Act I, Scene I. A public place
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Tragedia in versi del Cinquecento, per il livello C2
William Shakespeare
Il testo integrale della tragedia di William Shakespeare, stampata per la prima volta nel 1597, senza tagli né versioni semplificate: prologo, 5 atti e 24 scene. Nel catalogo è C2: circa 25.600 parole e 9 parole per frase secondo la formula del catalogo, circa 12 se si tolgono i nomi dei personaggi e le didascalie. Quasi tutto in versi e nell’inglese della fine del Cinquecento: thou al posto di you, hath e doth, parole come wherefore, che significa «perché».
Prima
Al livello C1 si segue la trama, ma rallenteranno thou art e thou wilt al posto di you are e you will, parole come anon, «subito», o wherefore, «perché», e battute che dipendono dal doppio senso di una parola.
C1Questo testo
Al livello C2 l’opera è alla tua portata. Ogni scena ha in media poco più di 1.000 parole e si legge in una sola seduta; vanno più piano il monologo di Mercuzio sulla regina Mab, nell’atto I, scena IV, e i lunghi discorsi di frate Lorenzo.
Controlla questo passaggioLa formula del catalogo dà 9 parole per frase, una delle cifre più basse tra i testi integrali in inglese, superiore solo a Otello (8; Ulisse ne ha 12), e solo una parola su quarantuno arriva a 9 lettere, ancora meno che in Alice nel paese delle meraviglie, di livello B2 (una su trentacinque). Qui entrambe le misure ingannano: la formula conta come frase ogni nome che precede una battuta, come ROMEO., e senza nomi né didascalie la frase è di circa 12 parole. La difficoltà sta nella lingua stessa degli anni 1590. I pronomi thou, thee, thy, thine e ye compaiono 611 volte in 25.600 parole; in Moby Dick, il libro che li usa di più tra gli altri del catalogo, poco più di 1.000 in 212.000. Hath e doth compaiono 111 volte, contro 43 in tutti gli altri libri in inglese messi insieme, escluse le altre opere di Shakespeare, e le forme verbali abbreviate come star-cross’d o banish’d, circa 240, mentre nessun altro libro, escluse le altre opere di Shakespeare, supera le 5. Quasi tutta l’opera è in versi, con l’ordine delle parole alterato dalla metrica (what light through yonder window breaks); il prologo, il coro prima dell’atto II e il primo dialogo tra Romeo e Giulietta sono sonetti, e i giochi di parole si basano su significati antichi, come choler, «collera», e collar, «cappio», nella prima scena. Al livello C1 il catalogo rallenta soprattutto con frasi lunghe e parole colte; qui, con una grammatica e un lessico che l’inglese di oggi non usa più. Quindi il livello è C2. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
PG Shakespeare Team. Project Gutenberg
Verona. Due famiglie nobili, i Montecchi e i Capuleti, sono in lotta da anni, e dopo un’altra rissa di strada il principe Escalo annuncia che la prossima costerà la vita ai colpevoli. Intanto il giovane Romeo Montecchi soffre per Rosalina, che non lo ricambia. Con Benvolio e Mercuzio si imbuca mascherato al ballo dei Capuleti e lì conosce Giulietta, l’unica figlia della casa. Solo dopo la loro prima conversazione scoprono entrambi di essersi innamorati di qualcuno del campo nemico. Quella stessa notte Romeo salta nel giardino, sotto la finestra di Giulietta, e decidono di sposarsi. Frate Lorenzo accetta di sposarli in segreto, nella speranza che quel matrimonio riconcili le famiglie, e la nutrice porta i messaggi tra gli innamorati. Intanto Tebaldo, cugino di Giulietta, che ha riconosciuto Romeo al ballo, gli manda una sfida a duello. Come finisce, questa pagina non lo racconta.
Act I, Scene I. A public place
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Act II, Scene II. Capulet’s Garden
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Scegli una parola sottolineata.
I servitori dei Capuleti giocano con parole dal suono simile, e ogni battuta rovescia la precedente. Carry coals qui significa «ingoiare gli insulti», non «portare carbone»; in choler vuol dire «in collera», e draw, «sfoderare». Gregorio si aggrappa a draw e gli consiglia di sfilare il collo dal collar, cioè dal cappio del boia. Poi il gioco passa a move: moved è insieme «infuriato» e «spostato dal suo posto». Thou art equivale a «tu sei», e runn’st è la forma abbreviata di runnest, «corri».
Il verso più famoso dell’opera si intende spesso come «dove sei, Romeo?», ma wherefore significa «perché»: Giulietta chiede perché lui debba essere Romeo, figlio della casa nemica. Thou, thy e thee sono il «tu»: «tu, tuo, ti», e art e wilt sono i verbi che accompagnano thou: «sei» e «vuoi». ’Tis abbrevia it is, e nor hand nor foot si legge «né mano né piede». Owes in Shakespeare vuol dire «possiede», non «deve», e doff viene da do off, «togliersi». Call’d perde una sillaba perché il verso torni.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Nell’atto I, scena IV, dove Mercuzio parla della regina Mab, le frasi sono di circa 23 parole senza nomi né didascalie e occupano vari versi; Reader traduce la frase intera e lascia vedere dove sono il soggetto e il verbo.
ReaderSì, è il testo integrale dell’opera, non un adattamento né un riassunto: prologo, 5 atti e 24 scene. Project Gutenberg lo ha pubblicato nel 1998; il testo, con ortografia moderna, è stato preparato dal gruppo di volontari PG Shakespeare Team, e Gutenberg non indica da quale edizione a stampa derivi. L’opera fu stampata per la prima volta nel 1597, e nel 1599 uscì il secondo quarto con la dicitura Newly corrected, augmented, and amended. Il suo frontespizio è quello della copertina, ancora con l’ortografia antica: Tragedie, Iuliet. Da questo secondo quarto derivano tutte le edizioni moderne. L’elenco dei personaggi della pagina di Gutenberg non è nel lettore: il testo comincia con il prologo.
MovaReader non ha una versione audio di quest’opera: sia la pagina sia il lettore offrono solo il testo. In compenso, qualsiasi parola che non capisci si traduce con un tocco, e qui di solito sono forme antiche come hath, doth, wilt o ’tis.
Le frasi intere le traduce il piano Reader. In quest’opera rende di più dove il verso allunga una frase su più righe con le parole in ordine cambiato: nel monologo di Mercuzio sulla regina Mab e nei discorsi di frate Lorenzo dell’atto II, scena III, e dell’atto IV, scena I. Le singole parole si traducono anche senza il piano, entro il limite giornaliero.
L’opera completa richiede circa 4-7 ore se la leggi lentamente, fermandoti a tradurre ciò che non capisci. Ogni scena ha in media poco più di 1.000 parole, quindi in un pomeriggio ne stanno una o due. La più corta, l’atto IV, scena IV, non arriva a 300 parole; la più lunga, l’ultima scena dell’atto V, ne ha circa 2.700.
La difficoltà è uniforme e non ci sono tratti distinti: senza nomi né didascalie, la maggior parte delle scene si muove tra 10 e 16 parole per frase, e le forme antiche compaiono dalla prima all’ultima scena. Le frasi più corte sono nell’atto IV, scene IV e V, circa 8 parole, perché abbondano le battute brevi; le più lunghe, nell’atto I, scena IV, con il monologo della regina Mab, circa 23.
Sì. Se accedi, il lettore salva il punto in cui ti sei fermato e le parole che hai consultato. L’indice di questa pagina ha 24 voci, dall’atto I, scena I, all’atto V, scena III, così puoi saltare alla scena che vuoi con un clic.