III. Satis House
, . . . , . , . . , .
Adattamento B1: l’apprendista fabbro
Charles Dickens
Questo non è il testo di Charles Dickens, ma una versione MovaReader: il romanzo Grandi speranze raccontato in un inglese più semplice per il livello B1, in 15 capitoli. Come in Dickens, a raccontare è lo stesso Pip in prima persona: il galeotto del cimitero tra le paludi, Satis House e la signorina Havisham con il suo abito da sposa ingiallito, la fucina di Joe, una fortuna inattesa e Londra. Il romanzo integrale non è ancora nel catalogo, ma c’è un Dickens più breve: la versione A2 di Canto di Natale. Le frasi hanno in media 13,0 parole, il lessico è soprattutto frequente e la grammatica copre ciò che richiede un racconto B1: i tempi del passato con il Past Perfect, il discorso indiretto, il passivo, i periodi ipotetici e i phrasal verbs. La trama e i personaggi vengono solo dal romanzo del 1861, nulla dal cinema o dalle serie. Sono circa 15.400 parole, da 3 a 4 ore di lettura con la traduzione.
Prima
Dopo l’A2 le frasi sono nettamente più lunghe: 13,0 parole contro 9-11 negli adattamenti A2, e il Canto di Natale di Dickens in A2 resta a 9. Ci sono più subordinate, discorso indiretto e Past Perfect (Mr Pumblechook paid rent to her for a little shop, and somehow she had asked him to find a boy). Anche l’estensione è un’altra: circa 15.400 parole contro 8.430 in Canto di Natale.
A2Questo testo
Proprio per il livello B1: il lessico è quasi sempre noto, la difficoltà è la stessa dal cimitero del primo capitolo fino all’ultima pagina, e la grammatica del B1 compare in ogni scena.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Per un lettore B2 questa versione sarà una lettura facile di poche serate. Il romanzo integrale di Dickens non è ancora nel catalogo; nello scaffale B2 il più vicino per lunghezza di frase è Il ritratto di Dorian Gray (13 parole), ma lì le parole lunghe sono più del doppio.
Inizia a leggereIl B1 di questa versione poggia sulla lunghezza delle frasi e sulla grammatica, non sul vocabolario. La formula del catalogo dà 13,0 parole per frase: più di qualsiasi adattamento A2 in inglese (da 9 a 11 parole; Canto di Natale, dello stesso Dickens, ne ha 9) e dentro ciò che misurano i testi integrali dello scaffale B1, dove Fifty Famous People ha 12 parole e i racconti di Beatrix Potter e Fifty Famous Stories Retold, 14 ciascuno. Pip racconta con tutti i tempi del passato: il Past Perfect rimanda a ciò che è anteriore (they had both died long before I could remember them), il discorso indiretto riporta ciò che dicono gli altri (Their sergeant explained that two convicts had escaped from the prison ship), c’è il passivo (Within a week I was bound as Joe’s apprentice) e i periodi ipotetici fino al terzo tipo (If I could have kept him away by paying money, I would have paid it). Le parole di 9 lettere o più sono il 2,0%, una ogni cinquanta, e appena un decimo sono nomi propri (Compeyson, Pumblechook): quasi tutte sono parole comuni come gentleman, blacksmith, something o afterwards. In Fifty Famous People sono il 2,3%, e nei racconti di Potter il 3,4%. Conviene sapere che Joe e il galeotto parlano un inglese popolare (you and me was, He don’t want any food), e quelle forme non sono un modello da imitare. La difficoltà è uniforme: la frase media dei capitoli va da 11,9 parole (III, Satis House) a 14,1 (XII, Fire). Non arriva al B2: Il ritratto di Dorian Gray, dello scaffale B2, ha le stesse 13 parole per frase, ma lì una parola ogni ventuno è lunga (4,7%). Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Charles Dickens, Great Expectations (1861), Project Gutenberg
Vigilia di Natale nelle paludi lungo il fiume. Pip, un bambino orfano, vive con la sorella, la severa signora Joe, e con il marito di lei, Joe Gargery, il buon fabbro del paese. Nel vecchio cimitero lo afferra un galeotto evaso, con un ferro alla gamba, che gli chiede una lima e del cibo, perché altrimenti verrà a prenderlo un giovane terribile. Pip prende di nascosto pane, brandy, un pasticcio di maiale e la lima di Joe, e nel bel mezzo del pranzo di Natale alla porta compaiono dei soldati con delle manette. Più tardi lo zio Pumblechook porta il ragazzo a casa della signorina Havisham, una ricca eccentrica che da anni non esce dalla sua casa buia: sta ancora seduta con il suo abito da sposa ingiallito, e tutti i suoi orologi si sono fermati alle nove meno venti. Lì Pip conosce l’orgogliosa e bella Estella, che si prende gioco delle sue mani ruvide e dei suoi stivali grossi, e per la prima volta si vergogna di casa sua. Entra come apprendista nella fucina, ma sogna una cosa sola: diventare un gentiluomo. Un giorno l’avvocato londinese Jaggers porta la notizia: un benefattore sconosciuto lascia a Pip una grande fortuna, a condizione che non chieda mai chi sia. Chi c’è dietro quelle speranze e come finiscono lo racconta il libro.
III. Satis House
, . . . , . , . . , .
VI. Great Expectations
. .
“, ,” , “ . , . , . , . , . , . ?”
Scegli una parola sottolineata.
Charles Dickens, Great Expectations (1861), Project Gutenberg
Pip vede per la prima volta la signorina Havisham, e quasi ogni frase contrappone il «prima» all’«ora». But everything that had once been white was now yellow: il Past Perfect con once dice com’era qualcosa molto tempo fa, e was now yellow com’è davanti a Pip. Lo stesso in the bride inside the wedding dress had grown old and thin like the dress: la sposa è invecchiata anni prima di questo incontro. I saw that her watch had stopped at twenty minutes to nine: l’orologio non si è fermato adesso, ma molto tempo fa, ed è il Past Perfect a farlo sentire. Dresses and half-packed trunks lay about the room: qui lay è il passato di lie («stare disteso, giacere»), non il verbo lay («posare»). Twenty minutes to nine significa «le nove meno venti».
Jaggers parla da avvocato, e questo lascia vedere diverse forme utili. It is the wish of the person… that you always bear the name of Pip: qui wish è un sostantivo («il desiderio»), e that you always bear si traduce «che tu porti sempre il nome di Pip». The name of your generous friend must remain a secret until that person chooses to tell it: dopo until si usa il presente per il futuro (chooses, non will choose). It may be years away, or it may never happen: may esprime possibilità, «può darsi che». L’ultima, If you have a suspicion in your own breast, keep it there, è un ordine dentro una condizione: «se sospetti qualcosa, tienitelo per te». E all’inizio, My dream had come true: il Past Perfect chiude tutto ciò che Pip aveva sperato fino ad allora.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve dove Joe parla con la sua grammatica di paese, come nel capitolo VI: But if you think that money can make up to me for the loss of the little child what come to the forge; qui what come sta al posto di who came, e la frase significa «ma se pensa che il denaro possa compensarmi la perdita del bambino piccolo che venne alla fucina».
ReaderNo: non è il testo integrale di Dickens, ma una versione MovaReader in un inglese più semplice. Dal romanzo vengono la trama, i personaggi e l’ordine dei fatti, e le frasi sono scritte di nuovo; solo poche battute famose, come il primo grido del galeotto, Hold your noise!, restano vicine all’originale. La fonte è Great Expectations di Charles Dickens, uscito a puntate sulla rivista All the Year Round da dicembre 1860 ad agosto 1861 e pubblicato in volume lo stesso anno. Il testo di Project Gutenberg su cui si basa questa versione figura come l’edizione del 1867: 59 capitoli e circa 184.000 parole. Qui ci sono 15 capitoli e circa 15.400 parole, più o meno un dodicesimo. Come in Dickens, a raccontare è lo stesso Pip, e ci sono le tre tappe della sua storia: l’infanzia nelle paludi e a Satis House, la vita a Londra con grandi speranze e ciò che accade quando quelle speranze si avverano in un modo che lui non si aspettava. Sono accorciati o tolti la casa dei Pocket a Hammersmith, le avventure teatrali di Wopsle, i bagordi di Pip e Herbert, le nozze di Wemmick e i parenti della signorina Havisham. Dickens scrisse prima un altro finale, più breve, e prima che uscissero gli ultimi capitoli lo cambiò su consiglio del romanziere Edward Bulwer-Lytton; questa versione segue il finale pubblicato nel 1861. Dal cinema e dalle serie non è stato preso nulla. Il romanzo integrale non è ancora nel catalogo.
Questa versione non ha l’audio su MovaReader, quindi Grandi speranze qui si legge soltanto. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo I, The Churchyard: 1.149 parole con le battute brevi e brusche del galeotto e del piccolo Pip spaventato tra le tombe.
Parola per parola si può tradurre anche senza piano, entro il limite giornaliero; l’intera frase la traduce Reader. Torna utile, per esempio, nel capitolo XII, quando la signorina Havisham chiede: If you can ever write under my name, ‘I forgive her’, though ever so long after my broken heart is dust, please do it! Though ever so long after significa «anche se moltissimo tempo dopo», e my broken heart is dust, «il mio cuore spezzato sia polvere». Nell’insieme: «Se mai potrà scrivere sotto il mio nome “La perdono”, anche se molto tempo dopo che il mio cuore spezzato sarà diventato polvere, lo faccia, per favore!»
La versione ha 15.406 parole. A 60-100 parole al minuto, con le pause per tradurre, escono tra 154 e 257 minuti, le 3-4 ore indicate dalla pagina. Il capitolo più lungo, il XV, Eleven Years Later, ha 1.470 parole (15-25 minuti), e il più breve, il XIII, The Sluice House, 619 (6-10 minuti).
La pagina non segnala tratti, perché la difficoltà è uniforme. La frase media dei capitoli oscilla tra 11,9 parole (III, Satis House) e 14,1 (XII, Fire), e le parole lunghe vanno da 6 nel XIII, The Sluice House, a 34 nel II, Christmas Day, dove si ripetono Christmas, blacksmith e handcuffs.
Sì, se hai effettuato l’accesso al tuo account: il libro si apre nello stesso paragrafo e salva le parole che hai già tradotto. Uno qualsiasi dei 15 capitoli si apre dall’indice, per esempio il VII, London, dove Pip vede per la prima volta lo studio di Jaggers e conosce Herbert Pocket.