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Adattamento A2 con cinque citazioni di Shakespeare

Amleto Hamlet

William Shakespeare

Questa non è l’opera di Shakespeare, ma una versione MovaReader: Amleto, stampato per la prima volta nel 1603, raccontato qui in prosa inglese attuale per il livello A2. Il testo integrale della tragedia è nel catalogo in C2, e questa versione se ne discosta in tre punti: non c’è il verso, solo prosa; le parole e le forme antiche lasciano il posto a quelle di oggi; e dei versi di Shakespeare restano cinque citazioni brevi, come Something is rotten in the state of Denmark, che il testo stesso chiarisce subito con parole semplici. La storia e i personaggi non cambiano, a cominciare dalla guardia notturna sulle mura di Elsinore, dove i soldati aspettano il fantasma. Sono circa 9.000 parole in 13 capitoli, da 1 a 2 ore di lettura, e tre quinti del testo sono battute.

  • A2
  • 8 974 parole
  • 1-2 ore

Questo testo è alla tua portata?

Quello che colloca questa versione in A2 sono i tempi del passato e le frasi corte. Secondo la formula del catalogo, la frase media ha 8,7 parole: meno di Romeo e Giulietta (9,0) e appena più de Il giardino segreto (8,6), e rispetto a La bella addormentata, dello scaffale A1 (7,8), la differenza non arriva a una parola. Per capitoli, la media va da 7,6 nel IX, Behind the Curtain, dove si parla con battute brevi, a 10,3 nel I, The Ghost on the Battlements, dove il narratore descrive prima Elsinore e la guardia notturna. Tre parole su cinque, il 60%, sono nelle battute: Romeo e Giulietta si ferma al 50% e Sherlock Holmes arriva al 68%. Il racconto procede al past simple e al past continuous (The ghost was walking towards them in the moonlight), il past perfect compare più di venti volte (who had died two months before), e nelle battute si sente il present perfect (Lately I have lost all my happiness). Le parole di 9 lettere o più sono 169, l’1,9%, circa una ogni cinquantaquattro, come in Alice nel Paese delle Meraviglie e più che in Romeo e Giulietta (1,3%); 48 sono nomi propri, come Guildenstern, Rosencrantz o Fortinbras, e delle altre la più frequente è everything (13 volte). Parole rare come battlements, nunnery o alas le spiega il testo dove compaiono. Anche l’opera completa dello scaffale C2 dà 9 parole per frase con la formula, ma solo perché conta a parte il nome che precede ogni battuta; lì le parole lunghe compaiono il doppio delle volte, una ogni ventisei, hath e doth sommano 91 occorrenze, ’tis 74, e le forme abbreviate come wish’d sono circa 280. In questa versione non c’è nemmeno un thou, hath, doth o ’tis, né alcuna forma abbreviata di quel tipo. Valutazione del catalogo, non una certificazione.

8 974
parole
9
parole in una frase media
1-2
ore di lettura

MovaReader. William Shakespeare, Hamlet (1603), Project Gutenberg

Di cosa parla, senza svelare il finale

Danimarca, il castello di Elsinore accanto a un mare freddo. A mezzanotte, le sentinelle Bernardo e Marcello rivedono sulle mura una figura in armatura uguale al vecchio re Amleto, morto da due mesi, e questa volta fa la guardia con loro Orazio, l’amico studioso del principe. Sul trono c’è ora Claudio, fratello del defunto, che meno di due mesi dopo il funerale ha sposato la vedova, la regina Gertrude. Il principe Amleto è ancora vestito di nero e sente la mancanza di suo padre. Laerte, figlio di Polonio, consigliere del re, parte per la Francia, e a Ofelia suo padre proibisce di vedere Amleto. La notte seguente il fantasma parla da solo con il principe e gli racconta come è morto davvero; Amleto promette di vendicarlo e, perché nessuno indovini il suo piano, finge di essere pazzo. Il re chiama a corte Rosencrantz e Guildenstern, vecchi amici del principe, perché gli carpiscano il segreto. Quando al castello arrivano alcuni attori girovaghi, Amleto chiede loro di rappresentare davanti al re un assassinio simile a quello che gli ha raccontato il fantasma. Cosa vedrà il principe sul volto del re lo racconta il libro.

Confronta due passaggi

Hamlet

I. The Ghost on the Battlements

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VII. To Be, or Not to Be

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Scegli una parola sottolineata.

William Shakespeare, Hamlet (1603), Project Gutenberg

Una figura sulle mura: past continuous per ciò che è già in corso e past perfect per ciò che viene prima

A tall figure was walking slowly towards them è al past continuous: la figura sta già camminando quando le guardie la vedono, e allo stesso modo It was wearing armour e Horatio was shaking with fear descrivono uno stato, non un fatto puntuale. Who had died two months before, al past perfect, porta la morte del re a un passato precedente a quella notte. Orazio chiede al present simple, Why do you walk here in the night, perché parla di quello che il fantasma fa notte dopo notte. In the name of heaven equivale a «in nome del cielo», la formula solenne con cui allora si scongiuravano gli spiriti perché parlassero. Il breve turned away and disappeared, al past simple, chiude la scena con due azioni di seguito.

To be, or not to be: la spiegazione dopo i due punti e le domande con should

Subito dopo il verso famoso, la versione dice cosa significa: He meant: is it better to live or to die? Dopo i due punti c’è il senso di ciò che pensa Amleto, non le sue parole, e per questo non ci sono virgolette. Nelle domande di Amleto, should we suffer e should we fight equivalgono a «dobbiamo sopportare?» e «dobbiamo combattere?»: should in una domanda valuta cosa è giusto. In To die is to sleep l’infinito fa da soggetto, «morire è dormire». What dreams may come suona come «quali sogni possono venire»: may esprime qui possibilità. No traveller has ever come back riassume tutta l’esperienza umana, da cui il present perfect con ever, e makes cowards of us all segue lo schema make somebody something, «ci rende tutti codardi».

Capitoli

  1. IThe Ghost on the Battlements
  2. IIThe New King
  3. IIILaertes and Ophelia
  4. IVThe Ghost’s Story
  5. VMad or Not Mad?
  6. VIOld Friends and Travelling Players
  7. VIITo Be, or Not to Be
  8. VIIIThe Mousetrap
  9. IXBehind the Curtain
  10. XThe Voyage to England
  11. XIOphelia
  12. XIIAlas, Poor Yorick
  13. XIIIThe Duel

La traduzione mentre leggi

Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.

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Reader aiuta quando un paragone si appoggia a un giro di frase, come nel capitolo II: My uncle is no more like my father than I am like Hercules, dove no more ... than significa «non più di», quindi si capisce «mio zio assomiglia a mio padre tanto quanto io a Ercole», cioè per niente.

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Prima di leggere

È l’originale o un adattamento per chi studia?

No. È una versione propria di MovaReader: dalla tragedia di Shakespeare si prendono i fatti, i personaggi e cinque versi brevi, e tutto il resto è scritto di nuovo con frasi semplici di oggi. È stata scritta a partire dall’Amleto di Project Gutenberg, cioè dal testo che nel catalogo si apre al livello C2, e la prima edizione dell’opera uscì nel 1603. La tragedia completa occupa 5 atti e 20 scene, circa 31.700 parole tra versi e prosa; la versione sta in 13 capitoli in prosa e 8.974 parole, meno di un terzo di quella lunghezza. I versi letterali, come The play’s the thing o Alas, poor Yorick, il testo li spiega subito con parole semplici. I monologhi lunghi sono stati condensati: To be, or not to be occupa 275 parole nell’opera e qui circa 100, e manca la scena in cui Polonio manda il suo servo Reynaldo a scoprire come vive Laerte a Parigi.

Esiste un audiolibro?

MovaReader non ha questa versione in audio, quindi Elsinore bisogna immaginarla. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo III, Laertes and Ophelia: è il più breve del libro, 313 parole, e il 68% è detto da Laerte, Ofelia e Polonio, così si divide senza fatica tra tre voci.

Posso tradurre una frase intera?

Nel capitolo VII Amleto dice a Ofelia: You shouldn’t have believed me, e una riga così conviene tradurla intera con Reader, perché senza abbonamento si aprono solo parole singole entro il limite giornaliero. Shouldn’t have con il participio parla di un passato che non si può più cambiare: «non avresti dovuto credermi».

Quante ore ci vogliono?

Il catalogo conta una lettura tranquilla e con traduzione, da 60 a 100 parole al minuto, quindi 8.974 parole richiedono tra 1 ora 30 minuti e 2 ore 30 minuti, che la pagina arrotonda a 1-2 ore. Il capitolo III, il più corto, si legge in 3-5 minuti, e il XIII, con 1.279 parole, in 13-21.

Dove il testo diventa più facile?

Non ci sono tratti: la difficoltà è pari in tutta la versione. La frase media per capitolo oscilla tra 7,6 parole (IX) e 10,3 (I), e le parole lunghe per capitolo, tra 5 nel III e 26 nel XIII, il più esteso; il I e il XII ne hanno 18 ciascuno, tra cui battlements, gravedigger e churchyard.

Il punto raggiunto nel libro verrà salvato?

Sì. Con la sessione avviata, il lettore salva il tuo paragrafo e le tue parole tradotte, e la volta dopo torni proprio lì. Dall’indice puoi aprire qualsiasi capitolo, per esempio il VII, To Be, or Not to Be, con il monologo più famoso dell’opera.