I. Escena primera
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Un esperpento di una notte madrilena, per il livello B2
Ramón del Valle-Inclán, 1924
L’esperpento di Ramón del Valle-Inclán (un’opera amara e grottesca) nell’edizione in volume integrale del 1924, non in adattamento. Nel catalogo è di livello B2: circa 19.700 parole e in media 8 parole per frase. Quindici scene seguono il poeta cieco Max Estrella e Don Latino per una notte a Madrid; le didascalie e lo slang di strada sono la parte difficile, le battute brevi sono facili.
Prima
A livello B1 le didascalie e i giochi di parole amari ti rallenteranno, e lo slang come perras, duros o esbirro richiede una glossa.
B1Questo testo
A livello B2 le battute brevi sono gestibili: leggi lentamente le lunghe didascalie, traduci le singole parole di slang e riserva la traduzione dell’intera frase ai discorsi politici.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Al livello C1 l’opera si legge in scioltezza; solo i riferimenti d’attualità madrileni e lo slang più tagliente delle scene II e VII richiedono ancora una nota.
Inizia a leggereLa frase media ha solo 8 parole, perché l’opera è fatta quasi solo di battute brevi: vicina alle 7 parole di L’ingannatore di Siviglia e ben sotto le 12 di Sonata d’autunno. Ciò che la tiene al B2 e non più in basso è il vocabolario: una parola su dodici ha 9 lettere o più (8,5%), e lo slang madrileno, le parole d’epoca (duros, chalina, perras) e la lunga didascalia che apre ogni scena aggiungono lavoro. Le scene sono abbastanza uniformi: le più facili sono la III (la taverna) e la X (il parco), con meno parole lunghe, le più dense la VII (la redazione del giornale) e la II (la tana di Zaratustra). La soglia C1 del catalogo parte dal 9,9% di parole lunghe, quindi l’opera resta al B2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
Renacimiento, 1924. Project Gutenberg
Max Estrella, un poeta cieco andaluso che vive a Madrid della sua vecchia fama, perde le poche rubriche che gli pagavano la stanza, e sua moglie, Madama Collet, e sua figlia, Claudinita, hanno fame. Con il suo amico e parassita Don Latino de Hispalis esce nella notte: attraverso una libreria, una taverna, un caffè e la redazione di un giornale, fino a un ministero e a una cella di polizia. Tutti quelli che incontra, dai poeti e dai poliziotti a un ministro e a un ubriaco, parlano con lo stesso amaro umorismo. Come finisca la notte per Max non viene rivelato qui.
I. Escena primera
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VI. Escena sexta
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Scegli una parola sottolineata.
La coppia si risponde con battute brevi, e una frase ritorna con una svolta: Madama Collet dice «Otra puerta se abrirá» e Max risponde «La de la muerte». Accorgersi della ripetizione è la chiave della battuta nera, e qui basta tradurre le singole parole.
Le righe senza nome di personaggio, come «Sale de la tiniebla el bulto del hombre morador del calabozo», ti dicono che cosa vede il pubblico. Leggile come narrazione, poi segui il dialogo; quando una battuta si fa lunga, passa alla traduzione dell’intera frase.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Nella scena della cella il prigioniero argomenta con frasi lunghe, come «aun cuando se suprima la herencia, no podrá evitarse que los despojados conspiren para recobrarla»: tradurre l’intera frase in Reader impedisce all’argomentazione di perdersi tra le proposizioni.
ReaderÈ l’originale, non un adattamento per chi studia: l’esperpento completo in quindici scene, dalla prima all’ultima, nell’edizione in volume del 1924 (Renacimiento, Madrid; l’opera era apparsa per la prima volta su una rivista nel 1920). Il testo proviene dal Progetto Gutenberg, il cui trascrittore ha modernizzato l’ortografia secondo le norme dello spagnolo attuale. L’elenco dei personaggi e la nota del tipografo sono omessi.
Luci di Bohemia non ha un audiolibro su MovaReader: qui l’opera si legge sullo schermo. La traduzione compare quando tocchi una parola, e ti servirà soprattutto per lo slang e le parole d’epoca come esbirro o chalina.
Sì, con il piano Reader. Aiuta soprattutto nei discorsi lunghi, come quello del prigioniero nella scena VI: «aun cuando se suprima la herencia, no podrá evitarse que los despojados conspiren para recobrarla». Senza il piano, le singole parole si traducono fino al limite giornaliero.
L’intera opera richiede circa 3-5 ore: il ritmo di chi legge traducendo le parole nuove, più lento di quello di un madrelingua. Le scene sono brevi, da circa 630 a 1.900 parole, quindi in una serata ne leggi alcune.
Il testo è abbastanza uniforme. Le scene più facili sono la III (la taverna) e la X (il parco), con meno parole lunghe; le più dense sono la VII (la redazione del giornale) e la II (la tana di Zaratustra), dove più di una parola su dieci è lunga. Ogni scena si apre con una didascalia in una prosa più elaborata, poi scende in battute brevi.
Sì. Una volta effettuato l’accesso, il lettore ricorda l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto, così puoi tornare all’opera da dove l’avevi lasciata. Anche ciascuna delle 15 scene si apre dall’indice di questa pagina, per esempio la scena VII, la redazione del giornale.