I. Down the Rabbit-Hole
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Adattamento A2: dietro al Bianconiglio
Lewis Carroll
Questo non è il testo di Lewis Carroll, ma una versione di MovaReader in inglese semplice: Alice’s Adventures in Wonderland (1865) raccontata di nuovo per chi legge già storie al passato. L’originale integrale è presente anch’esso nel catalogo, nello scaffale B2, con circa 26.400 parole e 20 parole per frase; qui i 12 capitoli sono raccontati con parole nostre e semplici, le poesie si riducono a una o due frasi e dei giochi di parole ne sopravvivono pochi, ciascuno con la sua spiegazione. Sono circa 9.000 parole, più o meno un terzo dell’originale; la frase media è di 9,4 parole, e si legge in una o due ore. Alice si annoia perché il libro di sua sorella non ha figure né conversazioni, e allora passa un Bianconiglio che estrae un orologio dal taschino del panciotto, e lei si getta dietro di lui in una tana sotto la siepe.
Prima
Chi arriva dall’A1 dovrà abituarsi al passato fin dalla prima frase (was sitting, hurried, fell), a frasi di 9,4 parole invece di 6-8 e anche alla lunghezza: circa 9.000 parole, più del doppio del libro più lungo dello scaffale A1 (3.990).
A1Questo testo
Calza nell’A2: i fatti al past simple, un terzo delle parole nei dialoghi, e i giochi di parole di Carroll, come tale e tail, il testo li chiarisce subito e con parole semplici.
Controlla questo passaggioCon margine in più
In B1 questa versione si legge quasi senza dizionario; il passo successivo è Carroll stesso, l’Alice nel Paese delle Meraviglie integrale dello scaffale B2, con le sue poesie, tutti i suoi giochi di parole e 20 parole per frase.
Inizia a leggereCiò che tiene questo libro all’A2 sono le frasi corte e il racconto al passato; il vocabolario non alza il livello. La frase media ha 9,4 parole: le stesse di Hansel e Gretel, meno di Aladino (10,3) e La sirenetta (10,4), e 1,6 più de La bella addormentata (7,8), il libro con le frasi più lunghe dello scaffale A1. Per capitoli, la media va da 8,6 parole nel VII, A Mad Tea-Party, fatto quasi solo di battute brevi, a 11,1 nel X, The Lobster Dance, dove si spiega un ballo antico. Il racconto procede al past simple e al past continuous (Alice was sitting on the river bank, the White Rabbit was hurrying along a passage), il past perfect compare una ventina di volte (had left, had fallen, hadn’t finished), e nei dialoghi si sentono will, must e would. In tutto il testo ci sono 171 parole di 9 lettere o più, l’1,9%, circa una ogni 54: tra i libri A2 in inglese ne hanno di più, tra gli altri, Cenerentola (3,8%), Pinocchio (2,8%) e Frankenstein (2,5%), e nello scaffale A1 si colloca tra Jack e il fagiolo magico (1,7%) e Il vaso di Pandora (2,1%). Le più ripetute sono caterpillar, quasi sempre come nome del Bruco, e something, 14 volte ciascuna, e poi everything (9). Il testo stesso chiarisce le parole rare: currants sono small dried fruits like raisins, un footman è a servant in uniform, e un herald, an officer who reads out important news. Con 8.990 parole, oltre 2.000 sopra Aladino (6.964), il libro è più lungo, ma non più difficile. L’Alice integrale di Carroll, nello scaffale B2, ha frasi di 20 parole, più del doppio, e il 2,9% di parole lunghe, una volta e mezza più che qui. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Lewis Carroll, Alice’s Adventures in Wonderland (1865), Project Gutenberg
Alice si annoia sulla riva del fiume, perché il libro di sua sorella non ha figure né conversazioni, quando passa un Bianconiglio in panciotto che borbotta di essere in ritardo, e lei si infila dietro di lui nella tana. Laggiù, in una sala dalle porte chiuse, la bottiglietta DRINK ME e il pasticcino EAT ME la riducono a dieci pollici o la trasformano in gigante, e le sue lacrime formano una pozza in cui nuotano il Topo, il Dodo e altri animali. Nella casetta del Coniglio cresce tanto che un braccio le esce dalla finestra e un piede dal camino, e il Bruco, seduto su un fungo, le rivela che un lato del fungo fa crescere e l’altro rimpicciolire. Nella cucina della Duchessa tutto sa di pepe, il bebè che Alice porta in braccio diventa un porcellino e lo Stregatto svanisce fino a lasciare solo il sorriso. Al tè della Lepre Marzolina e del Cappellaio sono sempre le sei, perché il Cappellaio ha litigato con il Tempo, e il Ghiro racconta la storia di tre sorelle che vivono in fondo a un pozzo di melassa. Alla fine Alice entra nel giardino, dove giardinieri che sono carte da gioco dipingono di rosso le rose bianche e la Regina di Cuori gioca a croquet con fenicotteri e ricci vivi e fa tagliare teste senza posa. Il Grifone la porta a vedere la triste Finta Tartaruga, che ricorda la sua scuola in mare e un ballo con le aragoste, e poi tutti corrono al processo: il Fante di Cuori è accusato di aver rubato delle torte, e chiamano come testimoni il Cappellaio e la cuoca. Come finisca il processo non si racconta in questa pagina.
I. Down the Rabbit-Hole
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VI. Pig and Pepper
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Lewis Carroll, Alice’s Adventures in Wonderland (1865), Project Gutenberg
Tied to it was a label si capisce cominciando dalla fine: «legato ad essa c’era un cartellino». L’inglese mette tied all’inizio e lascia il soggetto, a label, dopo was, perché la frase resti attaccata alla bottiglietta di cui si è appena parlato. In she was sure it had not been there before, il past perfect had not been rimanda al momento in cui Alice si avvicinò al tavolo la prima volta: allora la bottiglietta non c’era. Say, in did not say «poison», non significa «dire», ma «riportare, avere scritto»: il cartellino non diceva «veleno». It did not ripete solo l’ausiliare al posto di tutta la frase precedente, ed è così che l’inglese evita di ripetersi. L’elenco dei sapori termina con all mixed together, «tutto insieme, mescolato».
In could you tell me, please, which way I should go from here la domanda è inserita in una preghiera, e per questo dopo which way l’ordine è quello di un’affermazione: I should go, non should I go. That depends on where you want to get to termina con la preposizione to, cosa normale in inglese: «dipende da dove vuoi arrivare». As long as I get somewhere significa «purché arrivi da qualche parte». La risposta dello Stregatto, Oh, you’ll do that, if you walk far enough, ha will nella principale e il presente dopo if. That way lives a Hatter inverte di nuovo l’ordine: prima la direzione, poi il verbo e il soggetto alla fine, «di là abita un Cappellaio». In They’re both mad, both va dopo il verbo be: «sono matti tutti e due».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve dove il senso lo porta la grammatica: in Alice was good at giving herself advice, but not so good at taking it, del capitolo I, le due forme in -ing dopo at danno «era brava a darsi consigli, ma non tanto a seguirli».
ReaderNo, qui non c’è il testo dell’autore: MovaReader ha raccontato di nuovo la storia in inglese semplice, e di Lewis Carroll restano i personaggi, i luoghi e l’ordine delle avventure. Carroll pubblicò Alice’s Adventures in Wonderland nel 1865, e la versione segue quel testo su Project Gutenberg. L’originale integrale è presente anch’esso nel nostro catalogo: Alice nel Paese delle Meraviglie, nello scaffale B2, circa 26.400 parole a 20 per frase. Qui ce ne sono 8.990, un terzo, e i 12 capitoli vanno nello stesso ordine di Carroll, ma raccontati con parole nostre e semplici. Le poesie sono riassunte in una o due frasi: succede con You Are Old, Father William, la ninnananna della Duchessa, la canzone del nasello e della lumaca e la poesia che fa da prova al processo, e quella del coccodrillo del capitolo II sparisce del tutto. Se ne sono andati anche quasi tutti i giochi di parole, e quelli che restano (tale e tail, taught us e tortoise, lessons e lessen) il testo li spiega nello stesso punto in cui compaiono.
In MovaReader non c’è una registrazione di questa versione, solo il testo. Per leggere ad alta voce il capitolo migliore è il VII, A Mad Tea-Party: metà delle sue parole è tra virgolette, e la discussione di Alice con il Cappellaio e la Lepre Marzolina suona quasi come una scena di teatro.
Senza abbonamento si traducono parole singole, fino al limite del giorno; la frase intera la traduce il piano Reader. Serve di più dove poche parole grammaticali cambiano tutto il senso, come nella risposta dello Stregatto You must be, or you wouldn’t have come here, del capitolo VI: must be non è «devi», ma «di sicuro lo sei», e wouldn’t have come equivale a «non saresti venuta».
Il catalogo calcola 60-100 parole al minuto, perché si legge traducendo ciò che non si conosce; a quel ritmo 8.990 parole sono 90-150 minuti, che la pagina arrotonda a 1-2 ore. Ogni capitolo richiede il suo tempo: il X, con 442 parole, si legge in 4-7 minuti, e il VI, con 910, in 9-15; la cosa comoda è uno per pomeriggio.
La difficoltà non cambia dal primo capitolo all’ultimo, e per questo la pagina non segnala fasce: la frase media per capitolo va da 8,6 parole (VII, A Mad Tea-Party) a 11,1 (X, The Lobster Dance). Le parole lunghe abbondano di più nei capitoli V, VIII e XII, 24 in ciascuno: nel quinto quasi tutte sono il nome Caterpillar, nell’ottavo gardeners ed executioner, e nel dodicesimo important e unimportant; il VI ne ha solo otto.
Si salva se leggi con il tuo account: il pomeriggio dopo Alice ti aspetta nello stesso paragrafo, e le parole già tradotte restano con te. Uno qualsiasi dei 12 capitoli si apre dall’indice di questa pagina, per esempio il V, Advice from a Caterpillar, dove il Bruco, seduto sul suo fungo, chiede e richiede ad Alice chi sia.