II. The Man in the Red Sweater
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Adattamento B1: un cane nella corsa all’oro
Jack London
Questa è una versione MovaReader in un inglese più semplice, per il livello B1, de Il richiamo della foresta (1903) di Jack London, e non il testo dell’autore. È raccontata di nuovo con parole comuni, ma conserva la trama, i personaggi e tutti i colpi di scena della storia di Buck, un cane domestico della California che viene venduto per lavorare al Nord durante la corsa all’oro. Le circa 32.000 parole del romanzo qui stanno in 13.357 e 12 capitoli, da 2 a 4 ore di lettura. Il testo integrale di London non è nel catalogo; se questa versione risulta ancora difficile, conviene cominciare dalla versione A2 di Black Beauty, un’altra storia di un animale tra gli esseri umani.
Prima
Dall’A2 ciò che cambia è la frase, di 13 parole invece di 10, e tutta la grammatica del racconto: Past Perfect, passivo, discorso indiretto, condizionali. Cambia anche la lunghezza: 13.357 parole per 2-4 ore, una volta e mezza la versione A2 di Black Beauty, che conviene leggere prima se qui pesa ogni frase.
A2Questo testo
Proprio per il B1: la storia procede in modo uniforme, i capitoli sono brevi, e le parole del Nord che all’inizio frenano, sled, harness, traces, husky, trail, si ripetono di capitolo in capitolo e presto diventano familiari.
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Con un B2, questa versione si legge in due o tre serate e quasi senza traduzione. Il passo successivo è La macchina del tempo di Wells, dello scaffale B2: un testo integrale di lunghezza simile al romanzo di London, con frasi di 17 parole.
Inizia a leggereCiò che porta questa versione al livello B1 è la frase e la grammatica, non il vocabolario. La frase media ha 13 parole (12,8 per l’esattezza): quasi tre più delle versioni A2 di Black Beauty (10,1) e Il libro della giungla (10,2), anch’esse storie di animali, e quanto i testi integrali dello scaffale B1, che vanno da Fifty Famous People (12,4) a Fifty Famous Stories Retold (14,4). Il racconto usa tutti i passati, anche il Past Perfect (He had never been hit with a club in his life), e inoltre il passivo, il discorso indiretto e i condizionali, fino a quelli di terzo tipo (If it had not been for the brown on his face and the white on his chest, people might have taken him for a giant wolf). Le parole di 9 lettere o più sono 218, l’1,6%, circa una ogni sessantadue: come in Fifty Famous Stories Retold (1,6%) e meno che in Fifty Famous People (2,3%). Cioè il vocabolario sta nella parte facile del B1, e ciò che segna il livello è come sono costruite le frasi. Anche ciò che la separa dal B2 è chiaro: Il ritratto di Dorian Gray ha le stesse 13 parole per frase, ma il 4,7% di parole lunghe, e La macchina del tempo di Wells, di lunghezza simile al romanzo integrale di London, ha frasi di 17 parole. La difficoltà è uniforme: per capitolo, la frase media va da 10,2 a 14,8 parole. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Jack London, The Call of the Wild (1903), Project Gutenberg
Nell’autunno del 1897, Buck, un cane grande e orgoglioso, vive nella tenuta del giudice Miller, nella soleggiata valle di Santa Clara, e si sente padrone di tutto ciò che lo circonda. Ma nel Klondike hanno trovato l’oro, e al Nord servono cani forti. Manuel, un aiutante del giardiniere a cui i soldi non bastano mai per la lotteria, vende Buck di nascosto. Lo portano in gabbia lungo tutta la costa, e a Seattle un uomo con un maglione rosso gli dà la prima lezione del Nord: contro un uomo con un bastone, un cane non ha nessuna possibilità. Perrault e François, corrieri del governo canadese, lo comprano e lo attaccano a una slitta. Sulla spiaggia di Dyea vede come un branco di cani eschimesi sbrana la gentile Curly, e impara a dormire sotto la neve, a rubare il cibo e a tirare la slitta per centinaia di miglia sul ghiaccio sottile. Il capo della muta, il cane bianco Spitz, diventa il suo nemico mortale. Poi verranno la posta, tre viaggiatori inesperti arrivati dagli Stati Uniti e l’incontro con John Thornton, mentre dal fondo del bosco il richiamo suona sempre più forte. Dove porti infine Buck, lo racconta il libro.
II. The Man in the Red Sweater
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XI. A Thousand Pounds
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He had never been hit with a club in his life unisce Past Perfect e passivo: «non l’avevano mai colpito con un bastone in vita sua»; had been hit abbraccia tutto ciò che precede quel momento. Just as his jaws were about to close: be about to con l’infinito indica qualcosa che sta per accadere all’istante, «proprio mentre le sue fauci stavano per chiudersi». His madness was stronger than his fear forma il comparativo con -er: «la sua follia era più forte della sua paura». In A dozen times he attacked, and a dozen times the club knocked him down, la ripetizione di a dozen times segna il ritmo della lotta, e il phrasal verb knock down, «abbattere», colloca il pronome him tra il verbo e la particella.
His whole body was gathered into one great effort è al passivo: «tutto il suo corpo si concentrò in un unico grande sforzo». His feet were flying, cutting lines in the hard snow: il Past Continuous dipinge un’azione in corso, e il participio cutting aggiunge ciò che accadeva nello stesso tempo, «le zampe volavano e aprivano solchi nella neve dura». The sled shook and half started: half davanti al verbo significa «a metà», «la slitta tremò e quasi partì». Half an inch, an inch, two inches è una frase senza verbo che imita la lentezza con cui si muove il carico. As the sled gained speed: as qui è «man mano che», e soon it was moving steadily, «subito dopo avanzava senza fermarsi».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve quando il senso dipende da un periodo ipotetico di terzo tipo, come nel capitolo XII: If it had not been for the brown on his face and the white on his chest, people might have taken him for a giant wolf. If it had not been for significa «se non fosse stato per», e might have taken parla di qualcosa che poteva accadere e non è accaduto, quindi l’intera frase dice «se non fosse stato per le macchie marroni sul muso e la striscia bianca sul petto, chiunque lo avrebbe scambiato per un lupo gigante».
ReaderNo, è un adattamento. L’inglese di queste pagine è di MovaReader; da Jack London vengono la trama, i personaggi e tutti i fatti importanti: il furto di Buck nella tenuta del giudice Miller, l’uomo con il maglione rosso, Perrault e François, l’inimicizia con Spitz, la slitta della posta, Hal, Charles e Mercedes, John Thornton, la scommessa delle mille libbre, l’attacco degli Yeehat e il vero finale. Il romanzo uscì a puntate sulla rivista The Saturday Evening Post nell’estate del 1903 e nello stesso anno fu pubblicato in volume dalla casa editrice Macmillan; questa versione è stata scritta a partire dal testo di Project Gutenberg. Circa 32.000 parole dell’originale sono raccontate qui in 13.357 più semplici, e i sette capitoli diventano dodici. Sono state accorciate le lunghe riflessioni del narratore sull’istinto e sulla «bestia primordiale», la sparatoria di Skaguay, la leggenda della Capanna Perduta e il vecchio fucile trovato nel bosco. E c’è un altro cambiamento: London, come molti autori della sua epoca, usa parole razziste e stereotipi per parlare di François, del conducente della posta e dei popoli indigeni del Nord, tra cui gli Yeehat. In questa versione quelle parole non compaiono: i fatti sono gli stessi, ma le persone sono nominate in modo neutro, ed è stata tolta l’idea che gli uomini uccisi fossero per Buck «la preda più nobile». L’inglese imperfetto di François, che London scrive con errori di proposito, qui suona come inglese semplice. Il romanzo integrale non è nel catalogo.
Questa versione non ha audio, solo testo. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo VIII, Hal, Charles and Mercedes: abbondano le battute brevi dei tre viaggiatori e degli uomini della tenda vicina, facili da dividere tra più voci.
Per tradurre una frase intera serve Reader; senza pagare si traducono parole singole, con un limite giornaliero. Dove si nota di più è nel capitolo VI, in piena lotta con Spitz: But Buck had a quality that makes for greatness: imagination. Makes for non è «fa per», ma «porta a, favorisce», quindi la frase dice: «ma Buck aveva una qualità che porta alla grandezza: l’immaginazione».
Il catalogo conta da 60 a 100 parole al minuto e arrotonda i due estremi a ore intere. Al ritmo più veloce, le 13.357 parole richiedono circa 2 ore e 15 minuti, e al più lento, quasi 3 ore e 45 minuti, da cui le 2-4 ore. I capitoli sono brevi: il più breve, il VI, ha 892 parole (da 9 a 15 minuti), e il più lungo, il XII, 1.657 (da 17 a 28 minuti).
Nella pagina non ci sono tratti: la difficoltà è uniforme dal primo all’ultimo capitolo. La frase media per capitolo va da 10,2 parole nell’XI, A Thousand Pounds, dove la scommessa e la prova procedono con battute e ordini brevi, a 14,8 nel XII, The Song of the Pack, un lungo racconto del viaggio verso est. Le parole lunghe sono meno nel capitolo I (11) e più nel IV (27), dove Buck impara a vivere secondo le leggi del Nord.
Con l’accesso effettuato torni al paragrafo in cui ti sei fermato, e le parole tradotte restano salvate. Dall’indice puoi aprire uno qualsiasi dei 12 capitoli, ma questa storia si capisce meglio in ordine: Buck cambia passo dopo passo, e le lezioni dei primi capitoli, il bastone e la legge della zanna, ritornano fino alla fine.