli è passato sul muso e ride quando questo gli promette di ricambiare il favore un giorno. Le formiche trasportano grano per tutta l’estate mentre la cavalletta canta e le invita a cantare con lei. Una lepre prende in giro la tartaruga perché è lenta, e la tartaruga la sfida a una gara fino a un vecchio albero in cima a una collina. Un cane attraversa un ponticello con un pezzo di carne e vede un altro cane nell’acqua. Un piccolo pastore si annoia con le pecore sul pendio e, per scherzare, grida agli abitanti del villaggio che arriva il lupo. Una volpe elogia le penne di un corvo che tiene della carne nel becco; la figlia di un contadino porta un secchio di latte sulla testa e già conta mentalmente i suoi pulcini; un mugnaio e suo figlio portano l’asino alla fiera e seguono il consiglio di ogni persona che incontrano. Poi vengono una gallina che depone uova d’oro, una volpe affamata sotto una vite molto alta, un topo di città che invita a casa sua il topo di campagna e la discussione tra il Vento del Nord e il Sole su quale dei due sia il più forte. Ogni favola ha la sua morale, ma questa pagina non racconta come finisce nessuna.
VII. The Milkmaid and Her Pail
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XI. The Town Mouse and the Country Mouse
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Scegli una parola sottolineata.
La ragazza pensa a cose che ancora non esistono, e per questo quasi ogni frase ha will: I will sell, I will buy, the chickens will grow. Will non cambia con la persona, e il verbo che lo segue è nella sua forma da dizionario; nella domanda, will passa davanti: Will you marry me? Go bad, detto delle uova, è «andare a male», e hatch, «schiudersi». In When the price is high, dopo when si usa is e non will be: così l’inglese esprime il futuro dopo when, «quando il prezzo sarà alto». I paragrafi aprono le virgolette e non le chiudono perché il pensiero continua, e le virgolette semplici ‘ ’ segnano parole citate dentro altre.
Nell’elenco del cibo i nomi sono separati da virgole, e l’ultimo si unisce con and, senza virgola: bread, barley and beans. Dried figs sono «fichi secchi», ma per l’uva passa l’inglese ha una parola propria, raisins. Oh my! e What a lot of food! sono esclamazioni, qualcosa come «Santo cielo!» e «Quanto cibo!». Just then equivale a «proprio in quel momento»; in Someone comes into the room il verbo prende la -s, come con he. Room compare due volte con sensi diversi: into the room è «nella stanza», mentre in There is only just room for two mice significa «spazio», e la frase si capisce come «c’è appena spazio per due topi».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Con Reader non c’è un limite giornaliero di parole e le frasi si traducono intere, cosa utile con Anything to please you, dove il mugnaio non promette «qualcosa», ma «qualsiasi cosa pur di accontentarti».
ReaderNo: è un adattamento, e ogni frase in inglese l’ha scritta MovaReader, non Esopo né il suo traduttore. La fonte è Three Hundred Aesop’s Fables, la raccolta tradotta da George Fyler Townsend nel 1867, che si trova su Project Gutenberg. Da essa sono state prese dodici favole e portate ad A1: presente, frasi corte, le parole più usuali, e dove Townsend scrive ass, un termine antiquato, qui c’è sempre donkey. Le dodici favole di Townsend sommano circa 1.800 parole e questa versione più del doppio, circa 3.900, perché aggiunge conversazioni che la traduzione non ha, come la discussione delle formiche con la cavalletta sull’inverno, o trasforma in paragrafi interi i sogni della figlia del contadino sulle feste di Natale. Dentro ogni favola, i fatti seguono l’ordine di Townsend. Townsend chiude solo tre favole con una morale a parte; due di esse sono dette qui con parole più semplici e la terza, quella della lepre e della tartaruga, resta tale e quale; nelle altre nove, la riga Moral è stata formulata a partire dall’epilogo. Il testo integrale di Townsend non è ancora nel catalogo.
No, in MovaReader questa raccolta non ha una voce registrata; le favole sono pensate per essere lette. Leggerle ad alta voce è comunque facile: ognuna sta in pochi minuti, e le esclamazioni dei personaggi, come Brr! o Ha, ha, ha!, danno da sole l’intonazione.
Sì, purché tu abbia il piano Reader, che traduce frasi complete. In queste favole non servirà per la lunghezza, ma per espressioni che non si ricavano parola per parola: Shame on you! vuol dire «Vergognati!», e cannot keep up, «non riesce a tenere il passo». Senza Reader, ogni tocco traduce una sola parola, e queste parole hanno un limite al giorno.
Circa un’ora per tutta la raccolta: il catalogo calcola 60-100 parole al minuto per tutti i libri, traducendo le parole sconosciute. La favola più corta, la X, quella della volpe e dell’uva, ha circa 240 parole, e la più lunga, l’VIII, quella del mugnaio, di suo figlio e dell’asino, circa 420, quindi ognuna richiede da due a sette minuti e la raccolta si può leggere favola per favola.
La pagina non segna tratti, perché il libro non ha una parte più facile né una più difficile. Le frasi più corte sono nella prima favola, quella del leone e del topo, con 6,5 parole in media, e le più lunghe nell’undicesima, quella del topo di città e del topo di campagna, con 8,4, ma le favole con le frasi più lunghe, la IV, la VII e la XI, sono in punti diversi del libro. Nemmeno le parole lunghe si raggruppano: otto delle quindici sono grasshopper, nella seconda favola, e sette favole non ne hanno nessuna.
Sì, purché tu abbia effettuato l’accesso: i tuoi progressi e le parole consultate restano salvati in MovaReader. Puoi leggere le favole nell’ordine che vuoi, perché nessuna continua la precedente, e l’indice di questa pagina porta direttamente a una qualsiasi, per esempio alla XII, in cui il Vento del Nord e il Sole discutono su chi sia più forte.