I. El halcón en el huerto
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Una rielaborazione B1 della tragicommedia del 1499
Fernando de Rojas
Questa è una rielaborazione MovaReader della tragicommedia di Fernando de Rojas in spagnolo, non il testo originale e non una traduzione dell’opera completa: è scritta per lettori B1 che vogliono una storia cupa e rapida in spagnolo moderno, con tutti i tempi che stanno imparando. Nel catalogo è B1: circa 12.100 parole, 12 parole per frase in media, in 14 capitoli. L’originale è la Tragicomedia de Calisto y Melibea, stampata per la prima volta a Burgos nel 1499 e poi ampliata a 21 atti. La rielaborazione trasforma il dramma in prosa e ne conserva la linea principale, da un falco perduto in un giardino all’ultima pagina, e tre delle sue battute più famose nello spagnolo antico.
Prima
All’A2 seguirai la trama, ma la lingua ti fermerà: frasi di 12 parole invece delle 9-10 dello scaffale A2, il congiuntivo imperfetto e trapassato (Si Dios me ofreciera una silla a su lado, no la querría tanto; Ojalá le hubiera dado alguna esperanza), gli imperativi con il pronome attaccato (llévaselo, disfrútala) e il lessico dell’onore e dell’inganno (honra, alcahueta, hechicera) che le storie A2 usano di rado.
A2Questo testo
Giusto per il B1: tutti i tempi che stai imparando in frasi di 12 parole, per lo più lessico quotidiano con qualche parola antica (honra, alcahueta), parole lunghe che sono in gran parte nomi, e 14 capitoli di circa 700-1.030 parole che si leggono uno alla volta.
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Al B2 questa rielaborazione è una lettura facile per qualche serata. Seguono i testi spagnoli integrali dello scaffale B2, come Nebbia di Unamuno, con 13 parole per frase e una parola lunga ogni quattordici. L’originale tardomedievale della Celestina è un testo molto più difficile e non è sullo scaffale.
Inizia a leggereLa frase media ha 12 parole, come la maggior parte dello scaffale B1 (Orgoglio e pregiudizio ne ha 12, Don Juan Tenorio 11), una o due in più degli adattamenti A2 in spagnolo (9-10) e una in meno di Nebbia di Unamuno, B2, che ne ha 13. Le parole lunghe spiegano perché resta sotto il B2: una parola di 9 lettere o più compare circa una volta ogni 23 parole (4,3%), contro una ogni 14 in Nebbia (6,9%), e buona parte sono nomi come Celestina e Sempronio. Ciò che la porta sopra l’A2 sono la grammatica e il lessico. La rielaborazione usa il trapassato prossimo (nunca había visto a una mujer tan hermosa), il condizionale e il congiuntivo imperfetto (Si Dios me ofreciera una silla a su lado, no la querría tanto), i desideri con ojalá, gli imperativi con il pronome attaccato (Toma mi cordón y llévaselo) e il lessico dell’onore, dell’inganno e dell’amore: honra, alcahueta, hechicera. La difficoltà è abbastanza uniforme: i 14 capitoli hanno in media 11-14 parole per frase, con le frasi più lunghe nei capitoli I-III e XIV e le più leggere in VIII e X. Quindi B1. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Wikisource
Calisto, un giovane che non sa aspettare niente, insegue il suo falco perduto in un giardino, vede Melibea, la figlia del ricco Pleberio, e le parla come se pregasse. Lei lo caccia. Malato d’amore, ascolta il suo servo Sempronio, che conosce la persona giusta: Celestina, una vecchia con una cicatrice sul viso che vive vicino al fiume, vende filo e profumi e ha organizzato gli incontri segreti di mezza città. Con un sacchetto di monete d’oro in mano, conquista l’altro servo di Calisto, Pármeno, con la promessa di una ragazza di nome Areúsa, e va a casa di Pleberio con una matassa di filo e una storia di mal di denti. Melibea prima minaccia di farla bruciare, poi le dà il cordone che porta in vita da portare a Calisto, e Celestina sa benissimo che cosa viene dopo un forse. Ma i soldi, la catena d’oro e i segreti sono divisi tra troppe persone. Dove portino l’amore e l’avidità, qui non si rivela.
I. El halcón en el huerto
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IV. Una visita a casa de Pleberio
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Scegli una parola sottolineata.
Habló como si estuviera rezando: como si + congiuntivo imperfetto, «come se pregasse», per qualcosa che sembra soltanto fare. Nunca había visto a una mujer tan hermosa: il trapassato prossimo, «non aveva mai visto», guarda indietro dal momento in cui si ferma immobile. Me ha dejado verte: dejar + infinito, «mi ha lasciato vederti», con te attaccato a ver. Olvidó el halcón, olvidó la caza: lo stesso verbo ripetuto è il modo in cui il racconto costruisce un elenco.
La vecchia contrappone allora e adesso: tuve, il passato remoto, per ciò che aveva un tempo; tengo, il presente, per ciò che fa male oggi. Aunque ahora no lo parezca: aunque + congiuntivo, «anche se adesso non sembra». Se entra en ella sin querer: se rende la frase impersonale, «ci si entra». Mientras tengas juventud, disfrútala: mientras + congiuntivo per «finché hai», poi un imperativo con il pronome attaccato, scritto con l’accento.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
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Il Reader traduce intere frasi, e qui aiuta soprattutto dove un desiderio fa ripiegare la grammatica su se stessa, come nel capitolo VIII: Ojalá le hubiera dado a Calisto alguna esperanza el día del huerto, en lugar de echarlo como a un perro, cioè Melibea vorrebbe essere stata gentile con lui nel giardino invece di cacciarlo come un cane.
ReaderUn adattamento per chi studia, non l’originale e non una traduzione dell’opera completa: MovaReader ha raccontato in prosa spagnola moderna la Tragicomedia de Calisto y Melibea, nota come La Celestina, di Fernando de Rojas, stampata per la prima volta a Burgos nel 1499 e poi ampliata a 21 atti. La forma e la lingua sono cambiate: il dramma in dialoghi diventa una storia di 14 capitoli e circa 12.100 parole, con 12 parole per frase in media, mentre l’originale tardomedievale è ben oltre il B1. La linea principale resta: Calisto e Melibea nel giardino, la mezzana Celestina, i servi Sempronio e Pármeno, Areúsa ed Elicia, Pleberio e Alisa. Tre battute famose sono citate nello spagnolo antico dell’originale: «En esto veo, Melibea, la grandeza de Dios», «Melibeo so e a Melibea adoro e en Melibea creo e a Melibea amo» e «¿Por qué me dexaste triste e solo in hac lachrymarum valle?». Le scene d’amore sono contenute e i lunghi discorsi sono condensati. Il testo segue la pagina di Wikisource.
Questo adattamento non ha una versione audio: MovaReader ti dà il testo, non una registrazione. Il testo si legge sullo schermo e, toccando una parola che non conosci, ne vedi la traduzione accanto; qui saranno spesso parole di onore, inganno e sentimenti, come honra, alcahueta o hechicera.
Il piano Reader traduce intere frasi. Qui hanno in media 12 parole, e ne vorrai una tradotta soprattutto dove la grammatica si ripiega su se stessa, come nella frase di Melibea Ojalá le hubiera dado a Calisto alguna esperanza el día del huerto, en lugar de echarlo como a un perro, o nella battuta antica dell’originale che la rielaborazione conserva, Melibeo so e a Melibea adoro e en Melibea creo e a Melibea amo. Il piano gratuito traduce anche le singole parole, fino a un limite giornaliero.
L’intero adattamento richiede 2-3 ore, al ritmo di chi traduce ancora le parole nuove. Un capitolo ha in media circa 870 parole, cioè 9-15 minuti di lettura, da circa 700 parole nel capitolo VII a circa 1.030 nel XIV, quindi in una serata si leggono tre o quattro capitoli.
La difficoltà è abbastanza uniforme: i 14 capitoli hanno in media 11-14 parole per frase. Le frasi più lunghe sono nei capitoli I-III e nell’ultimo, il XIV (13-14 parole), e le più leggere in VIII e X (11), dove il dialogo è rapido. Non c’è un tratto facile da aspettare, ma nemmeno un muro difficile.
Sì, dopo l’accesso: il lettore conserva l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto, così la volta dopo riprendi da lì. L’indice di questa pagina ti porta anche direttamente a qualsiasi capitolo, per esempio l’VIII, «El fuego de Melibea», dove Melibea non riesce più a nascondere ciò che prova.