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Un saggio sugli ideali e sulla mediocrità per il livello C1

L’uomo mediocre El hombre mediocre

José Ingenieros, 1913

Un saggio del medico e pensatore argentino José Ingenieros nella prima edizione del 1913, non un adattamento. Nel catalogo è C1: circa 71.000 parole e in media 21 parole per frase. 10 parti su idealisti, mediocri, invidia e genio; non c’è una trama, quindi si legge bene una parte alla volta.

  • C1
  • 70 983 parole
  • 12-20 ore

Questo testo è alla tua portata?

La frase media ha 21 parole, quasi come in Un viaggio di nozze di Pardo Bazán (20), ma una parola su sei ha 9 lettere o più: la quota più alta tra i libri spagnoli del catalogo, dove La signora delle camelie e Un viaggio di nozze ne hanno una su dieci. È un saggio senza trama, con parole astratte come excelsitud o inasible. La difficoltà è uniforme: tutte e dieci le parti hanno tra 18 e 23 parole per frase. Da qui il livello C1: il lessico più denso dello scaffale, ma frasi non più lunghe che nei romanzi C1. È la valutazione del catalogo, non una certificazione.

70 983
parole
21
parole in una frase media
12-20
ore di lettura
1913
Renacimiento

Renacimiento, 1913. Project Gutenberg

Di cosa parla, senza svelare il finale

Ingenieros contrappone gli idealisti, che aspirano alla perfezione, ai mediocri, che vivono di abitudine e delle opinioni altrui. Esamina la mediocrità intellettuale e morale, l’invidia, la vecchiaia che livella tutto e la mediocrazia, il governo dei mediocri nella società. Le ultime parti si rivolgono al genio, compresi gli argentini Sarmiento e Ameghino. Non c’è una trama: ogni parte si legge come un saggio a sé.

Confronta due passaggi

El hombre mediocre

I. La moral de los idealistas

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VI. La envidia

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Scegli una parola sottolineata.

Project Gutenberg

L’autore dà del tu

Ingenieros si rivolge al lettore con il tú: pones, tiendes, llevas, custódiala. La prima frase è lunga perché la proposizione con cuando... attira a sé diverse espressioni, e il punto principale arriva solo alla fine: llevas en ti el resorte misterioso de un Ideal («porti in te la molla misteriosa di un Ideale»). Á con l’accento è la grafia del 1913 dell’attuale a.

Una favola al posto di una definizione

Qui il saggio si trasforma per un momento in una favola, e le frasi si accorciano. Un rospo (sapo) vede una lucciola (luciérnaga) sulle rocce e la soffoca con la pancia fredda. Tutto il senso sta nelle due domande finali: ¿Por qué me tapas? («perché mi copri?») e ¿Por qué brillas? («perché brilli?»). Toscas qui sono le rocce, come si dice in Argentina.

Capitoli

  1. ILa moral de los idealistas
  2. IIEl hombre mediocre
  3. IIILa mediocridad intelectual
  4. IVLa mediocridad moral
  5. VLos caracteres mediocres
  6. VILa envidia
  7. VIILa vejez niveladora
  8. VIIILa mediocracia
  9. IXLos arquetipos de la mediocracia
  10. XLos forjadores de ideales

La traduzione mentre leggi

Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.

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Prima di leggere

È l’originale o un adattamento per chi studia?

È l’originale, non una versione semplificata per chi studia: il saggio integrale di José Ingenieros, tutte le 10 parti. Il lettore segue la prima edizione del 1913 (Renacimiento, Madrid e Buenos Aires) e conserva l’ortografia dell’epoca: á e ó con l’accento dove oggi si scrive a e o.

Esiste un audiolibro?

L’uomo mediocre non ha un audiolibro su MovaReader: qui il saggio si legge. La traduzione compare quando tocchi una parola, e ti servirà soprattutto per le parole astratte come excelsitud o inasible.

Posso tradurre una frase intera?

Sì, con il piano Reader. In questo saggio è più utile nelle parti IV e VII, «La mediocridad moral» e «La vejez niveladora», dove le frasi hanno in media circa 23 parole. Senza il piano si traducono le singole parole fino al limite giornaliero.

Quante ore ci vogliono?

L’intero saggio richiede circa 12-20 ore: il ritmo di chi legge traducendo le parole nuove, più lento di quello di un madrelingua. Le parti vanno da 4.400 a 11.600 parole, quindi una richiede una o due serate.

Dove il testo diventa più facile?

La difficoltà è uniforme: tutte e dieci le parti hanno tra 18 e 23 parole per frase, con una parola lunga da una su sette a una su cinque. La più leggera nel lessico è la parte VI, «La envidia», con la favola del rospo e della lucciola.

Il punto raggiunto nel libro verrà salvato?

Sì. Dopo l’accesso, il lettore conserva l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto, così puoi tornare al saggio ogni sera da dove eri rimasto. Ciascuna delle 10 parti si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio la parte VI, «La envidia».