I. Las palmas
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Memorie di famiglia ed esilio, per C1
Domingo Faustino Sarmiento, 1850
Le memorie di Domingo Faustino Sarmiento nella prima edizione del 1850, il testo completo, non un adattamento. Nel catalogo sono C1: circa 79.900 parole e in media 34 parole per frase, con una parola su otto di 9 lettere o più. 25 sezioni: la dedica ai suoi connazionali, diciassette capitoli sulle famiglie di San Juan, la sua infanzia, gli studi e la vita pubblica fino all’esilio in Cile, e un’appendice finale di scritti e note.
Prima
Al livello B2 saranno faticosi i lunghi periodi dei capitoli di famiglia, forme antiche come elevábanse ed empero, e gli elenchi di nomi, date e luoghi; il capitolo XVI, sulla vita pubblica, è il punto più facile da cui cominciare.
B2Questo testo
Al livello C1 ce la puoi fare: le frasi lunghe si tengono insieme grazie a virgole e proposizioni, e il lessico di storia coloniale, istruzione e politica ritorna abbastanza spesso da poterlo imparare, traducendo singole parole o frasi intere.
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Al livello C2 il libro si legge con scioltezza, anche i fitti capitoli sulla famiglia Oro e su Funes; resta la politica argentina e cilena degli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, che richiede contesto più che lingua.
Inizia a leggereLa frase media ha 34 parole, più lunga che nel Facundo (C1, 30) e più corta che nei testi C2 del catalogo, come Ariel (46) e Il paradiso perduto (38). Una parola su otto ha 9 lettere o più (12,2%). La difficoltà è disomogenea: la dedica e i capitoli I-XV, su antenati, zii e infanzia, hanno in media circa 38 parole per frase, con punte vicine a 49 nel capitolo II e a 46 nel capitolo XII. Il capitolo XVI, sulla vita pubblica, scende a circa 25, il capitolo XVII, sul Cile, è intorno a 35, e gli elenchi e i documenti finali sono intorno a 27. Lunghi periodi, forme antiche come elevábanse ed empero, e una folla di parenti e nomi di luoghi lo rendono C1, non B2. Questa è la valutazione del catalogo, non una certificazione.
Julio Belin y Compañía, 1850. Wikisource
Scritte in Cile nel 1850, quando Sarmiento era un esule dall’Argentina e il governo di Buenos Aires lo copriva di insulti, queste memorie rispondono raccontando da chi discende. Si aprono con tre palme solitarie nella sua città natale, San Juan, e risalgono al popolo huarpe e alle prime famiglie, Mallea, Jofré, Albarracín e Oro. Poi passano allo storico Funes e al vescovo di Cuyo, a sua madre, che costruì la casa di famiglia con il suo telaio, alla casa della sua infanzia e agli studi, e a una vita pubblica che comincia con il carcere a sedici anni e la strada dell’esilio. Come il libro giudichi quel cammino, qui non lo sveliamo.
I. Las palmas
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XIV. Mi hogar paterno
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Scegli una parola sottolineata.
La frase d’apertura di 66 parole è costruita su un’unica immagine: tre palme (tres palmeros) si innalzano sopra gli aranceti. Elevábanse è se elevaban con il pronome dopo il verbo, un ordine antico e libresco, e no ha mucho significa non molto tempo fa. De los que quedan dos aún dice che due delle tre sono ancora in piedi. Poi a guisa de, come, introduce i pennacchi degli indiani d’America, e solo dopo la frase successiva spiega perché le palme sono qui una presenza estranea.
L’espressione chiave è cuyos adobes y tapias pudieran computarse en varas de lienzo: i muri si potrebbero contare in iarde di tela, perché sua madre tesseva il denaro che li costruì. Pudieran è il congiuntivo imperfetto di una possibilità (si potrebbero contare), ed empero è un antico sinonimo di sin embargo, tuttavia. Dopo di che la frase passa dalla casa di oggi alla casa del ricordo, la imagen indeleble che continua a tornare.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
La prima frase del capitolo I ha 66 parole e comincia con elevábanse no ha mucho tres palmeros solitarios: tradurre l’intera frase nel Reader mostra la cornice, tre palme sopra gli aranceti, prima che i dettagli si accumulino.
ReaderÈ l’originale, non un adattamento per chi studia: le memorie integrali di Sarmiento, con la dedica A mis compatriotas solamente, diciassette capitoli, l’appendice dei suoi scritti e le note numerate dell’autore. Il lettore segue la prima edizione di Santiago del 1850 (Julio Belin y Compañía) come trascritta su Wikisource, con ortografia modernizzata.
Recuerdos de provincia non ha un audiolibro su MovaReader: le memorie si leggono sullo schermo e la traduzione compare quando tocchi una parola. Ti servirà soprattutto per parole antiche e regionali come secadales, tapias o descollar.
Sì, con il piano Reader. Aiuta soprattutto nei capitoli di famiglia, dove le frasi sono lunghe: già la primissima, sulle tre palme, ha 66 parole. Senza il piano, le singole parole si traducono fino al limite giornaliero.
Le memorie intere richiedono circa 13-22 ore: il ritmo di chi legge con la traduzione delle parole nuove, più lento di quello di un madrelingua. I capitoli vanno da circa 200 parole (capitolo VI) a circa 9.500 (capitolo XV), quindi i più brevi stanno in una pausa e i più lunghi occupano una serata.
Dal capitolo XVI, sulla vita pubblica: circa 25 parole per frase, contro circa 38 nella dedica e nei capitoli I-XV. Il capitolo XVII, sul Cile, è intorno a 35, e gli elenchi e i documenti finali intorno a 27, anche se sono pieni di nomi e titoli.
Sì. Dopo l’accesso, il lettore ricorda il punto in cui sei arrivato e le parole che hai aperto, così puoi tornare alle memorie da dove avevi lasciato. Ognuna delle 25 sezioni si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio il capitolo XVI, La vida pública.