II. Please, Sir, I Want Some More
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Adattamento B1: l’orfano del ricovero
Charles Dickens
Questa è una versione MovaReader in un inglese più semplice, non il testo di Charles Dickens: il romanzo Oliver Twist raccontato per il livello B1 in 16 capitoli. La storia è la stessa: un bambino nato in un ricovero per poveri chiede ancora della sbobba, scappa dalla casa di un impresario di pompe funebri, arriva a piedi a Londra e finisce nella banda di ladri del vecchio Fagin, mentre chi lo aiuta cerca di scoprire chi sia davvero. Il romanzo integrale non è ancora nel catalogo; di Dickens c’è inoltre Canto di Natale in versione A2. Le frasi hanno in media 12,9 parole, il lessico è per lo più frequente e la grammatica del B1 compare in ogni scena: tempi del passato con il Past Perfect, discorso indiretto, passivo, condizionali e phrasal verbs. Non è stato preso nulla da film o musical: la trama e i personaggi vengono solo dal romanzo. Sono circa 15.900 parole, da 3 a 4 ore con traduzione.
Prima
Dopo l’A2 le frasi sono molto più lunghe: 12,9 parole contro le 9 di Canto di Natale di Dickens in versione A2, con subordinate, discorso indiretto e Past Perfect (Mr Bumble had married Mrs Corney). Cambia anche la lunghezza: circa 15.900 parole contro 8.430.
A2Questo testo
Proprio per il B1: lessico noto, difficoltà uniforme dal ricovero all’ultimo capitolo e tutta la grammatica narrativa di questo livello.
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Un lettore di livello B2 finirà questa versione senza fatica in poche serate. Il romanzo integrale di Dickens non è ancora nel catalogo; nello scaffale B2 il più vicino per lunghezza delle frasi è Il ritratto di Dorian Gray (13 parole), anche se lì ci sono molte più parole lunghe e poco frequenti.
Inizia a leggereQuesta versione è al livello B1 per come sono costruite le frasi, non per il vocabolario. Secondo la formula del catalogo, la frase media ha 12,9 parole. Gli adattamenti inglesi di livello A2 restano tra 9 e 11, e Canto di Natale, dello stesso Dickens in versione A2, ne ha 9; i testi integrali dello scaffale B1 vanno da 12 (Fifty Famous People) a 14 (i racconti di Beatrix Potter e Fifty Famous Stories Retold). Le parole di 9 lettere o più sono il 2,0%, una ogni cinquanta, e un quinto di esse sono solo due: gentleman e workhouse; in Fifty Famous People c’è il 2,3% e nei racconti di Potter il 3,4%. La grammatica, invece, è già quella di un B1 completo. Il Past Perfect porta a ciò che è successo prima (Bill Sikes had been ill with a fever for weeks after the night at Chertsey). Il discorso indiretto racconta ciò che ha detto un altro, con cambio dei tempi (He told the boy that he was within shot all the way). Il passivo mostra ciò che gli altri fanno al bambino (Oliver was locked up at once). Ci sono anche periodi ipotetici di terzo tipo, su ciò che ormai non ha rimedio (If you had kept the boy on gruel, this would never have happened). Da un capitolo all’altro la difficoltà cambia appena: da 11,9 parole per frase (XV, The Eyes) a 14,8 (I, Born in the Workhouse). Non arriva al B2: Il ritratto di Dorian Gray, dello scaffale B2, ha frasi simili, di 13 parole, ma lì le parole lunghe compaiono più del doppio delle volte, il 4,7%. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Charles Dickens, Oliver Twist; or, The Parish Boy’s Progress (1837-1839), Project Gutenberg
Un ricovero per poveri in un paese inglese. Una giovane donna viene trovata riversa per strada; mette al mondo un bambino e muore senza dire come si chiama. L’orfano viene registrato come Oliver Twist, e per nove anni cresce a base di sbobba annacquata della parrocchia. Quando i ragazzi, morti di fame, tirano a sorte chi chiederà ancora, tocca a Oliver avvicinarsi al sorvegliante con la scodella vuota. Per questa sfrontatezza viene dato come apprendista a un impresario di pompe funebri, e quando un ragazzo più grande insulta la memoria di sua madre, Oliver gli si scaglia contro, scappa e cammina per settanta miglia fino a Londra. Lì uno strano ragazzo, detto l’Artful Dodger, lo porta a casa del vecchio Fagin, che insegna ai suoi ragazzi un curioso gioco con i fazzoletti di seta. La prima uscita in strada finisce con il grido «Al ladro!», e da allora Oliver è seguito da vicino da un anziano gentile, il signor Brownlow, da Fagin stesso e da uno sconosciuto cupo di nome Monks. Chi sia Monks e perché il destino dell’orfano stia a cuore a tante persone, lo racconta il libro.
II. Please, Sir, I Want Some More
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X. The Night at Chertsey
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Charles Dickens, Oliver Twist; or, The Parish Boy’s Progress (1837-1839), Project Gutenberg
La scena più famosa del romanzo. Nota quante volte compare with: desperate with hunger è «disperato per la fame», e could not move with surprise e could not move with fear, «non riuscivano a muoversi per la sorpresa» e «per la paura». Dopo un aggettivo o un verbo, with indica la causa di uno stato. Un’altra espressione: a little afraid of his own courage, «un po’ spaventato dal proprio coraggio». La prima frase ha un passivo al Past Simple, the gruel was served, «la sbobba fu servita», e subito dopo disappeared all’attivo, perché sparì da sola.
Sikes minaccia Oliver, ma le sue parole sono al discorso indiretto, con i tempi spostati indietro di un passo. Al discorso diretto direbbe: You are within shot all the way, and if you falter, you will fall dead this instant. Qui are passa a was, falter a faltered, will a would e this instant a that instant. Within shot significa «a tiro», alla portata della pistola. Poi l’azione accelera con frasi brevi al Past Simple, una dopo l’altra (stepped, cried, staggered), e He staggered back è «indietreggiò barcollando».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve dove una frase si regge su più parti insieme, come nel capitolo XII, quando Monks è accanto al fiume in piena tempesta: If the sea ever gives up its dead, as books say it will, it will keep its gold and silver to itself, cioè «se un giorno il mare restituirà i suoi morti, come dicono i libri, l’oro e l’argento se li terrà comunque».
ReaderNo. Qui non ci sono frasi di Dickens: MovaReader ha raccontato di nuovo il romanzo con parole proprie, in un inglese più semplice, e ha conservato la trama, i personaggi e l’ordine dei fatti. La fonte è Oliver Twist; or, The Parish Boy’s Progress, di Charles Dickens, uscito a puntate sulla rivista Bentley’s Miscellany tra il 1837 e il 1839 e nel 1838 in volume, in tre tomi con incisioni di George Cruikshank; la versione è stata scritta a partire dal testo di Project Gutenberg, con 53 capitoli e circa 157.000 parole. Qui ci sono 16 capitoli e circa 15.900 parole, più o meno un decimo. Restano il ricovero e il signor Bumble, la bottega dell’impresario di pompe funebri, il cammino verso Londra, la banda di Fagin, la casa del signor Brownlow, la notte di Chertsey, la famiglia Maylie, Monks, Nancy e il vero finale. Sono stati tagliati i commenti ironici del narratore, l’indagine dei poliziotti londinesi Blathers e Duff dopo il furto, il corteggiamento di Bumble alla signora Corney, il processo al Dodger e la fuga di Sikes tra i paesi. Nel testo di Project Gutenberg la parola Jew compare più di 300 volte, quasi sempre come «the Jew» al posto del nome di Fagin; oggi quell’etichetta è riconosciuta come antisemita, e in questa versione non è stata conservata: Fagin è chiamato per nome o «il vecchio». Dal cinema e dai musical non è stato preso nulla. Il romanzo integrale non è ancora nel catalogo.
Questa versione non ha audio su MovaReader; qui c’è solo il testo. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo VI, Stop Thief!: l’inseguimento per le strade di Londra e poi la scena in commissariato, dove parlano il rozzo magistrato Fang, il signor Brownlow e il proprietario della bancarella di libri.
La traduzione parola per parola è disponibile anche nel piano gratuito, con un limite giornaliero; la frase intera la traduce Reader. Aiuta molto nel capitolo II, quando i ragazzi del ricovero temono un compagno affamato: Unless he had another bowl of gruel every day, he said, he was afraid that he might one night eat the boy who slept next to him. C’è il discorso indiretto (he said, he was afraid) e unless con il senso di «a meno che»: «disse che, se non gli davano un’altra scodella di sbobba ogni giorno, temeva di mangiarsi una notte il ragazzo che dormiva accanto a lui».
A 60-100 parole al minuto, con le pause per tradurre, le 15.871 parole richiedono tra 159 e 265 minuti, le 3-4 ore indicate dalla pagina. Il capitolo più lungo, il III, The Undertaker’s Shop, ha 1.229 parole (12-20 minuti), e il più breve, il XIV, London Bridge, 731 (7-12 minuti).
La pagina non segna tratti: la difficoltà è uniforme. Le frasi più lunghe sono nei primi due capitoli, dove il narratore presenta il ricovero (14,8 parole nel I, Born in the Workhouse, e 14,4 nel II); poi la media oscilla tra 11,9 (XV, The Eyes) e 13,8 (XVI). Le parole lunghe sono più numerose nel III, The Undertaker’s Shop, 38, per Sowerberry, undertaker e churchyard; meno nel X, The Night at Chertsey, solo 8.
Sì, se hai effettuato l’accesso: il libro si apre nello stesso paragrafo e conserva le parole che hai già tradotto. Uno qualsiasi dei 16 capitoli si apre direttamente dall’indice, per esempio il IV, The Road to London, in cui Oliver cammina per sette giorni fino a Londra e a Barnet incontra uno strano ragazzo con un cappotto da uomo che gli arriva ai talloni.