II. Soledad primera
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Un poema barocco in versi, per il livello C2
Luis de Góngora, 1921
Il poema integrale di Luis de Góngora, dall’edizione di Foulché-Delbosc del 1921 con l’ortografia modernizzata, non un adattamento: la dedica al duca di Béjar, la Soledad primera e la Soledad segunda incompiuta. Nel catalogo è di livello C2: circa 11.600 parole e 27 parole per frase. Un giovane, naufrago e disprezzato in amore, viene gettato a riva e accolto dai caprai nella prima Soledad e dai pescatori nella seconda.
Prima
Al livello C1 conoscerai le parole intorno ai miti, ma l’iperbato ti fermerà: il verbo sta spesso a molti versi dal suo soggetto, e parole di forma latina come ministrar o esotras richiedono una seconda occhiata.
C1Questo testo
Al livello C2 puoi leggerlo con il Reader: affronta una Soledad in brevi sedute, traduci le frasi intere dove l’ordine delle parole si contorce, e lascia che i versi brevi, di circa sei parole ciascuno, dettino il ritmo.
Controlla questo passaggioLa frase media ha 27 parole e una parola su tredici ha 9 lettere o più, numeri che per un libro in prosa significherebbero il livello B2. Per i versi il catalogo valuta anche la lingua stessa, e qui è lei a decidere il livello, perché questo è culteranismo, il verso spagnolo più difficile del Siglo de Oro. Góngora piega l’ordine delle parole (iperbato), così un verbo può arrivare dieci versi dopo il suo soggetto; costruisce parole e costrutti di forma latina (ministrar, fragrante, esotras); e vi stipa allusioni mitologiche, da Giove ed Europa a Ganimede, l’Acquario e Fetonte, che devi riconoscere prima che una frase abbia senso. L’edizione del 1921 mette inoltre molti punti fermi, perciò le frasi sulla pagina sembrano più corte del pensiero che prosegue sui versi. Altri versi del catalogo, come Campos de Castilla (17 parole per frase) o Fuenteovejuna, sono di livello B2 perché la loro sintassi è lineare; quella di Góngora no. Le parti si assomigliano: la dedica ha 22 parole per frase in media, ciascuna Soledad circa 27. Da qui il livello C2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
Hispanic Society of America, 1921. Internet Archive
Nella prima Soledad un giovane, naufrago e disprezzato in amore, viene gettato su una riva rocciosa in primavera. I caprai lo accolgono, gli danno riparo e cibo, e lui assiste alla festa di nozze di un villaggio di montagna con danze, canti e giochi. Nella seconda Soledad passa a un’isola di pescatori: lo accoglie un vecchio con due figli e sei figlie, e la visita porta con sé la pesca, canti attraverso l’acqua e una caccia con i falchi. Dove vada la storia da lì non viene rivelato qui.
II. Soledad primera
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III. Soledad segunda
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Scegli una parola sottolineata.
La prima frase dedica dieci versi alla stagione prima che arrivi il verbo principale. È primavera: il toro in cui si trasformò Giove per rapire Europa, con corna come una luna crescente e i raggi del Sole per criniera, bruca stelle in campi di zaffiro. Solo allora compare il vero soggetto, colui che saprebbe servire la coppa di Giove meglio di Ganimede, «el garzón de Ida», naufrago e disprezzato. Il suo verbo è «da al mar», «si dà al mare», qualche verso dopo. Cerca prima era, pace e da, e i miti diventano decorazione.
In «De jardín culto así…» il soggetto è «la imitada peña», la roccia artificiale chiamata «urna de Acuario», e il suo verbo è «le enviste», «lo investe», quattro versi dopo. Avvicinali e la similitudine si legge chiaramente: lo scherzo d’acqua di una grotta da giardino inzuppa un contadino ignaro, come le figlie del pescatore abbagliano l’ospite. Qui fontanero è il fontaniere che gira la llave, il rubinetto, e nubes sono la nebbiolina e gli spruzzi su cui cammina.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Nella frase iniziale, «Era del año la estación florida», il verbo che porta avanti la storia aspetta diversi versi dietro i miti: tradurre l’intera frase nel Reader mostra come si incastrano le proposizioni.
ReaderÈ l’originale, non una versione ridotta per chi impara: il poema completo di Luis de Góngora, con la dedica al duca di Béjar, la Soledad primera (1.091 versi) e la Soledad segunda (979 versi), che è incompiuta. Góngora scrisse le Soledades nel 1613 e nel 1614. Il lettore segue l’edizione di Raymond Foulché-Delbosc del 1921 (Hispanic Society of America, New York), tratta dall’Internet Archive; l’ortografia è modernizzata, la punteggiatura è quella dell’edizione. Il testo è stato riconosciuto da una scansione e controllato a mano, quindi possono restare alcuni errori di OCR, per lo più accenti mancanti.
Le solitudini non ha un audiolibro su MovaReader: il poema si legge a schermo. La traduzione compare quando tocchi una parola, e ti servirà soprattutto per parole colte o arcaiche come ministrar, querellas o esotras.
Sì, con il piano Reader. Qui è più utile dove l’ordine delle parole si contorce, come nella frase iniziale, «Era del año la estación florida…», il cui verbo arriva diversi versi dopo i miti. Senza il piano, le singole parole si traducono fino al limite giornaliero.
L’intero poema richiede circa 2-3 ore: il ritmo di chi legge traducendo le parole nuove, più lento di quello di un madrelingua. Le due Soledades hanno circa 6.000 e 5.400 parole, quindi ciascuna basta per una serata, e la dedica è di soli 37 versi.
È uniforme, senza un tratto più facile su cui contare: la dedica ha 22 parole per frase in media ed entrambe le Soledades circa 27. L’aiuto migliore è leggere una Soledad in brevi sedute, poche decine di versi alla volta.
Sì. Dopo l’accesso il lettore ricorda il punto in cui eri arrivato e le parole che hai aperto, così puoi tornare al poema da dove l’avevi lasciato. Ciascuna delle 3 parti si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio la Soledad primera.