I. Jornada primera
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Il primo dramma di Don Giovanni, in versi, per il livello B2
Tirso de Molina
Il dramma in versi integrale tradizionalmente attribuito a Tirso de Molina e stampato nel 1630, non un adattamento. Nel catalogo è B2: circa 16.000 parole e 7 parole per frase in media, un dato basso perché i versi sono spezzati in righe brevi. Tre jornadas (giornate) seguono il seduttore Don Juan Tenorio da Napoli a Siviglia; la difficoltà sta nei versi e nello spagnolo del Seicento, non nelle frasi lunghe.
Prima
A livello B1 i versi ti rallenteranno: ordine delle parole invertito, forme come agora, aquesto e prendé, e lunghi discorsi come il monologo iniziale di Tisbea nella prima giornata richiedono una lettura paziente, parola per parola.
B1Questo testo
Con il livello B2 puoi farcela: la maggior parte del dramma è dialogo rapido in versi brevi, quindi puoi leggere fino al punto fermo, tradurre le singole parole e, con il piano Reader, intere frasi nei lunghi discorsi.
Controlla questo passaggioCon margine in più
A livello C1 il dramma si legge con scioltezza; restano i giochi di parole barocchi sull’onore, le arguzie del burlador e il contesto del teatro del Seicento.
Inizia a leggereLa frase media ha 7 parole, un dato che sembra da A2 ma non lo è: in un’opera in versi ogni battuta è spezzata in righe brevi, i nomi dei personaggi stanno da soli e gli scambi sono rapidi, quindi i punti fermi sono frequenti. Una parola su diciannove ha 9 lettere o più (5,2%), dentro la fascia B2, e nessun originale integrale del catalogo è valutato sotto il B2. Il confronto corretto è La vita è sogno (La vida es sueño), l’altro dramma in versi seicentesco del catalogo, che ha 11 parole per frase ed è anch’esso B2. La vera difficoltà sono i versi e lo spagnolo del 1630: ordine delle parole invertito per la rima, forme come agora e aquesto, forme di vos come fiáis e discorsi solenni che si estendono su molti versi. Per giornata la media è di circa 8, 6 e 6 parole per frase. Da qui il livello B2. Questa è la valutazione del catalogo, non una certificazione.
Wikisource. Wikisource
Don Juan Tenorio, un giovane nobile, inganna la duchessa Isabela a Napoli spacciandosi per il suo amante e fugge in Spagna con il servo Catalinón. Naufragato sulla costa vicino a Tarragona, viene salvato dalla pescatrice Tisbea, e a Siviglia e nel villaggio di Dos Hermanas continua a ingannare donne, tra cui doña Ana, il cui padre è il Commendatore don Gonzalo de Ulloa, e la sposa Aminta. Il padre lo avverte che il cielo punisce, e Don Juan risponde con una battuta su quanto tarderà il giorno dei conti; una notte osa invitare a cena una statua di pietra. Che cosa farà l’ospite, qui non lo riveliamo.
I. Jornada primera
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II. Jornada segunda
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Scegli una parola sottolineata.
Nei versi una frase si estende su molte righe brevi, quindi segui la punteggiatura, non la fine dei versi. La tirata di Catalinón si regge su una battuta: Dio ha messo tanta acqua nel mare, perché non altrettanto vino («¿no juntara tanto vino?»). Abrenuncio de ella riecheggia la promessa battesimale di rinunciare al diavolo: lui giura di rinunciare all’acqua, persino a quella santa. Vella è una forma antica di verla, con il pronome fuso al verbo per adattarsi alla rima.
Juan risponde all’avvertimento di Don Diego che Dio punisce dopo la morte con il verso che dà al dramma il suo ritornello: «¿Tan largo me lo fiáis?» Fiar significa vendere a credito, quindi si legge «mi concedete un credito così lungo?», e fiáis è la forma rispettosa di vos, qui rivolta a Dio. Ha de più infinito («te ha de parecer») dice ciò che accadrà con certezza: la risposta «Breve te ha de parecer» è una minaccia che il tempo ti sembrerà breve.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Nel rimprovero di Don Diego a suo figlio una frase si estende su quattro versi («Que aunque me lo has encubierto, ya en Sevilla el rey lo sabe, cuyo delito es tan grave, que a decírtelo no acierto») e il pensiero si conclude solo nell’ultimo: la traduzione dell’intera frase nel Reader ti aiuta a non perdere il filo.
ReaderÈ l’originale, non un adattamento per studenti: il dramma integrale in tre giornate, in versi, tradizionalmente attribuito a Tirso de Molina e stampato per la prima volta nel 1630. Il lettore segue la trascrizione di Wikisource in spagnolo, che non indica da quale edizione provenga; la copertina mostra il frontespizio di una vecchia stampa del 1630 circa. Il catalogo ha anche il successivo Don Juan Tenorio di Zorrilla come rielaborazione B1 (don-juan-tenorio-adaptacion), la stessa leggenda.
L’ingannatore di Siviglia non ha un audiolibro su MovaReader: qui il dramma si legge sullo schermo. La traduzione compare quando tocchi una parola, e ti servirà soprattutto per lo spagnolo del 1630, come agora, aquesto o fiáis.
Sì, con il piano Reader. Nei versi è utile soprattutto dove una frase si estende su più righe, come il «Que aunque me lo has encubierto, ya en Sevilla el rey lo sabe, cuyo delito es tan grave, que a decírtelo no acierto» di Don Diego. Senza il piano, le singole parole vengono tradotte fino al limite giornaliero.
L’intero dramma richiede circa 3-4 ore: il ritmo di chi legge con la traduzione delle parole nuove, più lento di quello di un madrelingua. Ha tre giornate di circa 5.400, 4.500 e 6.100 parole, quindi una giornata è una serata comoda.
È abbastanza uniforme. La prima giornata ha frasi leggermente più lunghe, circa 8 parole contro circa 6 nelle altre due, e il suo tratto più denso è il lungo monologo iniziale di Tisbea. Gli scambi rapidi tra Don Juan e Catalinón si leggono più in fretta dei discorsi solenni in ogni giornata.
Sì. Dopo aver effettuato l’accesso, il lettore ricorda l’ultimo punto e le parole che hai aperto, così puoi tornare al dramma da dove avevi lasciato. Ciascuna delle tre giornate si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio la seconda, in cui Don Juan incontra suo padre.