I. Mr Fogg and His New Servant
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Adattamento A2: una scommessa e un elefante
Jules Verne
Quello che hai davanti è una versione MovaReader in inglese semplice per il livello A2, non il testo di Jules Verne: i 37 capitoli del romanzo stanno qui in 14 brevi. È stata scritta a partire dalla traduzione inglese di George M. Towle, del 1873, perciò i personaggi e le cifre sono quelli noti: Phileas Fogg, il suo domestico Passepartout, il detective Fix e una scommessa di ventimila sterline. Il viaggio segue la rotta del romanzo, per Suez, Bombay, Hong Kong, Yokohama, San Francisco e New York, e qui nessuno sale su un pallone, come nel libro di Verne: quella scena l’ha aggiunta il film del 1956. La frase media ha 9,0 parole, e il testo somma 8.971 parole, 1-2 ore di lettura con traduzione.
Prima
Nello scaffale A1 tutto si racconta al presente, qui invece il passato domina fin dalla prima riga (In the year 1872, a man called Phileas Fogg lived at number 7, Savile Row). La frase media sale a 9,0 parole contro le 6-8 dell’A1, e il libro è due volte e un quarto più lungo de Il brutto anatroccolo, il più esteso di quello scaffale (3.990 parole).
A1Questo testo
Proprio per l’A2: passato, frasi brevi e vocabolario di tutti i giorni, con parole rare come whist, rajah o bail spiegate dove compaiono per la prima volta.
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Chi ha già un B1 accompagnerà Fogg intorno al mondo in un paio di pomeriggi, traducendo pochissimo. Poiché il romanzo completo di Verne non c’è ancora, il passo successivo sono i testi integrali dello scaffale B1 in inglese, con le frasi più brevi in Fifty Famous People, di 12 parole, e poi il B2: per esempio, La macchina del tempo di Wells, che comincia anch’essa con dei signori che chiacchierano attorno a un tavolo, ma già con frasi di 17 parole.
Inizia a leggereA questa versione la mettono all’A2 i tempi del passato e una frase media di 9,0 parole: lo stesso di Romeo e Giulietta, meno di Peter Pan (9,3) o L’isola del tesoro (9,5) e una parola e mezza meno di Sherlock Holmes (10,5). Dallo scaffale A1 la separano 1,2 parole per frase, dato che lì la media più alta, 7,8, è quella de La bella addormentata. Per capitolo va da 7,2 nel V, The Elephant, dove Fogg tratta per l’elefante con battute cortissime, a 10,4 nel IV, Shoes in Bombay, che descrive la città e il tempio quasi senza dialogo; quel 7,2 sta sotto qualsiasi capitolo de L’isola del tesoro, il cui minimo è 7,6, nel XIII. Si racconta al past simple e al past continuous (Now Mr Fogg was sitting in his armchair and watching the clock), e il past perfect compare una quindicina di volte (Fix had brought the priests to Calcutta on the next train from Bombay). La proporzione grezza di parole di 9 lettere o più è alta: 263, il 2,9%, più o meno una ogni trentacinque, sopra Pinocchio (2,8%) e Frankenstein (2,5%) e sotto Cenerentola (3,8%); nello scaffale A1 nessun libro supera il 2,4% de Il calzolaio e gli elfi. Ma più della metà, 137, sono nomi propri, e solo Passepartout compare 99 volte; senza di essi resta l’1,4%, tra Romeo e Giulietta (1,3%) e Alì Babà e i quaranta ladroni (1,5%). Tra le parole lunghe comuni, le più ripetute sono passengers, something e detective, e quelle rare, come whist, rajah, bail od opium, il testo le spiega appena compaiono. I dialoghi tra virgolette occupano il 27,4% del testo, tra Hansel e Gretel (27%) e L’isola del tesoro (28,7%). Da qui ai testi integrali del B2 c’è un bel salto: l’Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll non adattata ha la stessa proporzione di parole lunghe, 2,9%, ma frasi di 20 parole, più del doppio. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
Londra, 1872. Phileas Fogg vive al ritmo dell’orologio: ogni giorno lo stesso percorso fino al Reform Club, gli stessi pasti e la stessa partita a whist la sera. Il 2 ottobre entra al suo servizio un nuovo domestico, il francese Jean Passepartout, che sogna una vita tranquilla. Quella stessa sera, al club si parla del furto di cinquantacinquemila sterline alla Banca d’Inghilterra, e Fogg scommette ventimila sterline di riuscire a fare il giro del mondo in ottanta giorni. Deve tornare al club entro le nove meno un quarto di sera del 21 dicembre, e in meno di un’ora è già sul treno per Dover. A Suez, il detective Fix decide che Fogg è il ladro della banca e lo segue in attesa di un mandato d’arresto. In India la ferrovia finisce in mezzo al bosco, Fogg compra un elefante e, nella giungla, i viaggiatori vedono passare una processione con Aouda, una giovane vedova che, secondo un’antica usanza, vogliono sacrificare insieme al corpo del suo anziano marito, e decidono di salvarla. Seguono un processo a Calcutta, una tempesta al largo delle coste cinesi, Hong Kong, dove Fix cerca di separare il padrone dal domestico, un circo a Yokohama e un treno che attraversa un’America coperta di neve. Se Fogg arriva in tempo al club lo racconta il libro.
I. Mr Fogg and His New Servant
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V. The Elephant
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Il paragrafo spiega perché Fogg cerca un domestico. Expected a lot from significa «pretendeva molto da», e sent his servant away qui è «licenziò il domestico», non «lo mandò da qualche parte». I gradi del romanzo sono Fahrenheit: 84 e 86 °F equivalgono a circa 29 e 30 °C, quindi il domestico si sbagliò di appena un grado centigrado. In Now Mr Fogg was sitting in his armchair and watching the clock i due verbi sono al past continuous e dipingono lo sfondo della scena, e A new servant was coming that morning usa lo stesso tempo per qualcosa di già stabilito: «quella mattina doveva arrivare un nuovo domestico». I minuti si contano a partire dall’ora: twenty-nine minutes past eleven sono le 11:29, e a man of about thirty si traduce «un uomo sulla trentina».
Il capitolo V ha le frasi più corte del libro, e questo brano mostra perché: il proprietario risponde ogni volta con un solo No, e Fogg alza il prezzo più e più volte. Hire è «prendere qualcosa in cambio di denaro per un certo tempo», per questo dopo il rifiuto arriva Then I will buy him, «allora lo compro». Ten pounds an hour si legge «dieci sterline all’ora»: an qui vale «per ogni». Twelve hundred, fifteen hundred e eighteen hundred sono 1.200, 1.500 e 1.800: in inglese è molto comune contare queste somme a centinaia. Went pale è «impallidì», perché go davanti a un aggettivo di solito esprime un cambiamento di stato. Took Mr Fogg to one side vuol dire «prese Fogg in disparte», e le ultime due frasi di Fogg si appoggiano a may: l’elefante «può fargli risparmiare» ventimila sterline, quindi costa poco.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
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Reader serve quando una frase breve si regge su un’espressione fissa, come la risposta di Fogg al suo domestico nel capitolo II, It will burn at your expense, che si capisce «allora brucerà a spese sue».
ReaderNo: qui non c’è una sola frase di Verne, ma una versione MovaReader in inglese semplice, scritta a partire da Le Tour du monde en quatre-vingts jours (1873) nella traduzione inglese di George M. Towle dello stesso anno, Around the World in Eighty Days, che si trova su Project Gutenberg. Il romanzo ha 37 capitoli e la versione 14, con la stessa rotta e le stesse date principali. Mancano solo episodi minori, come lo scalo ad Aden, il discorso di un predicatore mormone sul treno e la breve sosta a Salt Lake City. Le scene più dure, il rito indiano in cui si brucia una vedova, la fumeria d’oppio di Hong Kong e l’attacco al treno nella prateria, sono raccontate con parole neutre e senza dettagli. Non c’è nemmeno il pallone: nel romanzo nessuno viaggia in pallone, e quella scena l’ha inventata il film del 1956. Altri libri di Verne, integrali o adattati, il catalogo non li ha ancora.
Questa versione non ha registrazione su MovaReader: Il giro del mondo in ottanta giorni qui si legge con gli occhi. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo V, The Elephant: ha le frasi più corte del libro, 7,2 parole, e la trattativa di Fogg per l’elefante suona come una scena a due voci.
Reader è ciò che traduce una frase intera; senza abbonamento, ogni giorno puoi tradurre parole singole fino a un certo limite. Torna utile, per esempio, nel capitolo XI, quando il macchinista propone di attraversare a tutto vapore un ponte che non regge: We’ll go so fast that the bridge won’t have time to fall. So fast that equivale a «così veloce che», e won’t have time to fall si legge «non avrà il tempo di crollare».
Tra un’ora e mezza e due ore e mezza: sono 8.971 parole, e il catalogo calcola 60-100 al minuto per chi legge con la traduzione. L’XI, Across America, è il capitolo più breve: 452 parole per 5-8 minuti; il XIV, con 1.157, richiede 12-19 minuti.
Non ci sono tratti: le frasi più corte sono nel V (7,2 parole) e le più lunghe nel IV (10,4), e gli altri dodici capitoli stanno in mezzo. Le parole lunghe vanno da 10 per capitolo (IX) a 34 (XIV), e in tutti pesa il nome stesso di Passepartout.
Si salva, purché tu abbia effettuato l’accesso: quando torni, la lettura riprende dallo stesso paragrafo, e le parole tradotte restano nella tua lista. Dall’indice si arriva a uno qualsiasi dei 14 capitoli, come il II, The Bet, dove Fogg scommette ventimila sterline al club.