I. Call Me Ishmael
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Adattamento A2: la caccia alla balena bianca
Herman Melville
Qui non si legge Herman Melville: MovaReader ha raccontato di nuovo Moby Dick, del 1851, in inglese semplice per il livello A2. La versione riunisce 14 capitoli e 8.906 parole con una frase media di 9,7 parole; se ti fermi a tradurre quello che non conosci, calcola 1-2 ore. Come in Melville, la storia la racconta il marinaio Ismaele, che, stufo di stare senza soldi a terra, si arruola su una baleniera. A terra trova un amico, l’arpioniere tatuato Queequeg, di un’isola lontana, e in mare conosce il capitano Achab, che pensa solo a una balena. Il romanzo completo, 135 capitoli e un epilogo, è anch’esso nel catalogo, al livello C1.
Prima
I libri dello scaffale A1 parlano al presente, e Ismaele ricorda al passato fin dal primo paragrafo: I always went as a simple sailor, because sailors get paid. La frase media è qui di 9,7 parole invece delle 6-8 di lì, e cambia anche la lunghezza: 8.906 parole, più del doppio de Il brutto anatroccolo (3.990).
A1Questo testo
Il livello A2 si mantiene dal primo capitolo all’ultimo: tempi passati, capitoli da 440 a 853 parole, e nessuna parola marinaresca resta senza spiegazione, perché il testo la chiarisce in una frase la prima volta che compare, come qui: A harpoon is a long, heavy spear with a sharp iron point.
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Con un B1, questa versione si finisce in uno o due pomeriggi, e il dizionario servirà solo per qualche parola di mare. Il Moby Dick completo è in C1, con 24 parole per frase e circa 212.000 parole, quindi tra esso e questa versione restano i testi integrali dello scaffale B2.
Inizia a leggereIl livello A2 lo decidono soprattutto i tempi passati del racconto, e la formula del catalogo dà alla versione 9,7 parole per frase. È un po’ più che nell’Odissea (9,4) e ne L’isola del tesoro (9,5), e meno che in Sinbad il marinaio (10,8), altre storie di mare dello scaffale A2 in inglese. I libri dello scaffale A1 sono al presente e con frasi di 6-8 parole, quindi per passare da lì a questa versione servono soprattutto le forme del passato. I capitoli sono uniformi: da 8,0 parole nel XIII a 10,8 nel III, Friends. Ismaele narra al past simple e al past continuous (Queequeg and I were weaving a mat on the deck), il past perfect compare 14 volte (He had sailed across half the world) e will compare nelle promesse e nelle minacce di Achab: The first man who sees that white whale will get this gold coin! Ci sono 158 parole di 9 lettere o più, l’1,8%, circa una ogni cinquantasette, e con questa misura il testo è più denso di quelle tre versioni marinare: l’Odissea ha l’1,6%, Sinbad l’1,0% e L’isola del tesoro lo 0,9%. Quasi nessuna è un nome proprio; quelle che si ripetono di più sono something (13 volte), Nantucket (12) e harpooneer (11, e altre 4 al plurale). Le parole del mare le spiega il testo appena compaiono: harpoon come una lancia lunga e pesante con la punta di ferro affilata, spout come la nuvola di aria tiepida e umida che la balena sprigiona sull’acqua, blubber come lo spesso strato di grasso della balena. I dialoghi occupano il 18,9% delle parole, un po’ meno di una su cinque. Il romanzo completo di Melville è nel catalogo in C1: circa 212.000 parole, 24 per frase, e lì una parola su sedici ha 9 lettere o più, tre volte e mezzo più spesso che qui. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Herman Melville, Moby-Dick; or, The Whale (1851), Project Gutenberg
A terra tutto sembra grigio a Ismaele, e dato che gli restano pochi soldi parte da New York verso New Bedford per arrivare da lì a Nantucket e arruolarsi su una baleniera. Nella locanda Spouter non c’è un letto libero, e il locandiere, Peter Coffin, gli fa dividere il letto con un arpioniere che gira per la città. Queequeg arriva a mezzanotte, tatuato dalla testa ai piedi e con una pipa che è insieme un’ascia, e fa prendere a Ismaele uno spavento mortale, ma il giorno dopo divide già con lui i suoi dollari d’argento e lo chiama il suo vero amico. Insieme ascoltano padre Mapple nella cappella dei balenieri, e andando a Nantucket Queequeg tira fuori dall’acqua gelida un giovane che si era appena preso gioco di lui. È Ismaele a scegliere la nave, perché così vuole Yojo, il piccolo dio di Queequeg: il vecchio Pequod, adornato con denti di capodoglio. Gli armatori, Peleg e Bildad, contrattano la quota dei guadagni, e uno sconosciuto cencioso di nome Elijah parla del capitano con degli indovinelli. Il capitano Achab non sale in coperta fino a molti giorni dopo Natale; ha una gamba d’osso bianco, intagliata dalla mascella di un capodoglio. Inchioda all’albero una moneta d’oro per chi vedrà per primo Moby Dick, la balena bianca, fa giurare l’equipaggio, e solo il primo ufficiale, Starbuck, chiama follia quella vendetta. Il Pequod doppia l’Africa e attraversa l’oceano Indiano verso il Pacifico, e a ogni nave che incontra Achab fa la stessa domanda. Come finisce quella caccia lo racconta il libro.
I. Call Me Ishmael
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VIII. The Gold Coin
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Scegli una parola sottolineata.
Herman Melville, Moby-Dick; or, The Whale (1851), Project Gutenberg
Ismaele racconta al passato (I saw a weak light), ma nel mezzo compare When a whale comes up to breathe, it blows a cloud: è il presente delle verità generali, perché le balene respirano sempre così, non solo quella notte. Sailors call this the spout spiega la parola come farebbe un dizionario. Under the picture were the words mette il soggetto dopo il verbo perché il peso cada sulla scritta. Coffin significa «bara» in inglese, per questo il nome del locandiere non piace a Ismaele, e it will do for me vuol dire «per me va bene», «mi accontento».
Nella definizione di albero maestro, hold è senza -s (poles that hold up the sails) perché that rimanda al plurale poles, non a un solo mast. Nel discorso di Achab, The first man who sees that white whale will get this gold coin!, dopo who c’è il presente sees anche se la balena si vedrà più avanti, e la promessa la porta will get: «il primo che la vedrà se la prenderà». With a wrinkled forehead and a crooked jaw descrive la balena con with + aggettivo + sostantivo, come i connotati di un manifesto «ricercato». With loud blows of the hammer si legge «a forti colpi di martello»: blow è qui il sostantivo «colpo», non il verbo «soffiare».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve nel capitolo II, quando Ismaele si vergogna della sua stessa paura: He has as much reason to fear me as I have to fear him. La struttura as much ... as si vede meglio con la frase intera: «lui ha tanti motivi di temermi quanti io ne ho di temere lui».
ReaderNo, è un adattamento: tutte le frasi le ha scritte MovaReader in inglese semplice, e la trama e i personaggi vengono dal romanzo di Herman Melville Moby-Dick; or, The Whale, pubblicato nel 1851, secondo il testo di Project Gutenberg. La versione segue la linea principale del romanzo in 14 capitoli, e a raccontare è Ismaele, come in Melville. Sono stati tolti i capitoli saggistici sulla caccia alla balena, come il 32, Cetology, con la sua classificazione delle balene, o quelli che descrivono il corpo dell’animale. Il sermone di padre Mapple su Giona si mantiene, ma breve, in un paragrafo; ci sono anche l’avvertimento dello strano Elijah, la storia del mozzo Pip e la scena del capitolo 72, The Monkey-Rope, in cui Ismaele e Queequeg vanno legati l’uno all’altro con una corda. Le parole del mare, come harpoon, mast o lay, si spiegano una volta, dove compaiono per la prima volta. Il romanzo completo di Melville è anch’esso nel catalogo, in C1: 135 capitoli e un epilogo, circa 212.000 parole, quindi le 8.906 parole di questa versione sono più o meno la ventiquattresima parte.
MovaReader non ha registrato questa versione, quindi tocca leggerla senza audio. Chi vuole esercitarsi ad alta voce può prendere il capitolo VIII, The Gold Coin: 816 parole, e quasi la metà (47%) sono le domande di Achab, le risposte dell’equipaggio e il suo discorso accanto all’albero.
Per vedere tradotta la frase intera serve Reader: senza, ogni tocco traduce una sola parola, e il numero di tocchi giornalieri ha un tetto. In questa versione Reader è utile, per esempio, nel capitolo X, quando il capitano inglese dice della balena bianca Moby Dick is welcome to the arm he has: il giro be welcome to significa «se lo tenga pure», cioè il capitano si è rassegnato a perdere il braccio e non vuole incontrarla di nuovo.
Il catalogo conta 60-100 parole al minuto, perché si legge traducendo le parole sconosciute, quindi le 8.906 parole di questa versione richiedono da 89 a 148 minuti, che la pagina mostra come 1-2 ore. Tra i capitoli, il VII, Captain Ahab, è il più breve: 440 parole, 4-7 minuti; l’ultimo è il più esteso: 853 parole, 9-14 minuti.
Non serve dividere il libro in tratti: nessun capitolo scende sotto 8,0 parole per frase né supera 10,8. Dove ci sono più parole di 9 lettere o più è nel capitolo I, 14, quando Ismaele percorre New Bedford di notte e sente per la prima volta la parola harpooneer; dove meno, nel VII e nell’VIII, 7 e 8, quando Achab sale in coperta e inchioda la moneta all’albero.
Sì: con la sessione avviata, il lettore ti riporta all’ultimo paragrafo di Moby Dick e conserva ogni parola consultata. Dall’indice di questa pagina si apre ciascuno dei 14 capitoli, per esempio il V, The Pequod, dove Ismaele sceglie la nave e contratta la sua quota.