I. Part One: The Shipwreck
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Adattamento A2: lillipuziani e giganti
Jonathan Swift
Questa non è la prosa di Swift, ma una versione MovaReader in inglese semplice per il livello A2: dei quattro viaggi de I viaggi di Gulliver (1726) raccoglie i primi due, a Lilliput e nel paese dei giganti, in 14 brevi capitoli raccontati da Gulliver stesso. La prima parte va dal naufragio alla prigionia tra persone minuscole, la perquisizione delle sue tasche, le danze sulla corda e la disputa su da quale estremità si rompa un uovo; la seconda comincia in un campo d’orzo dove il minuscolo, di colpo, è Gulliver. La base è il testo di Swift su Project Gutenberg, non i cartoni animati né il cinema. Il testo somma 8.974 parole, ogni frase ha in media 10,6 parole, e leggerlo traducendo richiede da una a due ore.
Prima
Chi arriva dallo scaffale A1 dovrebbe fare il passo quando le forme del passato non lo fermano più: Gulliver parla di sé al passato fin dal primo paragrafo (My father had a small farm in Nottinghamshire), le frasi si aggirano qui sulle 10,6 parole contro le 6-8 di là, e le sue 8.974 parole richiedono 1-2 ore, più del doppio de Il brutto anatroccolo (3.990), dello scaffale A1.
A1Questo testo
Fatto su misura per l’A2: un racconto in prima persona e al passato, capitoli da 440 a 960 parole, e termini come snuff o spinet che la versione stessa chiarisce nella stessa frase o in quella successiva.
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Un lettore di livello B1 percorrerà Lilliput e il paese dei giganti in un paio di pomeriggi, ricorrendo pochissimo alla traduzione. Tra i testi integrali del catalogo, ne condivide lo spirito La macchina del tempo di Wells, dello scaffale B2: anch’esso il racconto di un viaggiatore su un mondo lontano e strano, ma con frasi di 17 parole.
Inizia a leggereQuesta versione è all’A2 per i tempi del passato e per una frase media di 10,6 parole: un po’ più di Robinson Crusoe e Sherlock Holmes (10,5 ciascuno) e 1,6 parole in più di Romeo e Giulietta (9,0). Rispetto a La bella addormentata, dello scaffale A1 (7,8), le frasi sono quasi tre parole più lunghe. Per capitolo la cifra oscilla poco, tra 9,9 (VII) e 11,4 (XII). Gulliver racconta al past simple e al past continuous (Our men were rowing for their lives towards the ship), il past perfect compare quasi trenta volte (Their doctors had put a sleeping drink into the wine), e nelle conversazioni affiora il present perfect (There have been six rebellions because of it). Ci sono 177 parole di 9 lettere o più, il 2,0%, più o meno una ogni cinquantuno: un po’ più che ne Il mago di Oz e in Alice nel Paese delle Meraviglie (1,9% ciascuno), meno che in Frankenstein (2,5%) e perfino meno che ne La scatola di Pandora, dello scaffale A1 (2,1%). Più o meno una ogni sette è un nome, come Glumdalclitch (19 volte) o Nottinghamshire, e tra le altre le più ripetute sono something (11), understood, frightened e handkerchief (6 ciascuna); quelle poco comuni, come snuff, fleet o spinet, il testo le spiega lì stesso. Il 13,9% delle parole sta tra virgolette, ma distribuito in modo diseguale: il capitolo V è quasi per intero il discorso di un cortigiano, e l’VIII e il IX non hanno nemmeno una virgoletta. Fino ai testi integrali del B2 c’è un bel salto: ne La macchina del tempo di Wells un viaggiatore descrive anch’egli un mondo lontano di gente piccola, ma con frasi di 17 parole e un 6,7% di parole lunghe, più del triplo. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Jonathan Swift, Gulliver’s Travels (1726), Project Gutenberg
Anno 1699. Lemuel Gulliver, medico di bordo nato nel Nottinghamshire, salpa da Bristol sull’Antelope, e vicino alla Terra di Van Diemen una tempesta scaraventa la nave contro uno scoglio. Gulliver raggiunge a nuoto una costa sconosciuta e si addormenta sull’erba; quando si sveglia è legato al suolo con centinaia di sottili cordicelle, e sopra di lui camminano persone alte meno di sei pollici. È Lilliput. I minuscoli sudditi dell’imperatore danno da mangiare al prigioniero, lo portano nella capitale su un enorme carro e lo incatenano in un vecchio tempio, dove a poco a poco impara la loro lingua. Due funzionari gli frugano le tasche e descrivono con grande cura un fazzoletto, una tabacchiera, un orologio e delle pistole mai viste prima. Gulliver vede i cortigiani ballare sulla corda per ottenere una carica e infine ottiene la libertà in cambio di alcune promesse redatte dal suo nemico, l’ammiraglio Bolgolam. Poco dopo, un ministro gli spiega perché l’impero è in guerra da anni con la vicina isola di Blefuscu: una legge impose un giorno di rompere le uova dalla parte piccola. Nella seconda parte Gulliver torna per mare nel 1702 e arriva in un paese di giganti. Un bracciante lo scopre in un campo d’orzo alto come alberi e lo porta al contadino, e la figlia di questi, Glumdalclitch, una bambina di nove anni, diventa la sua bambinaia e la sua maestra. Ma un vicino convince il contadino che con una creatura così strana si possono fare soldi, e cominciano a mostrare Gulliver nei mercati. Quello che gli accade dopo lo si scopre nel libro.
I. Part One: The Shipwreck
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V. Big-Endians and Little-Endians
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Scegli una parola sottolineata.
Jonathan Swift, Gulliver’s Travels (1726), Project Gutenberg
Il primo paragrafo si regge su forme negative e restrittive: I could not move, «non potevo muovermi», e I could only look up at the sky, «potevo solo guardare in alto, verso il cielo». Were tied to the ground non racconta l’azione di legare, ma lo stato in cui si trova Gulliver: braccia e gambe sono già bloccate. Something alive nasconde all’inizio che cosa sia, e la frase seguente lo rivela: It was a human being. Un pollice misura circa 2,5 cm, quindi less than six inches tall vuol dire «alto meno di quindici centimetri», e il punto esclamativo trasmette lo stupore del narratore. Nell’ultima frase il soggetto va dopo il verbo, Behind him came about forty more little men, e il lettore vede prima il luogo e poi la folla.
Parla un cortigiano che lo spiega a Gulliver, per questo ogni paragrafo apre le virgolette e nessuno le chiude alla fine: in inglese si segna così un discorso che occupa più paragrafi. La storia della legge è al past simple (broke, cut, made), e i suoi effetti, che si notano ancora, al present perfect: There have been six rebellions, «ci sono state sei ribellioni», Eleven thousand people have chosen to die. Rather than break their eggs significa «piuttosto che rompere le loro uova»: rather than mette insieme due opzioni e scarta la seconda. We call the people who refused Big-Endians segue lo schema call + chi + con quale nome: «chiamiamo Big-Endians quelli che rifiutarono». Dopo la lite per le uova Swift ritrasse le guerre sanguinose della sua Europa per questioni di fede, e la versione lascia questa battuta ben in vista.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader aiuta quando una frase breve si regge su un condizionale, come nel capitolo VIII, quando Gulliver ricorda Lilliput: Here I was as small as one of those little people would be among us, cioè «qui ero piccolo quanto lo sarebbe tra noi uno di quegli omini».
ReaderNo. Ogni frase l’ha scritta MovaReader in inglese semplice, prendendo come base I viaggi di Gulliver del 1726 così come li offre Project Gutenberg; di Swift non è stata copiata nessuna. Dei quattro viaggi del libro si raccontano solo i primi due, a Lilliput e a Brobdingnag, il paese dei giganti; il terzo, a Laputa, e il quarto, al paese degli Houyhnhnm, restano fuori. In Swift queste due parti hanno 16 capitoli e circa 50.700 parole, e la versione 14 capitoli e 8.974 parole, meno di un quinto, con i fatti nello stesso ordine. La satira si conserva, ma leggera: restano la disputa su da quale estremità si rompa l’uovo, i partiti dei tacchi alti e dei tacchi bassi e i salti sulla corda per ottenere una carica, e il testo non decifra le allusioni alla politica inglese dell’epoca. Le scene più volgari di Swift sono state tolte, come Gulliver che fa i suoi bisogni dentro il tempio o la pelle dei giganti vista da vicino. Quando uscì questa versione, il catalogo non aveva il testo integrale di Swift.
Su MovaReader questa versione non ha audio: I viaggi di Gulliver si leggono da soli. Per esercitarti ad alta voce si presta il capitolo V, quasi tutto un lungo discorso di un cortigiano che spiega a Gulliver perché Lilliput è in guerra con Blefuscu per colpa delle uova, e che si legge come un monologo.
Per tradurre una frase intera serve Reader; ogni parola singola si traduce gratis finché non si esaurisce il limite di oggi. Torna utile, per esempio, nel capitolo IV, quando Gulliver racconta come il tesoriere Flimnap cadde una volta dalla corda: A cushion was lying on the ground, or he would have broken his neck. Qui or significa «altrimenti», e would have broken parla di qualcosa che non è successo, quindi la riga intera dice: «per terra c’era un cuscino; altrimenti si sarebbe rotto il collo».
Tra un’ora e mezza e due ore e mezza: sono 8.974 parole al ritmo di 60-100 al minuto che il catalogo ipotizza per leggere con traduzione, e nella pagina compare arrotondato come 1-2 ore. Il capitolo più breve, il V, ha 444 parole e richiede 4-7 minuti; il più lungo, il XIV, 958, cioè 10-16.
Non ci sono tratti, perché la difficoltà è uniforme: la frase media per capitolo va da 9,9 parole (VII) a 11,4 (XII), e le parole lunghe da 5 nel IX a 22 nel XIV. La prima parte, quella di Lilliput, ha una media di 10,4 parole per frase, e la seconda, quella dei giganti, di 10,8: meno di mezza parola di differenza.
Se accedi con il tuo account, MovaReader ricorda a quale paragrafo ti eri fermato e ti ci riporta quando torni; le parole che traduci si salvano nella tua lista. Dall’indice si salta a uno qualsiasi dei 14 capitoli: Lilliput occupa dal I al VII, e il paese dei giganti dall’VIII al XIV.