I. Villahorrenda!... cinco minutos!...
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Il romanzo di Galdós su una città devota e bigotta, B2
Benito Pérez Galdós
Il romanzo integrale di Benito Pérez Galdós del 1876, non un adattamento, nel testo di un’edizione scolastica di Boston da cui sono stati tolti l’introduzione, le note e il vocabolario del curatore. Nel catalogo è B2: circa 64.100 parole e 15 parole per frase in media. 33 capitoli sull’ingegnere Pepe Rey e sulla sua devota zia nella città di Orbajosa; il capitolo III, l’antefatto, è il più difficile, e i litigi dei capitoli centrali procedono in gran parte per dialoghi.
Prima
Al B1 il capitolo III, con le sue lunghe frasi di antefatto, e i ritratti taglienti della città nei capitoli II, V e IX ti faranno procedere lentamente, e forme antiche come marchóse e movíase sono da sciogliere; leggi i capitoli dei litigi con la traduzione delle parole attiva.
B1Questo testo
Al B2 ce la fai: le discussioni tra Pepe, la zia e la città arrivano in dialoghi vivaci a battute brevi, e i capitoli descrittivi ed esplicativi si possono leggere piano, traducendo le singole parole.
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Al C1 il romanzo si legge con fluidità; rallentano solo le descrizioni ironiche di Orbajosa e dei suoi notabili, con le loro parole altisonanti e le grafie antiche come fué e obscuras.
Inizia a leggereLa frase media ha 15 parole: al livello di Marianela (15) e Racconti della giungla (15), più lunga di Nebbia (13), e ben più corta di Il cappello a tre punte (18) e Il capitano Veleno (20). Il 9,8 per cento delle parole ha 9 lettere o più, più che in Marianela (8,7) e vicino al 9,9 per cento da cui il catalogo comincia a considerare C1 un testo integrale; è la lunghezza moderata delle frasi a tenerlo al B2. La difficoltà è disomogenea: il capitolo III, l’antefatto di Pepe Rey, ha in media 25 parole per frase e i capitoli V e IX circa 21, mentre le scene di litigio dei capitoli VIII, X, XIV e XVII hanno da 11 a 14 parole e i capitoli finali XXX e XXXI circa 10-11. Forme antiche come marchóse e movíase, e vecchi accenti come vió e fué, richiedono un po’ di impegno. Quindi B2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
Ginn and Company. Project Gutenberg
Pepe Rey, un giovane ingegnere di Madrid, arriva di notte nella città di provincia di Orbajosa per stare dalla zia, doña Perfecta, e sposare la cugina Rosario, come le loro famiglie avevano concordato un tempo. La città è pia, orgogliosa e diffidente verso tutto ciò che viene da fuori, e la casa è governata dalla religione e dall’opinione dei preti e dei notabili locali. All’inizio lo accolgono a braccia aperte, ma una disputa per delle terre, il suo parlare schietto e le sue idee moderne mettono contro di lui la zia e la città, e il litigio cresce capitolo dopo capitolo, con Rosario stretta tra le due parti. Fin dove arrivi e chi vinca, qui non si rivela.
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XI. La discordia crece
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Scegli una parola sottolineata.
Marchóse e movíase mettono il pronome dopo il verbo (marchó + se, movía + se), l’ordine letterario del 1876 che oggi sopravvive soprattutto nello scritto: leggili come se marchó e se movía. Anche vió e concluído portano accenti che l’ortografia moderna ha abbandonato (vio, concluido). La prima frase si regge su un solo verbo, marchóse, quindi trovalo per primo e il resto va a posto.
Galdós descrive i signori del Casino con parole altisonanti (varones insignes, lo más granado, las augustas salas), ma i dettagli le smontano: chiedono solo una crosta di pane e il sole, e prendono ogni visitatore per un nemico della loro città. Leggi gli aggettivi pomposi come segno che il narratore scherza. Creíanle è di nuovo un pronome dopo il verbo: le creían.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Nel capitolo I una frase dice «el cual movíase al compás de la marcha, proyectando geométricas series de ondulaciones luminosas»: l’ordine antico delle parole (movíase per se movía) e il participio in fondo rendono facile perdere il filo, e tradurre l’intera frase nel Reader mostra come si incastrano i pezzi.
ReaderÈ l’originale, non una versione semplificata per chi studia: il romanzo integrale di Benito Pérez Galdós del 1876, tutti i 33 capitoli fino al capitolo finale XXXIII di due frasi. Il testo proviene dal Project Gutenberg e segue un’edizione scolastica di Boston pubblicata da Ginn and Company, che stampò il romanzo per intero; l’introduzione, le note e il vocabolario sono omessi, quindi resta solo il testo di Galdós.
Doña Perfecta non ha un audiolibro su MovaReader: qui il romanzo si legge sullo schermo. La traduzione compare quando tocchi una parola, e ti servirà soprattutto per parole rare o letterarie come cuchufletas o preeminencias.
Sì, con il piano Reader. In questo romanzo aiuta soprattutto nel lungo capitolo esplicativo III, che ha in media 25 parole per frase, e in frasi come «el cual movíase al compás de la marcha, proyectando geométricas series de ondulaciones luminosas» nel capitolo I. Senza il piano, le singole parole si traducono fino al limite giornaliero.
L’intero romanzo richiede circa 11-18 ore: il ritmo di chi legge traducendo le parole nuove, più lento di quello di un madrelingua. I capitoli sono molto disuguali, da circa 700 a 3.800 parole, con alcuni brevi (le lettere dei capitoli XXVIII e XXIX e il XXXIII finale), quindi uno o due capitoli bastano per una serata.
La difficoltà è disomogenea più che in costante aumento. I capitoli III, V e IX sono i più densi, con circa 25, 21 e 21 parole per frase; le scene di litigio dei capitoli VIII, X, XIV e XVII hanno da 11 a 14 parole, e i capitoli XXX e XXXI sono i più facili, con circa 10-11.
Sì. Dopo l’accesso il lettore conserva l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto, così puoi riprendere il romanzo ogni sera da dove avevi lasciato. Ognuno dei 33 capitoli si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio il capitolo III, dove la storia si volge al passato di Pepe Rey.