I. The Sword in the Anvil
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Adattamento A2: spada, lago e Tavola Rotonda
Howard Pyle
Questo libro lo ha scritto MovaReader: racconta le leggende di re Artù in inglese semplice per il livello A2 a partire dal primo libro arturiano di Howard Pyle, The Story of King Arthur and His Knights (1903), ma non con le parole di Pyle. L’originale supera le 100.000 parole in una lingua antica in cui thou compare 784 volte e quoth 57; questa versione ha 8.947 parole in 13 capitoli, con grammatica attuale e senza nemmeno un thou. La frase media è di 10,5 parole, un terzo del testo sono battute e la lettura richiede da 1 a 2 ore. Tutto comincia quando Merlino porta via di notte il figlio appena nato del re Uther Pendragon, e la Britannia resta quasi diciotto anni senza un re legittimo.
Prima
Nello scaffale A1 re Artù e Merlino compaiono già in Pollicino, ma lì ci sono 6,8 parole per frase e il presente, e qui 10,5 e forme del passato fin dal primo paragrafo: ruled, helped, could see. Per lunghezza, questa versione supera il doppio: 8.947 parole contro 3.829.
A1Questo testo
Giusto per A2: narrazione al passato, i capitoli sono brevi, di 600-800 parole, e termini di cavalleria come squire, tournament o scabbard si spiegano appena compaiono.
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Chi è già in B1 percorrerà i tredici capitoli quasi di seguito, con qualche consultazione sporadica della traduzione. Il Pyle completo, con il suo thou, il suo quoth e il suo ye, non è ancora nel catalogo, ma lo scaffale B1 in inglese ha già testi integrali, con le frasi più corte in Fifty Famous People, di 12 parole.
Inizia a leggereQuesta versione è in A2 per i tempi del passato e per una frase media di 10,5 parole secondo la formula del catalogo: come Robinson Crusoe e Sherlock Holmes, un po’ meno di I viaggi di Gulliver (10,6) e mezza parola più di Robin Hood (10,0), che MovaReader ha adattato anch’esso da Pyle. Nello scaffale A1, Pollicino, dove compaiono anche Merlino e la corte di Artù, si ferma a 6,8 parole per frase, La bella addormentata a 7,8, e lì si racconta al presente. Per capitoli, la media va da 9,6 parole nel II, The True King, dove Kay, Ector e Artù si scambiano battute brevi accanto all’incudine, a 11,5 nel V, The Gardener’s Boy, dove il narratore si sofferma sul travestimento e sul giardino. Il racconto procede al past simple e al past continuous (King Arthur and his court were resting in the Forest of Usk), il past perfect compare solo cinque volte (the old hermit who had once cared for King Arthur), e Merlino profetizza con will (you will be the greatest king that Britain has ever had). Di 9 lettere o più sono 198 parole, il 2,2%, circa una ogni quarantasei; Robin Hood ne ha la metà (1,1%), e Frankenstein (2,5%) e Cenerentola (3,8%) di più. Quasi la metà sono nomi: Guinevere 35 volte, Pellinore ed Excalibur 13 ciascuno, Leodegrance 12; delle altre la più frequente è afternoon (7 volte). Parole rare come anvil, squire, tournament, hermit o scabbard le chiarisce il testo con una breve aggiunta dove compaiono per la prima volta. I testi integrali in inglese del catalogo cominciano in B1, dove Fifty Famous People ha 12 parole per frase, e in B2 Le avventure di Sherlock Holmes di Conan Doyle ne hanno 16. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Howard Pyle, The Story of King Arthur and His Knights (1903), Project Gutenberg
La storia si svolge nell’antica Britannia. Il mago Merlino prevede che il re Uther Pendragon si ammalerà presto, e una notte lui e sir Ulfius portano in segreto il figlio piccolo del re in un luogo sicuro; poco dopo il re muore. Per quasi diciotto anni nel paese regnano la paura e il banditismo, finché Merlino colloca davanti a una chiesa di Londra un blocco di marmo con un’incudine in cui è conficcata una spada: chi la estrarrà è il re legittimo. A Natale a Londra accorrono re e cavalieri. A un torneo a sir Kay si spezza la spada e Kay manda suo fratello minore, il suo scudiero Artù, a cercarne un’altra; Artù non ne trova nessuna nella tenda, corre alla chiesa e tira fuori la spada dall’incudine senza sforzo. Così si scopre di chi è figlio in realtà, e Artù viene incoronato, anche se non tutti i re lo accettano. Il giovane re si dirige verso un ponte dove un misterioso Cavaliere Nero appende a un melo gli scudi dei vinti, e più tardi Merlino lo porta a un lago magico dove un braccio esce dall’acqua con la spada Excalibur. Quando un re vicino vuole le terre del re Leodegrance e la mano di sua figlia Ginevra, Artù, con un berretto magico di Merlino, si fa assumere come garzone di giardiniere nel giardino di lei. Da qui in poi prosegue il libro stesso.
I. The Sword in the Anvil
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IV. Excalibur
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Scegli una parola sottolineata.
Howard Pyle, The Story of King Arthur and His Knights (1903), Project Gutenberg
La prima frase costruisce made con l’infinito senza to: Merlin made a great block of white marble appear, cioè «Merlino fece apparire un grande blocco». La parola rara anvil la chiarisce il testo stesso dopo la virgola: the heavy iron block that smiths use for hammering hot metal, «il pesante blocco di ferro su cui i fabbri battono il metallo caldo», e that introduce lì una relativa. On top of it stood an anvil e Around it were these words mettono prima il luogo e il soggetto dopo il verbo, un ordine con cui il racconto dipinge la scena. Was made of equivale a «era fatto di», una delle poche passive del libro. Sul cartello, Whoever pulls this sword out corrisponde a «chiunque estragga», e il present simple dopo whoever vale per chiunque nel futuro. Had to try, nell’ultimo paragrafo, esprime obbligo al passato: tutti dovevano provarci.
La Dama del Lago pone la condizione con unless: No man can win it ... unless he is without fear and without shame, «nessun uomo può conquistarla, a meno che non sia senza paura e senza vergogna». Artù risponde al present perfect: I have done many things that I am ashamed of, perché gli atti restano nel passato e la vergogna è ancora viva; la preposizione of va alla fine della subordinata. Still all’inizio della battuta significa «eppure», non «ancora». Poi il racconto passa al past simple, e ogni verbo è un passo in più: blew, came, stepped, carried, reached, took. Like a swan paragona la barca a un cigno. La parola rara scabbard la chiarisce subito il testo: the case for the blade, «il fodero della lama», cioè la guaina.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader aiuta con le condizioni su qualcosa di immaginato, come nel capitolo VII: If you were a knight and not a lady ... you would not dare to say that, dove were e would not dare parlano di qualcosa che non è reale: «se foste un cavaliere e non una dama, non osereste dire questo».
ReaderNo. È una versione propria di MovaReader, e nessuna delle sue frasi è di Pyle. La fonte è The Story of King Arthur and His Knights, dello scrittore e illustratore statunitense Howard Pyle, del 1903, il primo dei suoi quattro libri su Artù; la versione è stata scritta a partire dal suo testo su Project Gutenberg. Di esso restano, nello stesso ordine, gli episodi della spada nell’incudine, Excalibur, Ginevra e il garzone di giardiniere, la Tavola Rotonda, Merlino e Viviana, la congiura della regina Morgana, sir Pellias e sir Gawaine. Lancillotto, il Graal e l’ultima battaglia di Artù non ci sono: Pyle li raccontò dopo, in libri del 1905, 1907 e 1910. Lo stile arcaizzante di Pyle è stato cambiato in un inglese semplice e attuale: la frase del narratore di Pyle For he wist not what he had done qui passa al pensiero di Kay: He doesn’t know what he has done. Sono stati tolti anche la prefazione e i prologhi di Pyle. Il libro di Pyle, così come lo scrisse, non fa parte del catalogo.
Questa versione non ha un audiolibro su MovaReader: lo scontro delle spade resta all’immaginazione. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo IV, Excalibur: 701 parole, e quasi la metà (46%) le dicono Artù, Merlino, la Dama del Lago e Pellinore.
Tradurre la frase intera in un colpo è compito del piano Reader; senza, ogni giorno si aprono solo alcune parole singole. È utile nel paragone di Gawaine del capitolo VIII, That boy could take my head off my shoulders more easily than I could take his cap off his head: con could ... more easily than I could dice che «quel ragazzo mi toglierebbe la testa dalle spalle con più facilità di quanto io toglierei il suo berretto dalla sua testa».
Con le 60-100 parole al minuto che il catalogo ipotizza per chi legge traducendo le parole nuove, 8.947 parole richiedono da 90 a 150 minuti, da un’ora e mezza a due ore e mezza, e la pagina arrotonda a 1-2 ore. Il IX, il capitolo più breve (617 parole), ne chiede 6-10; il X, il più esteso (765), 8-13.
Non ci sono tratti: nessun capitolo pesa tanto più degli altri da segnalarlo. L’VIII riunisce più battute (48%) e più parole lunghe (23), il XII, più narrato, meno battute (21%), e la frase media si muove tra 9,6 parole nel II e 11,5 nel V; il IX e il XIII hanno solo 10 parole lunghe ciascuno.
Con l’account avviato, MovaReader ricorda il paragrafo in cui ti sei fermato e il tuo elenco di traduzioni. I 13 capitoli sono nell’indice, e da lì puoi andare diretto al IV, Excalibur, o al VI, The White Champion.