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Tragedia di gelosia di Shakespeare, per il livello C2

Otello Othello

William Shakespeare

Ecco Otello, la tragedia di William Shakespeare, completa, senza tagli né riassunti: 5 atti e 15 scene, da una strada di Venezia di notte fino al castello di Cipro. Scritta intorno al 1604, uscì come libro singolo nel 1622 e l’anno dopo entrò nel Primo Folio. Con circa 27.700 parole, sta tra Romeo e Giulietta e Amleto. Livello: C2. Con la formula del catalogo risultano 8 parole per frase, la cifra più bassa tra i testi integrali in inglese, perché prende come frase il nome di chi parla prima di ogni battuta; senza nomi né didascalie sono circa 11. La lingua è quella dell’inizio del Seicento: ’tis, hath e doth, thou accanto a you, prithee. Quasi tutto è in versi sciolti, ma Iago passa spesso alla prosa quando parla con Roderigo o con Cassio.

  • C2
  • 27 714 parole
  • 5-8 ore

Questo testo è alla tua portata?

La formula del catalogo dà a Otello 8 parole per frase, la cifra più bassa di tutti i testi integrali in inglese, perché conta come frase ogni nome che apre una battuta, come IAGO.; senza nomi né didascalie sono circa 11. Una parola su 25 ha 9 lettere o più, una proporzione che nessun’altra opera di Shakespeare del catalogo raggiunge (Amleto, 1 su 26; Romeo e Giulietta, 1 su 41), anche se Ulisse ne ha di più (1 su 15). Il livello lo dà la lingua dell’inizio del Seicento. Hath e doth compaiono 84 volte in 27.700 parole, contro 43 in tutti i libri in inglese del catalogo che non sono di Shakespeare, oltre 2,15 milioni di parole messe insieme. ’Tis compare 86 volte, più che in qualsiasi altro libro del catalogo, ’twas altre 13 e prithee 17. Thou, thee, thy, thine, thyself e ye sommano 315, e le forme contratte come lov’d o pass’d sono circa 250, mentre nessun libro non di Shakespeare supera le 5. La difficoltà cambia lungo l’opera. Negli atti I e II, con il discorso di Otello davanti al Senato e i lunghi monologhi di Iago, le frasi senza nomi né didascalie sono di circa 14 parole; dall’atto III le battute si accorciano a 9 o 10 in media, e nell’atto V a 8. Le forme antiche, invece, non diminuiscono: hath e doth sono circa 3 ogni mille parole all’inizio e alla fine. La prosa aggiunge un altro registro, oltre 3.800 parole, più della metà in bocca a Iago: imprecazioni come Zounds, battute volgari e trattative di denaro con Roderigo. Da qui il C2, lo stesso delle altre opere di Shakespeare del catalogo. È il criterio del catalogo, non un esame ufficiale.

27 714
parole
8
parole in una frase media
5-8
ore di lettura

PG Shakespeare Team. Project Gutenberg

Di cosa parla, senza svelare il finale

Venezia, di notte. Iago, alfiere del moro Otello, generale al servizio della repubblica, non gli perdona di aver nominato tenente il giovane fiorentino Cassio al posto suo. Insieme a Roderigo, un ricco sciocco che corteggia invano Desdemona, sveglia il padre di lei, il senatore Brabanzio, con la notizia che sua figlia ha sposato di nascosto Otello. Brabanzio porta il genero davanti al doge accusandolo di stregoneria, ma il Senato è riunito per la flotta turca che naviga verso Cipro, e Otello racconta come ha conquistato Desdemona con i racconti delle sue campagne. Lo mandano a difendere l’isola, e Desdemona si imbarca con lui. A Cipro una tempesta affonda le navi turche, ma la guerra non lascia l’isola: Iago fa ubriacare Cassio, questi ferisce Montano in una rissa e perde il grado, e Iago gli consiglia di chiedere a Desdemona di intercedere per lui. Allo stesso tempo comincia a insinuare a Otello che Cassio visita troppo spesso sua moglie. Dove portino quelle insinuazioni lo si scopre nell’opera stessa.

Confronta due passaggi

Othello

Act I, Scene III. Venice. A council chamber

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Act III, Scene III. Cyprus. The Garden of the Castle

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Project Gutenberg

Otello davanti al Senato

Brabanzio ha appena accusato Otello davanti al doge e ai senatori di aver sedotto sua figlia con incantesimi, e il generale risponde. Most potent, grave, and reverend signiors è un appellativo solenne: «potentissimi, gravi e reverendi signori». Ta’en equivale a taken. The very head and front of my offending hath this extent, no more vuol dire che tutta la sua colpa si riduce a questo; head and front qui significa «l’essenziale», non «testa» e «fronte». In Rude am I in my speech l’ordine normale sarebbe I am rude, e rude è «rozzo», non «maleducato». Since these arms of mine had seven years’ pith: da quando le sue braccia avevano la forza dei sette anni, cioè da bambino. Some nine moons wasted significa «tranne gli ultimi nove mesi». Tented field è il campo coperto di tende, l’accampamento. La cosa curiosa è che chi assicura di non saper parlare pronuncia qui il discorso più eloquente della scena.

Iago ripete a Otello

Otello ha appena ricordato che, quando corteggiava Desdemona, Cassio faceva spesso da intermediario tra i due. Iago non afferma nulla, ripete solo in forma di domanda: Indeed? Honest, my lord? Think, my lord? E lo stesso Otello se ne accorge, he echoes me. Le battute corte sono semplici, ma piene di forme con thou: discern’st, dost, lik’st, didst, criedst, hadst; la terminazione -st o -’st segna solo il verbo che accompagna thou. Discern’st thou aught in that? significa «Vedi qualcosa in questo?», e aught è «qualcosa». Honest in Shakespeare di solito è «perbene, affidabile», non solo «sincero». Contract and purse thy brow together: corrugare e aggrottare le sopracciglia. Conceit qui non è «vanità», ma «idea, pensiero»: Some horrible conceit, qualche idea orribile.

Dove il testo si fa più difficile

La traduzione mentre leggi

Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.

Reader

1 € al mese

Nell’atto I, scena III, Otello racconta ai senatori come ha conquistato Desdemona in una frase di 106 parole e 14 versi, da I ran it through, even from my boyish days fino a Do grow beneath their shoulders; Reader la traduce intera, e si vede da che cosa dipende ogni Of e ogni Wherein.

Reader

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Prima di leggere

È l’originale o un adattamento per chi studia?

Sì, è la tragedia completa, 5 atti e 15 scene, senza tagli né riassunti. Otello uscì per la prima volta come libro singolo nel 1622, in formato in quarto, per un libraio di Londra il cui nome, Thomas Walkley, figura in fondo al frontespizio della copertina; nel 1623 fu stampato nel Primo Folio, e i testi delle due edizioni differiscono parecchio. Gutenberg ha pubblicato questo testo nel 1998; la scheda dice che lo ha preparato il PG Shakespeare Team, volontari del progetto, e non indica da quale edizione a stampa derivi. Il testo combina le due edizioni: la canzone del salice di Desdemona, willow, nell’atto IV, scena III, è solo nel Folio, e imprecazioni come ’Sblood e Zounds, solo nel quarto. L’ortografia è modernizzata. L’elenco dei personaggi che Gutenberg mette prima dell’opera non è stato incluso: la lettura comincia nell’atto I, scena I.

Esiste un audiolibro?

No, MovaReader non ha un audiolibro di Otello: l’opera è solo testo. Qualsiasi parola sconosciuta si apre toccandola, e in quest’opera di solito sono prithee, anon, imprecazioni come Zounds o ancient, che qui è il grado militare di Iago e non «antico».

Posso tradurre una frase intera?

Tradurre la frase completa fa parte del piano Reader. In Otello serve soprattutto dove un’idea occupa una decina di versi: il racconto di Otello ai senatori, Her father lov’d me, nell’atto I, scena III, i monologhi di Iago alla fine di quella scena e nell’atto II, scena I, dove rimugina da solo il suo piano, e l’addio di Otello alla pace, Farewell the tranquil mind, nell’atto III, scena III. Senza il piano, le singole parole si traducono comunque entro il limite giornaliero.

Quante ore ci vogliono?

Circa 5-8 ore leggendo senza fretta e consultando la traduzione di ogni parola nuova. Ci sono 15 scene di circa 1.850 parole in media, ma con grande differenza tra loro: l’atto III, scena II, in cui Otello consegna lettere per il Senato, ha solo 64 parole, e l’atto III, scena III, circa 4.100, quanto varie scene normali messe insieme, quindi conviene dividerla in due pomeriggi.

Dove il testo diventa più facile?

Si alleggerisce a partire dall’atto III, per questo l’opera ha due tratti. Negli atti I e II ci sono lunghi discorsi: senza nomi né didascalie, circa 14 parole per frase, circa 16 nella seduta del Senato (atto I, scena III), e 1 parola lunga su 22. Dall’atto III le battute scendono a 9 o 10 parole, nell’atto V a 8, e le parole lunghe a 1 su 29. Ma si alleggerisce solo la sintassi: hath, doth e ’tis compaiono negli ultimi atti uguale o più che all’inizio.

Il punto raggiunto nel libro verrà salvato?

Sì, se hai effettuato l’accesso: il lettore ricorda dove ti sei fermato e quali parole hai già tradotto. L’indice ha 15 righe, una per scena, da Act I, Scene I. Venice. A street fino ad Act V, Scene II, così con un tocco arrivi alla scena del giardino del castello (Act III, Scene III) o al finale.