II. The Island That Was a Whale
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Adattamento A2: sette viaggi in sette giorni
Antoine Galland
Non hai davanti il testo di Galland né la traduzione di Andrew Lang, ma una versione in inglese semplice che MovaReader ha scritto per il livello A2 a partire dalla storia di Sinbad delle Mille e una notte francesi di Antoine Galland (1704). Sono 9 capitoli e 7.473 parole, con 10,8 parole per frase in media, e traducendo quelle sconosciute si leggono in 1-2 ore. Hindbad, un povero facchino di Baghdad, si lamenta ad alta voce della sua sorte sotto le finestre di una casa lussuosa e finisce seduto alla tavola del padrone, che per sette giorni racconta ai suoi ospiti i suoi sette viaggi per mare. Poiché il racconto è in prima persona, l’«io» del testo è quasi sempre Sinbad stesso.
Prima
Se vieni dallo scaffale A1, la novità è il passato: la prima frase porta già ruled e lived, e le frasi misurano in media 10,8 parole contro le 6-8 di lì. Il libro è anche più esteso: 7.473 parole, quasi il doppio di Jack e la pianta di fagioli (3.804).
A1Questo testo
In A2 si legge in modo uniforme: racconto in prima persona e al passato, capitoli da 491 a 1.098 parole, e porter, voyage, turban o raft spiegate dove compaiono per la prima volta.
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Con un B1, due o tre pomeriggi bastano per finirlo, e la traduzione servirà appena. Nel catalogo manca ancora il testo completo di Lang o di Galland, quindi il gradino successivo sono già i testi integrali dello scaffale B1 in inglese, con le frasi più corte in Fifty Famous People, di 12 parole, e poi quelli di B2.
Inizia a leggereQuesta versione riceve il livello A2 perché è raccontata al passato e per le sue frasi di 10,8 parole in media, secondo la formula del catalogo. È un po’ più che in Aladino e la lampada meravigliosa (10,3) e Alì Babà e i quaranta ladroni (9,9), anch’essi racconti di Galland, e due decimi più che in I viaggi di Gulliver (10,6), dove è pure il viaggiatore stesso a narrare le sue traversate. I libri dello scaffale A1 sono raccontati al presente e con frasi di 6-8 parole. Per capitoli, la media va da 9,7 parole nel I, dove il facchino, il servo e Sinbad si scambiano battute brevi, a 11,5 nel IV, che ha poco dialogo. I fatti procedono al past simple, lo sfondo lo mette il past continuous (many guests were sitting round a table full of wonderful food), il past perfect rimanda a ciò che viene prima (Sinbad had passed the open window before the feast) e nei dialoghi compaiono il present perfect (He has sailed across every sea under the sun) e will (So I will tell you the true story). Ci sono 75 parole di 9 lettere o più, l’1,0%, circa una ogni cento: più che in Aladino (0,8%) e meno che in Alì Babà (1,5%), e le più ripetute sono surprised (7 volte), everything e something (4 ciascuna). Le parole poco comuni le spiega il testo stesso: A porter is a man who carries heavy things for other people, A voyage is a long journey by sea. Le sue 7.473 parole superano un po’ quelle di Aladino (6.964), ma la lunghezza non cambia il livello. I testi integrali in inglese partono da B1, con 12 parole per frase in Fifty Famous People; in B2, Le avventure di Sherlock Holmes di Conan Doyle ne hanno in media 16, e le parole lunghe sono lì il 4,5%, quattro volte e mezzo di più. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
Ai tempi in cui il califfo Harun al-Rashid governava Baghdad, un povero facchino di nome Hindbad attraversa la città in una giornata di caldo con un carico pesante e si siede a riposare all’ombra di una casa splendida. Dalle finestre escono profumo di buon cibo e musica, e il facchino si lamenta ad alta voce: perché Dio dà a uno una vita così dolce e a lui una così amara? Un servo lo fa entrare. Il padrone, il famoso Sinbad il marinaio, ha sentito ogni parola, ma non si arrabbia: fa sedere il facchino accanto a sé e gli spiega che la sua ricchezza gli è costata fame, paura e pericoli. Da quel giorno racconterà ai suoi ospiti uno dei suoi sette viaggi ogni giorno. Nel primo, il giovane Sinbad, che ha sperperato l’eredità di suo padre, si imbarca a Bassora con alcuni mercanti; senza vento, la nave si ferma vicino a un’isoletta verde e bassa, i viaggiatori vi accendono un fuoco, e all’improvviso l’isola comincia a tremare: è una balena addormentata. Nel secondo, i suoi compagni dimenticano Sinbad addormentato su un’isola deserta, dove tra gli alberi biancheggia l’enorme uovo di un roc, un uccello gigantesco. Sinbad si lega con il turbante a una zampa dell’uccello e finisce in una valle profonda con il suolo coperto di diamanti e serpenti enormi nascosti tra le rocce. Come ne esce e cosa lo aspetta nei viaggi successivi lo racconta il libro stesso.
II. The Island That Was a Whale
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III. The Roc and the Valley of Diamonds
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Scegli una parola sottolineata.
Nella prima frase, could not move non parla di un divieto, ma di qualcosa di impossibile: senza vento, la nave «non poteva muoversi». Only a little higher than the sea unisce il comparativo higher a only a little, «appena un po’ più alta del mare», e per questo l’isola si confonde così facilmente con una balena. In The captain let us go onto it, let è seguito dall’infinito senza to: il capitano «ci lasciò scendere». Le grida dalla nave sono al presente e con contrazioni, It isn’t an island! It’s a sleeping whale!, perché i marinai parlano di quello che accade in quello stesso istante. Before I could move equivale a «prima che potessi muovermi». Lo sfondo lo mette ancora il past continuous: I was holding a piece of wood for our fire, «io avevo in mano un pezzo di legno per il nostro fuoco», e held on to it, «mi aggrappai a esso», spiega perché Sinbad non annegò. L’ultima frase è corta e secca: la nave se ne andò senza di lui.
As if a great black cloud was coming over me significa «come se una grande nuvola nera mi venisse addosso»: dopo as if arriva il past continuous, perché Sinbad descrive un’impressione e non una nuvola vera. Bigger than any bird in the world combina il comparativo con any, «più grande di qualsiasi uccello del mondo». La parola roc la chiarisce subito il testo, e turban, con una subordinata: the long piece of cloth that I wore round my head. As thick as a tree paragona con as... as, «grosso come un albero». In I used it to tie myself to the roc’s foot si appoggiano used it to, «lo usai per», e myself, «me stesso». I pensieri di Sinbad sono tra virgolette e al futuro, the bird will fly away, perhaps it will carry me, e And that is what happened, «ed è quello che successe», torna al passato. So high that I could not see the earth e so fast that I almost fainted esprimono la conseguenza con so... that: «così in alto che», «così in fretta che». As soon as vuol dire «appena».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader aiuta nel capitolo III, nella valle dei diamanti: The mountains around it were so high and steep that nobody could climb them. La costruzione so... that unisce causa e conseguenza, around it rimanda alla valle e them alle montagne: «le montagne che la circondavano erano così alte e ripide che nessuno poteva scalarle».
ReaderNo, è un adattamento: tutte le frasi le ha scritte MovaReader in inglese semplice, e la trama e i personaggi vengono dalla Histoire de Sindbad le marin, che Antoine Galland pubblicò in francese nel 1704, nel terzo tomo delle sue Les Mille et Une Nuits. La base è stata la versione inglese The Seven Voyages of Sindbad the Sailor, dal libro di Andrew Lang The Arabian Nights Entertainments (1898), disponibile su Project Gutenberg; il facchino si chiama Hindbad, come in Lang. Si conservano i sette viaggi nell’ordine di Lang, divisi in 9 capitoli, anche se mancano alcuni episodi secondari, come i pesci di duecento cubiti, il rinoceronte o il picco di Adamo. Le scene dure sono raccontate con delicatezza e senza dettagli. I nomi hanno la grafia attuale: Baghdad, Basra e Harun al-Rashid al posto di Bagdad, Balsora e Haroun-al-Raschid di Lang, e l’eroe si chiama Sinbad, non Sindbad. Lang usa circa 16.200 parole; questa versione, 7.473, meno della metà. Nel catalogo non figurano ancora né il Lang né il Galland integrali.
Sinbad il marinaio non ha audio su MovaReader: la versione esiste solo come testo, quindi il ruggito delle onde e le grida dei marinai li mette chi legge. Per esercitarti ad alta voce conviene il capitolo I, The Porter and the Sailor: 542 parole, quasi la metà (46%) in bocca a Hindbad, al servo e a Sinbad.
Per vedere tradotta una frase completa bisogna abbonarsi a Reader; l’accesso gratuito si limita a un numero di parole al giorno. Qui è utile, per esempio, nel capitolo I, quando si chiarisce come il padrone sa quello che ha detto il facchino: Sinbad had passed the open window before the feast, and he had heard every word. Le due metà sono al past perfect, had passed e had heard, perché tutto è avvenuto prima della conversazione a tavola: «Sinbad era passato davanti alla finestra aperta prima del banchetto e aveva sentito ogni parola».
Tutto il libro richiede da 75 a 125 minuti, perché il catalogo ipotizza che, traducendo quello che non si conosce, si leggano 60-100 parole al minuto; sulla pagina figura come 1-2 ore. L’VIII è il capitolo più corto, 491 parole, e si sbriga in cinque-otto minuti; per il più lungo, il V, con 1.098, calcola fino a diciotto.
La pagina non segna tratti: da un capitolo all’altro la frase media cambia meno di due parole. La più bassa è nel I, con 9,7 parole, la più alta nel IV, con 11,5, e gli altri capitoli stanno tra 10,1 e 11,3. Ci sono più parole lunghe nel V (14) e nel IX (13), e meno che in ogni altro nel I, solo 3.
Con la sessione avviata, MovaReader ti riporta al punto esatto di Sinbad in cui ti sei fermato e salva nel tuo elenco ogni parola che hai tradotto. I 9 capitoli figurano nell’indice, quindi puoi tornare quando vuoi all’uovo gigante e alla valle dei diamanti, il III, The Roc and the Valley of Diamonds.