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La tragedia più breve di Shakespeare, per il livello C2

Macbeth Macbeth

William Shakespeare

Ecco Macbeth, di William Shakespeare, dalla prima riga all’ultima, senza tagli né riassunti. I suoi 5 atti e 28 scene vanno dalla tempesta in cui tre streghe si danno appuntamento fino alle ultime scene ai piedi del castello di Macbeth. La prima edizione a stampa è del 1623, ed è la più corta delle cinque tragedie di Shakespeare del catalogo: circa 18.000 parole, contro 25.600 in Romeo e Giulietta, 27.400 in Re Lear, 27.700 in Otello e 31.700 in Amleto. Livello C2. La formula del catalogo dà 10 parole per frase, perché tratta come frase a sé il nome del personaggio prima di ogni battuta; se si tolgono quei nomi e le didascalie, restano circa 14. È l’inglese dell’inizio del Seicento: hath, ’tis, forme come crown’d, thou accanto a you. Le streghe parlano in versi brevi in rima, e la scena del Portiere è in prosa.

  • C2
  • 18 024 parole
  • 3-5 ore

Questo testo è alla tua portata?

Qui le medie del catalogo non decidono il livello. La formula dà 10 parole per frase, perché conta come frase il nome che apre ogni battuta: quasi come Romeo e Giulietta e Amleto (9 ciascuna), mentre Ulisse ne ha 12. Tolti nomi e didascalie, ogni frase riunisce circa 14 parole, un po’ più che nelle altre opere di Shakespeare del catalogo. Una parola di 9 lettere o più compare nel 2,8 % dei casi, una su 36: sopra Romeo e Giulietta (1 su 41), sotto Amleto (1 su 26) e, in pratica, uguale ad Alice, un libro B2 (1 su 35). Il livello lo dà la lingua dell’inizio del Seicento, molto concentrata in un’opera così breve. In 18.000 parole ci sono 57 hath e doth, mentre i libri in inglese non di Shakespeare, con oltre 2,2 milioni di parole in tutto, ne sommano 43. Le forme con la terminazione contratta, come kill’d o crown’d, sono circa 230, una ogni 77 parole, più spesso che in Amleto e in Romeo e Giulietta; Moby Dick, dove sono più frequenti fuori da Shakespeare, ne ha 5. Thou, thee e thy superano le 200, e ’tis compare 37 volte. Persino Moby Dick, di livello C1 e con thou molto frequente, ha solo 6 hath e doth in 212.000 parole. A questo si aggiungono due registri propri: le streghe parlano in versi rimati con l’accento sulla prima sillaba ed elencano ingredienti come fenny snake o howlet’s wing, e il Portiere, nell’atto II, scena III, scherza in prosa con battute che dipendono dalla realtà dell’inizio del Seicento. In Ulisse rallenta la costruzione del testo; in Macbeth, come nelle altre opere di Shakespeare, una grammatica vecchia e parole dimenticate. Che l’opera sia breve non abbassa il livello, che resta C2. Valutazione del catalogo, non una certificazione.

18 024
parole
10
parole in una frase media
3-5
ore di lettura

PG Shakespeare Team. Project Gutenberg

Di cosa parla, senza svelare il finale

Scozia. Il re Duncan ha appena sconfitto i ribelli, e i suoi generali Macbeth e Banquo tornano dalla battaglia attraverso una brughiera dove si imbattono in tre streghe. Salutano Macbeth come thane di Glamis, thane di Cawdor e futuro re, e a Banquo annunciano che i suoi discendenti saranno re, anche se lui non regnerà. Appena scompaiono, arrivano messaggeri del re con la notizia che Macbeth è stato nominato thane di Cawdor. Una profezia si è già avverata, e Macbeth non riesce a smettere di pensare all’ultima. Racconta tutto in una lettera alla moglie, mentre Duncan nomina erede suo figlio Malcolm e va a passare la notte nel castello di Macbeth, a Inverness. Lady Macbeth decide che un’occasione simile non va sprecata e spinge il marito verso un passo terribile. Che cosa succede quella notte e come finiscono le profezie lo si scopre nell’opera stessa.

Confronta due passaggi

Macbeth

Act V, Scene V. Dunsinane. Within the castle

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Act II, Scene III. The same

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Scegli una parola sottolineata.

Project Gutenberg

Candela, ombra, attore, racconto

A Macbeth hanno appena detto che la regina è morta, e word qui significa «notizia». La prima frase ammette due letture: «sarebbe dovuta morire prima o poi» e «avrebbe dovuto morire più avanti, quando ci fosse stato il tempo per una notizia simile». Poi Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow avanza a passo minuto (petty pace) fino all’ultima sillaba del tempo scritto. In pochi versi l’immagine cambia quattro volte: una candela, un’ombra che cammina, un povero attore (player) che si pavoneggia e si agita sul palcoscenico per la sua ora, e un racconto narrato da un idiota. Signifying nothing, «che non significa nulla», occupa solo mezzo verso, ed è lì che il monologo si interrompe.

Il portiere dell’inferno

Questa è prosa, non verso. Il Portiere non ha ancora smaltito la sbornia della notte e, sentendo bussare, si immagina custode dell’inferno. Old qui non è «vecchio», ma «in abbondanza»: he should have old turning the key, «avrebbe chiavi da girare a non finire». I’ th’ è la forma corta di in the, e for’t, di for it. Il contadino si impiccò perché aspettava un cattivo raccolto e prezzi alti, e il raccolto fu abbondante; da qui «portate fazzoletti in abbondanza, che qui si suda». Equivocator è chi giura con parole a doppio senso per non mentire senza dire la verità; molti studiosi vedono qui un’allusione al processo del 1606 contro il gesuita Henry Garnet dopo la Congiura delle polveri. La didascalia [Knocking.] tra una frase e l’altra segna ogni nuovo colpo alla porta.

Capitoli

  1. ·Act I, Scene I. An open Place
  2. ·Act I, Scene II. A Camp near Forres
  3. ·Act I, Scene III. A heath
  4. ·Act I, Scene IV. Forres. A Room in the Palace
  5. ·Act I, Scene V. Inverness. A Room in Macbeth’s Castle
  6. ·Act I, Scene VI. The same. Before the Castle
  7. ·Act I, Scene VII. The same. A Lobby in the Castle
  8. ·Act II, Scene I. Inverness. Court within the Castle
  9. ·Act II, Scene II. The same
  10. ·Act II, Scene III. The same
  11. ·Act II, Scene IV. The same. Without the Castle
  12. ·Act III, Scene I. Forres. A Room in the Palace
  13. ·Act III, Scene II. The same. Another Room in the Palace
  14. ·Act III, Scene III. The same. A Park or Lawn, with a gate leading to the Palace
  15. ·Act III, Scene IV. The same. A Room of state in the Palace
  16. ·Act III, Scene V. The heath
  17. ·Act III, Scene VI. Forres. A Room in the Palace
  18. ·Act IV, Scene I. A dark Cave. In the middle, a Cauldron Boiling
  19. ·Act IV, Scene II. Fife. A Room in Macduff’s Castle
  20. ·Act IV, Scene III. England. Before the King’s Palace
  21. ·Act V, Scene I. Dunsinane. A Room in the Castle
  22. ·Act V, Scene II. The Country near Dunsinane
  23. ·Act V, Scene III. Dunsinane. A Room in the Castle
  24. ·Act V, Scene IV. Country near Dunsinane: a Wood in view
  25. ·Act V, Scene V. Dunsinane. Within the castle
  26. ·Act V, Scene VI. The same. A Plain before the Castle
  27. ·Act V, Scene VII. The same. Another part of the Plain
  28. ·Act V, Scene VIII. The same. Another part of the field

La traduzione mentre leggi

Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.

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1 € al mese

Il monologo If it were done when ’tis done (atto I, scena VII) riunisce 216 parole in sette frasi, e Reader, che traduce la frase intera, lascia vedere dove finisce un pensiero di Macbeth e dove comincia il successivo.

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Prima di leggere

È l’originale o un adattamento per chi studia?

Sì: il lettore ha l’opera intera, senza adattamenti né riassunti, con i suoi 5 atti e 28 scene. Macbeth si è conservato solo grazie al Primo Folio del 1623: non ha una prima edizione in quarto, come Amleto o Romeo e Giulietta, quindi tutti i testi successivi derivano dal Folio. Il testo è su Project Gutenberg dal 1998; la scheda lo attribuisce al PG Shakespeare Team, un gruppo di volontari, e non dice da quale edizione a stampa derivi. Le parole hanno grafia moderna, e le indicazioni di luogo in testa alle scene, come A heath, le aggiunsero editori successivi: nella pagina del Folio della copertina, sopra la prima scena c’è solo Thunder and Lightning. Enter three Witches. L’elenco dei personaggi che Gutenberg mette all’inizio è stato tolto, e il lettore si apre direttamente nell’atto I, scena I.

Esiste un audiolibro?

Non c’è una versione sonora. MovaReader offre Macbeth solo come testo da leggere, dove una parola sconosciuta si apre con un tocco: in quest’opera di solito sono thane, anon, ere o hie, e nelle scene delle streghe nomi come newt o howlet.

Posso tradurre una frase intera?

La traduzione delle frasi complete fa parte del piano Reader. In Macbeth rende di più dove un’idea si allunga per molti versi: il monologo If it were done when ’tis done (atto I, scena VII), la lettera e il monologo di Lady Macbeth nell’atto I, scena V, Is this a dagger which I see before me nell’atto II, scena I, e il discorso dal doppio fondo di Lennox nell’atto III, scena VI. Senza il piano, puoi tradurre singole parole fino al limite del giorno.

Quante ore ci vogliono?

L’intera opera richiede 3-5 ore a chi apre la traduzione di ogni parola che non conosce. Le 28 scene hanno in media circa 640 parole, ma variano molto: la prima, quella delle streghe, non arriva a 100, e l’atto IV, scena III, la conversazione di Malcolm e Macduff in Inghilterra, ne ha circa 2.000, quindi merita un pomeriggio tutto per sé.

Dove il testo diventa più facile?

Non c’è una parte più facile, quindi nemmeno tratti distinti. Le forme antiche (hath, ’tis, thou, la terminazione -’d) restano per tutta l’opera: in ogni atto, tra 27 e 34 ogni mille parole. L’atto II ha le frasi più brevi, circa 11 parole senza nomi né didascalie, perché Macbeth e Lady Macbeth parlano di notte a scatti. Ma in quello stesso atto c’è la prosa del Portiere, con battute che dipendono dalla realtà dell’inizio del Seicento, quindi non risulta più facile. Le più lunghe, di oltre 20 parole, compaiono nell’atto I, scena VII, e nel III, scena VI.

Il punto raggiunto nel libro verrà salvato?

Sì, se hai effettuato l’accesso: il lettore ricorda dove ti sei fermato e salva le parole tradotte. L’indice ha 28 voci, una per scena, da Act I, Scene I. An open Place ad Act V, Scene VIII, così puoi saltare direttamente alla scena del Portiere (Act II, Scene III) o a Tomorrow, and tomorrow (Act V, Scene V).