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Commedia di Shakespeare con le fate, per il livello C2

Sogno di una notte di mezza estate A Midsummer Night's Dream

William Shakespeare

Ecco Sogno di una notte di mezza estate, di William Shakespeare, intero, senza tagli né riassunti: 5 atti e 9 scene, dal palazzo di Teseo ad Atene fino al bosco notturno dove comandano le fate. La commedia fu stampata per la prima volta nel 1600. Ha circa 17.100 parole: è la più corta delle sette opere di Shakespeare del catalogo e il testo integrale in inglese più breve di tutti. Livello C2. Secondo la formula del catalogo, la frase media ha 10 parole, perché conta a parte il nome che precede ogni battuta; senza nomi né didascalie ne restano circa 13. È l’inglese della fine del Cinquecento: hath e doth, thou accanto a you, methinks. Gli innamorati parlano in versi, spesso rimati, le fate cantano in versi brevi in rima, e gli artigiani che preparano una rappresentazione per le nozze del duca parlano in prosa.

  • C2
  • 17 077 parole
  • 3-5 ore

Questo testo è alla tua portata?

Con le due misure del catalogo, l’opera sembra più facile di quanto sia. La formula dà 10 parole per frase, come in Macbeth, perché conta come una frase in più il nome del personaggio prima che parli; senza nomi né didascalie sono circa 13. Le parole lunghe, di 9 lettere o più, sono 1 su 29: più spesso che in Romeo e Giulietta (1 su 41) e in Macbeth (1 su 36), meno che in Amleto (1 su 26) e persino un po’ meno che in Dracula, di livello B2 (1 su 28). Il livello lo dà la lingua della fine del Cinquecento. Hath e doth compaiono 69 volte in 17.100 parole, e in tutto ciò che il catalogo ha in inglese fuori da Shakespeare (oltre 2,15 milioni di parole) solo 43. Thou, thee, thy, thine e ye compaiono 253 volte, e methinks 9. Le forme contratte come lull’d o gossip’d sono circa 130, mentre nel resto del catalogo, fuori da Shakespeare, il massimo è 5, e ci sono inoltre 32 parole con -èd segnato, come spicèd o blessèd, dove la terminazione si pronuncia come sillaba a parte per far tornare il metro. A questo si aggiunge che l’opera parla in vari registri: gli innamorati e i re delle fate, in versi sciolti e in distici rimati; le fate, in versi brevi in rima come Over hill, over dale; e gli artigiani, in prosa, circa 2.500 parole, soprattutto di Bottom e di Quince, con battute che dipendono da parole usate a sproposito. Ciò che separa questa commedia dalle tragedie del catalogo è la rima, non una grammatica più semplice: ’tis compare solo 5 volte, ma hath e doth ogni mille parole sono quasi tanti quanti in Romeo e Giulietta, e più che in Amleto e in Macbeth. Per questo, C2, come le altre opere di Shakespeare. È una valutazione del catalogo, non un titolo ufficiale.

17 077
parole
10
parole in una frase media
3-5
ore di lettura

PG Shakespeare Team. Project Gutenberg

Di cosa parla, senza svelare il finale

Atene. Il duca Teseo si sposa tra quattro giorni con Ippolita, regina delle amazzoni. In quel momento arriva Egeo con sua figlia Ermia: il padre vuole farla sposare con Demetrio, ma lei ama Lisandro, e la legge di Atene punisce la figlia disobbediente con la morte o con la reclusione a vita in un convento. Ermia e Lisandro si accordano per fuggire di notte attraverso il bosco. Lei racconta il piano alla sua amica Elena, innamorata di Demetrio, ed Elena decide di rivelarglielo per guadagnarsi il suo favore. In quello stesso bosco, alcuni artigiani ateniesi guidati da Peter Quince stanno per provare una rappresentazione su Piramo e Tisbe per le nozze del duca, e il tessitore Bottom vuole fare non solo Piramo, ma anche Tisbe e il leone. E i re delle fate, Oberon e Titania, sono in lite per un bambino piccolo, così Oberon manda il birichino Puck a cercare un fiore il cui succo fa innamorare della prima persona che si vede. Ciò che quel succo provoca prima dell’alba lo si scopre nell’opera stessa.

Confronta due passaggi

A Midsummer Night's Dream

Act II, Scene I. A wood near Athens

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Act IV, Scene I. The Wood

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Scegli una parola sottolineata.

Project Gutenberg

Fiori, un serpente e un succo magico

Puck ha appena portato a Oberon il fiore il cui succo fa innamorare della prima persona che si vede, e il re delle fate spiega dove troverà Titania. I versi rimano a due a due: blows e grows, night e delight, skin e in. Blows qui non significa «soffia», ma «fiorisce»: dove fiorisce il timo selvatico. Grows è al singolare anche se ha due soggetti, oxlips e violet, perché lo vuole la rima. Oxlips, woodbine, musk-roses ed eglantine sono primula, caprifoglio, rosa muschiata e rosa selvatica; basta sapere che sono fiori sul luogo dove dorme Titania. Sometime of the night significa «a volte, di notte». Weed qui non è «erbaccia», ma «veste»: la pelle che il serpente cambia serve da abito a una fata. In Lull’d e enamell’d la terminazione -’d non si pronuncia come sillaba a parte.

Il sogno di Bottom

Questa è prosa, non verso. Bottom, il tessitore che fa Piramo nella rappresentazione degli artigiani, si sveglia nel bosco e all’inizio crede che la prova continui: Most fair Pyramus sono le parole dopo le quali tocca a lui entrare. Poi chiama i suoi compagni, Flute, the bellows-mender (quello che ripara i mantici), e Snout, the tinker (il calderaio), e scopre di essere stato lasciato solo. Methought significa «mi pareva», il passato di methinks. Due volte l’idea si interrompe a metà frase, perché Bottom non può, o non vuole, dire che cosa fosse nel sogno. In Man is but an ass, ass è insieme «asino» e «sciocco». La frase più divertente è The eye of man hath not heard, the ear of man hath not seen: Bottom storpia un noto passo della Prima lettera ai Corinzi, in cui l’occhio non vide né l’orecchio udì, e distribuisce male il lavoro dei sensi.

Capitoli

  1. ·Act I, Scene I. Athens. A room in the Palace of Theseus
  2. ·Act I, Scene II. The Same. A Room in a Cottage
  3. ·Act II, Scene I. A wood near Athens
  4. ·Act II, Scene II. Another part of the wood
  5. ·Act III, Scene I. The Wood
  6. ·Act III, Scene II. Another part of the wood
  7. ·Act IV, Scene I. The Wood
  8. ·Act IV, Scene II. Athens. A Room in Quince’s House
  9. ·Act V, Scene I. Athens. An Apartment in the Palace of Theseus

La traduzione mentre leggi

Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.

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1 € al mese

Nell’atto II, scena I, Titania spiega perché non cederà il bambino in una sola frase di 93 parole e 12 versi, da His mother was a vot’ress of my order fino a rich with merchandise; con Reader la traduzione abbraccia la frase completa, così si vede a che cosa rimanda ogni which e ogni as.

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Prima di leggere

È l’originale o un adattamento per chi studia?

Sì, è l’opera intera, senza adattamenti né riassunti: 5 atti e 9 scene. Sogno di una notte di mezza estate fu stampato per la prima volta nel 1600, in un’edizione in quarto per il libraio Thomas Fisher; il suo frontespizio è quello della copertina, con la grafia antica Midsommer nights dreame e con hath beene già nella prima riga sotto il titolo. Nel 1619 uscì un secondo quarto con la falsa data del 1600, e nel 1623 l’opera entrò nel Primo Folio. Gutenberg l’ha pubblicata nel 1998, e la sua scheda attribuisce la preparazione al PG Shakespeare Team, un gruppo di volontari, senza nominare la fonte a stampa. L’ortografia è modernizzata, e le indicazioni di luogo sopra ogni scena, come A wood near Athens, sono opera di editori successivi. L’elenco dei personaggi e la riga sul luogo dell’azione, che Gutenberg mette prima del testo, sono stati tolti: il lettore si apre nell’atto I, scena I.

Esiste un audiolibro?

Non c’è un audiolibro: MovaReader offre Sogno di una notte di mezza estate solo come testo. Ogni parola che non capisci si apre toccandola; in quest’opera di solito sono parole antiche come methinks, wot o hither e nomi di fiori, come woodbine o eglantine, tra i quali dorme Titania.

Posso tradurre una frase intera?

La traduzione della frase intera fa parte del piano Reader. In Sogno di una notte di mezza estate rende di più nei discorsi lunghi: il giuramento di Ermia sull’arco di Cupido nell’atto I, scena I, i due discorsi di Titania nell’atto II, scena I, sul maltempo causato dalla lite delle fate e sulla madre del bambino, e la riflessione di Teseo The lunatic, the lover, and the poet nell’atto V, scena I. Senza il piano si traducono singole parole fino al limite giornaliero.

Quante ore ci vogliono?

L’intera opera richiede 3-5 ore se la leggi lentamente e apri la traduzione delle parole sconosciute. Ci sono solo 9 scene, di circa 1.900 parole in media, ma molto diverse: l’atto IV, scena II, con gli artigiani riuniti in casa di Quince, non arriva a 400 parole, e l’atto III, scena II, l’intreccio notturno degli innamorati nel bosco, ne ha circa 3.800, quindi conviene leggerla in due volte.

Dove il testo diventa più facile?

Non ci sono tratti distinti: le scene più facili e quelle più difficili si alternano, quindi l’opera non si divide in parti. Senza nomi né didascalie, le frasi più lunghe sono nell’atto II, scena I, circa 18 parole, e nella prima scena, dove parlano Teseo, Egeo e gli innamorati, circa 16; le più corte, nelle scene in prosa degli artigiani, l’atto I, scena II, e l’atto IV, scena II, circa 10-11. Ma quella prosa non è più facile: la battuta dipende da parole usate a sproposito, e le forme antiche sono in tutti gli atti, da 19 ogni mille parole nell’atto IV a 36 nell’atto III.

Il punto raggiunto nel libro verrà salvato?

Si salva se accedi con il tuo account: il lettore annota l’ultimo punto di lettura e le parole già tradotte. Nell’indice ci sono 9 righe, ogni scena con la sua, da Act I, Scene I. Athens. A room in the Palace of Theseus fino ad Act V, Scene I, così puoi saltare con un tocco al sogno di Bottom (Act IV, Scene I) o all’ultima scena.