Act I, Scene II. The Island. Before the cell of Prospero
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Commedia tarda di magia su un’isola, per il livello C2
William Shakespeare
La tempesta di William Shakespeare, integrale nel lettore: dalla nave che lotta contro la tempesta vicino a un’isola incantata fino all’epilogo in cui Prospero si rivolge al pubblico, 5 atti, 9 scene e circa 17.400 parole. L’opera fu scritta intorno al 1610-1611 e stampata per la prima volta nel 1623, nel Primo Folio, che si apre proprio con essa: La tempesta viene per prima, in testa alle commedie. Per lunghezza è quasi come Sogno di una notte di mezza estate, l’opera più corta del catalogo. Livello C2: è l’inglese dell’epoca di Giacomo I, con thou e thee, hast e dost, prithee e forme contratte come lov’d. Secondo la formula del catalogo risultano 10 parole per frase; se si scartano i nomi che aprono le battute e le didascalie, circa 13. Quasi tutta l’opera è in versi sciolti, ma i marinai della prima scena, il buffone Trinculo e il dispensiere ubriaco Stefano parlano in prosa, e lo spirito Ariel canta.
Prima
Un lettore di livello C1 capirà chi ha spodestato chi e che cosa cerca Prospero, ma andrà piano: lo rallenteranno gli ordini marinareschi della prima scena, come yare o Lay her a-hold, le canzoni di Ariel, dove Full fathom five significa «a cinque tese di profondità», le maledizioni di Calibano e le sue parole dell’isola, come filberts o scamels, e la mascherata dell’atto IV, dove le dee parlano in distici.
C1Questo testo
Per un lettore di livello C2, La tempesta è fattibile. Le sue nove scene hanno in media circa 1.900 parole, ma la loro lunghezza varia molto: la tempesta sulla nave occupa circa 570 parole, e la seconda scena, in cui Prospero racconta il passato a Miranda e poi parla con Ariel, Calibano e Ferdinando, circa 4.300, quindi conviene leggerla in due volte. Vanno più piano le due scene dell’atto III con Ferdinando e con il banchetto, e l’atto V: senza nomi né didascalie, lì risultano 16-18 parole per frase.
Controlla questo passaggioNe La tempesta, la formula del catalogo conta 10 parole per frase, le stesse di Sogno di una notte di mezza estate e di Macbeth: prende per frase completa la sigla del personaggio, come PROSPERO. o CALIBAN. Scartando sigle e didascalie, restano circa 13. Solo una parola su trenta arriva a 9 lettere, ancora meno che in Dracula, un libro B2, dove sono una su ventotto; né le frasi né il lessico giustificano quindi il livello. Lo spiega la lingua dell’inizio del Seicento. Hath e doth compaiono 39 volte, la cifra più bassa tra le opere del catalogo, e ancora quasi quante in tutti i libri inglesi senza Shakespeare messi insieme, che in oltre 2,15 milioni di parole ne sommano 43. Invece i pronomi antichi thou, thee, thy, thine, thyself e ye compaiono 405 volte, circa 23 ogni mille parole, vicino alla cifra di Romeo e Giulietta e sopra le altre opere: Prospero dà del thou a sua figlia, ad Ariel e a Calibano. Le forme contratte come lov’d o wrack’d sono circa 210, una ogni 83 parole, e solo Macbeth le usa con più frequenza, mentre i libri del catalogo che non sono di Shakespeare ne hanno 5 al massimo. ’Tis compare 19 volte, prithee 15 e hither 12. Le canzoni di Ariel e la mascherata delle dee dell’atto IV sono in rima, e Trinculo e Stefano parlano in prosa. La difficoltà cambia da una scena all’altra, non da un atto all’altro: senza nomi né didascalie, le scene di Calibano con Trinculo e Stefano hanno circa 10-11 parole per frase, e l’atto III, scene I e III, circa 18. Per questo il livello è C2, comune alle sette opere di Shakespeare del catalogo. Il verdetto descrive il testo e non ha nulla a che vedere con le certificazioni linguistiche.
PG Shakespeare Team. Project Gutenberg
Dodici anni fa, Prospero, legittimo duca di Milano, fu spodestato dal fratello Antonio con l’aiuto di Alonso, re di Napoli, e fu gettato in mare con la figlia Miranda, ancora bambina, su una barca marcia. Da allora vivono su un’isola dove Prospero studia i suoi libri di magia, servito da Ariel, uno spirito dell’aria, e dal selvaggio Calibano, figlio della strega Sicorace. Quando vicino all’isola passa la nave che porta Alonso, suo figlio Ferdinando, Antonio e il vecchio consigliere Gonzalo, Prospero scatena una tempesta per mezzo di Ariel. Tutti danno la nave per perduta, ma i viaggiatori arrivano sani a riva, solo che sono dispersi per l’isola. Ferdinando, convinto che suo padre sia annegato, conosce Miranda e si innamorano a prima vista, e Prospero, per metterlo alla prova, lo costringe a portare tronchi. Antonio convince Sebastiano, fratello del re, a uccidere Alonso mentre dorme e a prendersi la corona, e Calibano prende come nuovo padrone il dispensiere ubriaco Stefano e lo istiga a uccidere Prospero. Che cosa farà Prospero con i suoi nemici quando saranno tutti in suo potere, lo racconta l’opera stessa.
Act I, Scene II. The Island. Before the cell of Prospero
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Act IV, Scene I. Before Prospero’s cell
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Scegli una parola sottolineata.
Prospero ha appena chiamato Calibano e lo ha minacciato con i crampi, e questi gli risponde con rabbia. This island’s mine, by Sycorax my mother: l’isola è mia, l’ho ereditata da mia madre, la strega Sicorace. Tak’st, cam’st, strok’st sono forme antiche del verbo con thou, terminate in -st; strok’st qui significa «mi accarezzavi», e wouldst give me, «mi davi di solito». The bigger light, and how the less: il sole e la luna, che Calibano non sapeva nominare. All the qualities o’ th’ isle: tutto ciò che l’isola ha, dalle fresche sorgenti e dalle pozze di acqua salata ai luoghi sterili e ai fertili. Curs’d be I that did so!: maledetto io che l’ho fatto. Light on you: che cada su di voi. Here you sty me: qui mi rinchiudete in questa roccia come un maiale nel porcile; sty è un verbo ricavato da «porcile». Whiles equivale a while. Nota che Calibano dà del thou a Prospero mentre ricorda l’affetto di un tempo e passa a un freddo you quando lo maledice.
Gli spiriti hanno appena rappresentato per Ferdinando e Miranda una mascherata con le dee, ma Prospero si è ricordato del complotto di Calibano e la visione è svanita. Mov’d sort: aria agitata; dismay’d: sgomento. Our revels now are ended: le nostre feste sono finite, cioè lo spettacolo. These our actors: questi nostri attori, gli spiriti. Baseless fabric of this vision: l’edificio senza fondamenta di cui era fatta la visione. The great globe itself: il globo terrestre stesso, e forse anche un’allusione al teatro The Globe. All which it inherit: tutto ciò che lo possiede e lo abita. Leave not a rack behind: non lasceranno dietro di sé nemmeno un brandello di nuvola. We are such stuff As dreams are made on: siamo fatti della stessa materia dei sogni, con on al posto di of. Rounded with a sleep: circondata dal sonno, da un sonno all’altro. Vex’d: turbato. A turn or two I’ll walk: farò un giro o due. La frase che comincia con And, like the baseless fabric mantiene i soggetti, towers, palaces, temples e globe, fino ad arrivare al verbo shall dissolve tre versi più sotto.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Nell’atto V, scena I, Prospero invoca elfi e spiriti in una sola frase di 147 parole, la più lunga dell’opera, da Ye elves of hills fino a By my so potent art; Reader la traduce intera, e si vede che tutti quegli ye, you e whose sfociano in by whose aid e nel verbo bedimm’d.
ReaderSì, l’opera è intera: 5 atti, 9 scene e l’epilogo di Prospero, che nel lettore sta alla fine dell’ultima scena, senza tagli né riassunti. La tempesta non fu pubblicata come libro singolo in vita di Shakespeare: fu stampata per la prima volta nel 1623, nel Primo Folio, che comincia proprio con quest’opera, e da quel testo derivano tutte le edizioni successive. Il testo è arrivato a Gutenberg nel 1998; la scheda nomina chi lo ha preparato, i volontari del PG Shakespeare Team, ma tace l’edizione a stampa di origine. La grafia è modernizzata: nel Folio, la cui pagina si vede in copertina, la prima battuta dell’opera è stampata come Bote-swaine., e nel lettore è Boatswain! L’elenco dei personaggi e l’indicazione del luogo, SCENE: The sea, with a Ship; afterwards an Island., non sono passati da Gutenberg al lettore, che si apre con la scena della nave.
MovaReader non offre La tempesta in audio: è un testo da leggere. La traduzione di una parola compare toccandola, e qui toccherai soprattutto prithee, hither e wench, le parole da marinai come yare e boatswain nella prima scena e, nelle scene di Calibano, i nomi della sua isola, come filberts, marmoset o scamels.
La traduzione delle frasi intere fa parte del piano Reader. Ne La tempesta aiuta soprattutto nei racconti lunghi: quando Prospero, nell’atto I, scena II, racconta a Miranda come suo fratello gli ha tolto Milano e ricorda ad Ariel la storia della strega Sicorace, quando Gonzalo, nell’atto II, scena I, immagina lo Stato che governerebbe sull’isola, quando Ariel parla ai tre peccatori nell’atto III, scena III, e quando Prospero invoca gli elfi con Ye elves of hills nell’atto V. Senza il piano, le singole parole si traducono fin dove arriva il limite giornaliero.
Tra 3 e 5 ore, a un ritmo tranquillo e consultando le parole che non conosci. Le 9 scene hanno in media circa 1.900 parole, ma la prima, la tempesta sulla nave, ne ha solo circa 570, e la seconda circa 4.300, che richiedono una sessione a parte; le altre vanno da 860 a 2.900 parole.
Non ci sono tratti distinti: le frasi corte e lunghe cambiano da una scena all’altra, non da un atto all’altro. Senza nomi né didascalie, le più corte sono nella tempesta sulla nave, circa 8 parole, e nelle scene di Calibano con Trinculo e Stefano (atto II, scena II, e atto III, scena II), circa 10-11, dove inoltre la parola lunga compare solo una ogni 60. Le più lunghe, circa 18 parole, sono nell’atto III, scena I, dove Ferdinando porta i tronchi, e nell’atto III, scena III, quella del banchetto, e l’atto V ne ha circa 16. Le forme antiche compaiono in tutti gli atti, e più che in qualsiasi altro nel I, dove Prospero dà del thou a Miranda, ad Ariel e a Calibano.
Sì, con l’accesso effettuato: il lettore ricorda dove ti sei fermato e conserva le parole tradotte. L’indice ha 9 scene, da Act I, Scene I. On a ship at sea; a tempestuous noise of thunder and lightning heard ad Act V, Scene I. Before the cell of Prospero, così l’incontro di Calibano con Stefano (Act II, Scene II) o la mascherata delle dee (Act IV, Scene I) sono a un tocco.