III. The Men in the Barn
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Adattamento A1: due fughe dal forno
Anonimo
Quello che leggerai l’ha scritto MovaReader in inglese semplice per il livello A1, partendo da due fiabe popolari; non è il testo della rivista del 1875. La prima, L’omino di pan di zenzero, segue l’anonimo «The Gin-ger-bread Boy» della rivista per bambini americana St. Nicholas (maggio 1875), e la seconda, Johnny-Cake, su una focaccina di mais, segue la versione di Joseph Jacobs in English Fairy Tales (1890). È uno dei libri più brevi dello scaffale A1 in inglese: circa 3.300 parole in 11 capitoli, 8 parole per frase in media, e circa il 30% del testo sono battute e filastrocche dei personaggi.
Questo testo
Le due fiabe sono alla portata di un A1: il vocabolario è quotidiano, e ritornelli come Run, run, as fast as you can! o Where are you going, Johnny-cake? tornano così tante volte che dopo poco si leggono senza tradurre.
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Ad A2 quasi niente sarà nuovo; al massimo converrà guardare hoes, picks e ditch.
Inizia a leggereLa frase media è di 8 parole, il limite superiore dello scaffale A1 in inglese, dove i libri vanno da 6 a 8. La colpa è dei ritornelli, che crescono di scena in scena: il fuggiasco ripete ogni volta l’elenco di tutti quelli che si è già lasciato alle spalle, e nel capitolo XI la media arriva a 9,8 parole. Le parole di 9 lettere o più sono 52, circa una ogni 65, ma 50 sono la parola gingerbread stessa, e le altre due, something e stretches. Senza contare gingerbread, ci sono meno parole lunghe che persino in I tre porcellini (sei). La guerra dei mondi, dello scaffale B2, segna la distanza: frasi di 18 parole e una parola di 9 lettere o più ogni sedici. È narrato al presente, e l’unica forma di passato di tutto il libro è ran, nel ritornello I ran away, che risuona 28 volte. La seconda fiaba si distingue dalla prima: i capitoli I-VII hanno 7,3 parole per frase in media e gli VIII-XI 8,5, perché qui abbondano gli elenchi con le virgole, come an old man, an old woman and a little boy, ma si ripetono quasi uguali e non portano parole nuove. Le due misure lo collocano ad A1. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. St. Nicholas Magazine, May 1875 (Internet Archive)
Un vecchietto e una vecchietta vivono in una casetta ai margini di un bosco, e manca loro una cosa sola: un figlio. Il giorno del pane, lei ritaglia nell’impasto di zenzero un bambino con tre bottoni e lo infila nel forno, ma quando apre lo sportello il bambino salta a terra e scappa fuori dalla cucina. I vecchietti lo inseguono, anche se le loro gambe sono lente. Lungo la strada, il fuggiasco passa accanto a un granaio dove degli uomini battono il grano, a un prato di mietitori, a una mucca e a un maiale, e a tutti grida da chi è già scappato. Alla fine, accanto alla strada, vede una volpe che lo guarda in silenzio con occhi furbi. La seconda fiaba somiglia alla prima: una focaccina di mais, Johnny-cake, salta fuori dal forno mentre il bambino che doveva sorvegliarla gioca con le sue scarpe, e rotola davanti a due uomini che scavano un pozzo, a due che scavano un fosso, a un orso e a un lupo, finché vede una volpe distesa in un angolo del recinto. Come finisce ciascuno dei due inseguimenti, questa pagina non lo racconta.
III. The Men in the Barn
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IX. The Diggers
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Scegli una parola sottolineata.
Qui si descrive la trebbiatura, anche se la parola thresh non compare: gli uomini battono il grano con lunghi bastoni, sticks, e il chicco si stacca dalla spiga, grain falls out. Out dopo il verbo indica un movimento verso l’esterno, come look out qualche riga più sotto, quando gli uomini si affacciano dal granaio. Il ritornello dell’omino è al passato, I ran away, anche se tutto il resto è al presente: si vanta di ciò che ha già fatto. In says another man e says a third man il verbo precede chi parla, cosa frequente dopo una battuta, e Let’s catch him!, con let’s, è un invito agli altri: «Prendiamolo!»
On goes the Johnny-cake mette il verbo davanti al soggetto, e la frase suona da fiaba: «e via va la focaccina, rotolando». By and by significa «dopo un po’». La parola well la spiega il testo stesso, A well is a deep hole for water, cioè «un pozzo», che si scava con i picconi, picks. In too-o-o la focaccina allunga la vocale apposta, per prendere in giro. You can, can you? gli restituisce le sue stesse parole con sarcasmo, qualcosa come «Ah, tu puoi, eh?», e We’ll see about that! vuol dire «Questo lo vedremo!». Catch up with è «raggiungere», e have to sit down, «devono sedersi».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader toglie il tetto giornaliero di parole e traduce la frase intera, così è chiaro che con I would like a bite of him il mietitore non parla di un «morso» qualsiasi, ma della voglia di assaggiare il dolcetto.
ReaderNo, è un adattamento: MovaReader ha riscritto in inglese semplice sia il narratore anonimo del 1875 sia Joseph Jacobs, e solo qualche battuta si conserva tale e quale. La prima fiaba segue «The Gin-ger-bread Boy», pubblicata nel numero di maggio 1875 della rivista americana St. Nicholas; secondo chi la raccontò per la rivista, gliel’aveva narrata ai suoi figli una ragazza del Maine, che a sua volta l’aveva sentita da bambina da una vecchietta. Per Johnny-Cake, la fonte è il testo che Jacobs incluse in English Fairy Tales nel 1890. La lingua è stata portata ad A1: presente, frasi corte, le parole più frequenti, e i ritornelli I’ve run away della rivista e I’ve outrun di Jacobs sono diventati un più semplice I ran away. La fiaba della rivista ha circa 500 parole e la sua versione, i capitoli I-VII, circa 2.100: si aggiungono le conversazioni dei vecchietti e la preparazione dell’impasto, si ampliano le scene del granaio e del prato e compare un ritornello in rima che la rivista non ha; lì il protagonista è un gingerbread boy, e qui si chiama Gingerbread Man. Il Johnny-Cake di Jacobs ha circa 830 parole e la versione circa 1.200, e il suo Ye can, can ye? dialettale diventa You can, can you?. In entrambe le fiabe, gli incontri seguono lo stesso ordine delle fonti. Né la fiaba della rivista né la raccolta di Jacobs sono presenti per intero nel catalogo.
Non c’è una voce narrante: in MovaReader questo libro esiste solo come testo. Se vuoi sentire come suona, leggi ad alta voce il ritornello Run, run, as fast as you can!: fa rima, e la rima ti dirà come pronunciare can e Man.
Sì: basta avere Reader, il piano che dà la traduzione di frasi intere; senza di esso si consultano solo parole, e ogni giorno c’è un tetto. Qui serve per espressioni che non si capiscono parola per parola: They are all out of breath vuol dire «Sono tutti senza fiato», e Come quick! è ciò che si grida per chiedere «Vieni subito!».
Circa 33-55 minuti, cioè quasi un’ora: sono 3.300 parole, e il catalogo calcola per tutti i libri 60-100 parole al minuto con traduzione di quelle sconosciute. La prima fiaba, capitoli I-VII, occupa circa due terzi di quel tempo, e la seconda, VIII-XI, il terzo restante; i capitoli vanno da 222 parole (il V, quello della mucca) a 363 (il I, quello della casetta dei vecchietti).
La pagina non segna tratti, perché le due misure vanno in direzioni opposte. Le frasi sono più lunghe nella seconda fiaba, 8,5 parole contro 7,3 nella prima, e raggiungono il massimo nel capitolo XI, 9,8, dove Johnny-cake recita tre volte il suo elenco completo. Con le parole lunghe accade il contrario: quasi tutte sono nella prima fiaba, perché sono gingerbread, e nei capitoli IX-XI ce n’è solo una, stretches. Le frasi più corte sono nel capitolo II, quando l’omino salta fuori dal forno, con 6,2 parole in media.
Con l’accesso effettuato, sì: MovaReader annota in quale capitolo e in quale punto ti sei fermato, oltre a ogni parola tradotta. Poiché ci sono due fiabe, l’indice di questa pagina permette di cominciare direttamente dalla seconda, nel capitolo VIII, Another Story: Johnny-Cake.