I. The Witches on the Heath
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Adattamento A2: streghe, pugnale e corona
William Shakespeare
Quello che stai per leggere è una versione MovaReader e non il testo di Shakespeare: la tragedia Macbeth, stampata nel 1623, raccontata di nuovo per il livello A2 in prosa inglese semplice. Il testo integrale dell’opera è nel catalogo in C2, e questa versione se ne separa in questo: prosa al posto del verso, parole e forme di oggi al posto di quelle antiche, e dei versi di Shakespeare restano solo sei citazioni brevi, come Fair is foul, and foul is fair o Is this a dagger which I see before me?, che il testo chiarisce subito con parole semplici. La parola volgare damned di Out, damned spot non è stata cambiata, ma spiegata: significa «maledetto, dannato». I personaggi e i fatti sono gli stessi, a cominciare dalla tempesta sulla brughiera dove tre streghe aspettano Macbeth. Sono 8.433 parole in 12 capitoli, da 1 a 2 ore di lettura, e più del 60% delle parole è nelle battute.
Prima
Nello scaffale A1 si racconta al presente, e qui il passato si sente fin dalla prima frase: were fighting, had sent, met. Le frasi sono più lunghe che ne Il valoroso piccolo sarto, dello scaffale A1 (9,4 parole contro 7,7), e la lunghezza supera il doppio: 8.433 parole contro 3.875.
A1Questo testo
Giusto per A2: narrazione al passato, più della metà delle parole nei dialoghi, e termini antichi o rari come thane, hail o cauldron spiegati appena compaiono.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Un lettore B1 la leggerà in uno o due pomeriggi, aprendo la traduzione ogni tanto. Lo scaffale B1 in inglese ha già testi integrali, con le frasi più corte in Fifty Famous People, di 12 parole, e l’opera intera di Shakespeare aspetta in C2: circa 18.000 parole divise in 5 atti e 28 scene di verso e prosa antica.
Inizia a leggereQuesta versione è in A2 per i tempi del passato e per una frase media di 9,4 parole secondo la formula del catalogo: come Canto di Natale, più di Romeo e Giulietta (9,0) e Amleto (8,7), e meno di Sherlock Holmes (10,5). Ne Il valoroso piccolo sarto, dello scaffale A1, ogni frase ha 7,7 parole ed è raccontata al presente. Per capitoli, la media va da 8,6 parole nel V, Knocking at the Gate, dove il trambusto del castello arriva in esclamazioni brevi, a 10,4 nel III, Lady Macbeth, dove lei legge la lettera del marito e parla a lungo con se stessa. Le battute tra virgolette sommano il 61,5% del testo, mentre Amleto si ferma al 60% e Sherlock Holmes arriva al 68%. Il racconto procede al past simple e al past continuous (some Scottish lords were fighting against their good old king), il past perfect compare una ventina di volte (the King of Norway had sent an army), e le streghe profetizzano con will (One day you will be king!). Ci sono 98 parole di 9 lettere o più, l’1,1%, circa una ogni ottantasette: come in Robin Hood e meno che in Romeo e Giulietta (1,3%) e Amleto (1,9%); 22 sono nomi di luoghi e persone, come Dunsinane e Donalbain, e delle altre la più frequente è everything (7 volte). Parole rare come heath, thane, cauldron o apparition le chiarisce il testo in una frase a parte dove compaiono per la prima volta. L’opera completa dello scaffale C2 dà con la formula 10 parole per frase solo perché conta a parte il nome che apre ogni battuta, e senza nomi né didascalie si aggira sulle 14; lì è lunga una parola ogni trentasei, hath e doth compaiono 57 volte, thou, thee e thy superano le 200, e le forme come crown’d sono circa 230. In questa versione non ne resta nessuna. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. William Shakespeare, Macbeth (1623), Project Gutenberg
Scozia, in tempi antichi. Macbeth e Banquo, generali del vecchio re Duncan, tornano da una battaglia vinta attraversando una brughiera, e lì si trovano davanti tre streghe. Macbeth lo salutano come barone di Glamis, barone di Cawdor e futuro re, e a Banquo dicono che lui non regnerà, ma che i suoi figli saranno re. Poco dopo, alcuni inviati del re annunciano che Macbeth è già barone di Cawdor. Il re nomina erede suo figlio Malcolm e decide di dormire quella notte come ospite di Macbeth, nel castello di Inverness. Lady Macbeth, dopo aver letto la lettera del marito, decide che la corona devono prenderla loro stessi e convince l’indeciso Macbeth a uccidere l’ospite mentre dorme. La mattina trovano Duncan morto, la colpa ricade sulle sue guardie, i figli del re fuggono e Macbeth viene incoronato. Ma la profezia sui figli di Banquo non lascia in pace il nuovo re: manda alcuni assassini ad aspettare Banquo e suo figlio Fleance sulla strada per il palazzo, e Fleance riesce a scappare. Quella stessa notte, al banchetto, Macbeth vede al suo posto a tavola il fantasma di Banquo. Dove portano il re la paura e le nuove profezie lo racconta il libro.
I. The Witches on the Heath
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IV. A Dagger in the Air
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Scegli una parola sottolineata.
Banquo chiede What are these? e non Who are these?, perché non è ancora sicuro che siano persone. In They don’t look like people of this earth, but they are standing on it, il present continuous descrive quello che accade in quell’istante, e but contrappone due idee: non sembrano umane, ma calpestano la terra. Speak, if you can è un ordine con condizione, «parlate, se potete». La terza strega profetizza con will: One day you will be king!, cioè parla del futuro con sicurezza. Il saluto antico Hail lo chiarisce la versione stessa in una frase a parte, subito dopo le profezie. As if he was afraid equivale a «come se avesse paura»: nell’inglese parlato di oggi, dopo as if di solito si trova was e non were.
Macbeth chiede quasi con le parole di Shakespeare: Is this a dagger which I see before me? Qui which occupa il posto dove oggi si dice di solito that, e before me significa «davanti a me», cioè in front of me. La frase seguente, A dagger is a short knife for fighting, chiarisce la parola rara senza dizionario. In I can’t hold you, but I can still see you, can esprime capacità e still sottolinea che la vista non se ne va. The dagger seemed to lead him: seem to con l’infinito equivale a «sembrava condurlo». Poi il past simple segna un fatto nuovo: drops of blood appeared on it. Alla fine del brano Macbeth nomina lui stesso la causa della visione, e il present continuous di what my eyes are seeing indica che continua ad averla davanti.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader aiuta con le condizioni sul passato, come nel capitolo IV: If the king hadn’t looked like my father as he slept, I would have done it myself, dove hadn’t looked ... would have done parla di qualcosa che non è successo: «se il re non avesse somigliato a mio padre mentre dormiva, l’avrei fatto io stessa».
ReaderNo. Questo testo lo ha scritto MovaReader: dell’opera di Shakespeare restano la trama, i personaggi e sei versi brevi, e il resto è raccontato di nuovo con un linguaggio semplice e attuale. Si è partiti dal Macbeth di Project Gutenberg, lo stesso testo che il catalogo apre al livello C2; l’opera fu stampata per la prima volta nel 1623, nel Primo Folio. Il testo di Shakespeare riunisce 5 atti e 28 scene, circa 18.000 parole, mentre la versione ha 12 capitoli in prosa e 8.433 parole, un po’ meno della metà. I monologhi sono stati condensati: Is this a dagger which I see before me occupa nell’opera circa 270 parole, e qui tutta la scena del pugnale, con la narrazione, circa 150. Le scene di Ecate, la signora delle streghe, non ci sono, e le battute del Portiere accanto alla porta stanno in poche frasi.
Su MovaReader non esiste una registrazione di questa versione: la tempesta e le voci delle streghe restano all’immaginazione. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo II, The Thane of Cawdor: ha 505 parole, e quasi due terzi (63%) li dicono Macbeth, Banquo, Ross, Angus, Malcolm e il re.
Solo con il piano Reader si traduce la frase in un colpo; senza Reader, ogni giorno c’è un numero limitato di parole singole. È utile, per esempio, nel capitolo VII: I have walked so far into a river of blood that going back is as hard as going on, dove so far ... that equivale a «così lontano che», e going back e going on fanno da soggetto: «tornare indietro è difficile quanto andare avanti».
Il catalogo calcola 60-100 parole al minuto, perché si legge traducendo le parole sconosciute, quindi 8.433 parole richiedono da 1 ora 25 minuti a 2 ore 20 minuti, che la pagina arrotonda a 1-2 ore. Per l’XI, che è il più breve (415 parole), bastano 4-7 minuti; il XII, con 828, il più lungo, ne chiede 8-14.
La pagina non segna tratti, perché nessun capitolo esce dalla difficoltà degli altri. La frase media per capitolo va da 8,6 parole (V) a 10,4 (III), le parole lunghe da 4 nel IX a 12 nel VII, e la parte in battute dal 45% nel I, dove il narratore racconta prima la battaglia, al 73% nel III.
Sì, purché tu legga con la sessione aperta: al ritorno ti troverai nel paragrafo esatto, e l’elenco delle parole consultate sarà ancora lì. Dall’indice si salta a uno qualsiasi dei 12 capitoli, per esempio al IV, A Dagger in the Air, o all’VIII, The Witches’ Cauldron.