II. Shoes in the Morning
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Adattamento A1: tre fiabe di elfi
Jacob e Wilhelm Grimm
Questo non è il testo dei fratelli Grimm, ma una versione che MovaReader ha scritto in inglese semplice per il livello A1. Parte dalla fiaba Die Wichtelmänner (1812), che Margaret Hunt tradusse in inglese come The Elves e che non è una sola storia, ma tre racconti indipendenti sugli elfi. Il più noto, quello del povero calzolaio e dei suoi aiutanti notturni, si chiama in inglese The Elves and the Shoemaker e dà il titolo al libro; il secondo racconta come invitano una serva a un battesimo, e il terzo parla di una madre e di uno strano bambino nella culla. Il libro ha 11 capitoli brevi e circa 3.200 parole; la frase media è di 7,1 parole, e i dialoghi tra virgolette occupano poco più di un quarto del testo (27%).
Questo testo
Un lettore di A1 sarà rallentato solo da alcune parole della bottega e della vita di una volta, come leather, stitch, hearth o cradle. Il testo stesso ne spiega quasi tutte con una frase semplice subito dopo averle usate per la prima volta, per esempio Leather is the skin of an animal, e il resto si regge su brevi conversazioni tra il calzolaio e la moglie.
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Un lettore di A2 leggerà le tre storie con scioltezza; rallenterà solo nella lista dei vestiti del capitolo V, waistcoats, trousers, stockings, e in alcune forme del passato nelle battute, come slept, found o took.
Inizia a leggereCiò che colloca questa versione in A1 è soprattutto la lunghezza della frase, mentre la proporzione di parole lunghe richiede una spiegazione. Le frasi hanno in media 7,1 parole, come Il gatto con gli stivali e Cappuccetto Rosso, dentro la forbice dello scaffale A1 in inglese, che va da 6,1 in Jack e la pianta di fagioli a 7,8 ne La bella addormentata. Ci sono 79 parole di 9 lettere o più, più o meno una ogni 41, la proporzione più alta dello scaffale: in Jack, che finora era in testa, ne esce una ogni 60. Ma 36 di queste sono shoemaker e shoemakers, la parola del titolo, che basta tradurre una volta; senza, ne restano 43, circa una ogni 75, meno che in Jack, L’omino di pan di zenzero o La bella addormentata. Le altre sono soprattutto nomi di cose delle fiabe stesse: waistcoats e stockings nella lista dei vestiti, christening e godmother nella seconda storia, eggshells nella terza. Solo per le parole lunghe, la versione si avvicina ad Alice nel Paese delle Meraviglie, dello scaffale B2, dove è lunga una parola ogni trentacinque, ma lì le frasi hanno 20 parole, quasi il triplo. Si racconta al presente, e il passato compare soprattutto nelle battute: Did you get up in the night and make them?, I slept all night. Da un capitolo all’altro la frase media cambia poco, da 5,9 parole (II) a 7,8 (V e IX), ed è per questo che la pagina non segna fasce. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
Un calzolaio onesto lavora senza sosta, ma corrono tempi duri e diventa sempre più povero finché non gli rimane che il cuoio per un paio di scarpe. Di sera lo taglia, lascia i pezzi sul tavolo per cucirli al mattino e va a letto tranquillo. Ma all’alba trova sul tavolo le scarpe finite, senza un solo punto sbagliato, e il primo cliente le paga più di quanto gli chiedono. Da allora succede sempre lo stesso: ciò che il calzolaio taglia la sera, all’alba è fatto, i clienti riempiono la bottega e la povera casa comincia a prosperare. Chi li aiuta? Poco prima di Natale, il calzolaio e la moglie decidono di non coricarsi e di nascondersi per vedere. La seconda storia comincia con una lettera che una serva trova nel mucchio di spazzatura accanto alla porta: gli elfi le chiedono di fare da madrina al loro bebè. Nella terza, una madre si affaccia al mattino alla culla e vede che il bambino che c’è dentro non è il suo, ma un altro con la testa enorme che vuole solo mangiare e bere. Come finisce ciascuna delle tre storie è meglio scoprirlo nel libro.
II. Shoes in the Morning
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VIII. In the Hollow Mountain
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Scegli una parola sottolineata.
Il calzolaio confronta le scarpe della notte con le sue: better significa «migliori», e dopo than, «di», va ciò con cui si paragona. Very closely, «molto da vicino», dice come le esamina, e round and round, «girandole e rigirandole», come le gira tra le mani. Not one bad stitch suona più forte di no bad stitches, «nemmeno un punto sbagliato», e il testo stesso spiega cos’è uno stitch. In shoes like these e sews like this, like vuol dire «come»: «scarpe così» e «cuce così». E in nobody sews il verbo ha la -s perché in inglese nobody è grammaticalmente singolare, come he o she.
La parola hollow la chiarisce la frase successiva: It is empty inside, «dentro è vuota», e like a big house under the rocks aggiunge a cosa somiglia. Made of con il nome di un materiale indica di cosa è fatta una cosa: made of white ivory, «di avorio bianco», made of gold, «d’oro». L’apostrofo con la s indica di chi è qualcosa: the baby’s mother, «la madre del bebè», the baby’s bath, «il bagnetto del bebè». More beautiful than words can say significa «più bello di quanto si possa dire a parole»: gli aggettivi lunghi come beautiful formano il comparativo con more, non con la terminazione -er di small o fine. There are va davanti a un plurale, many elves e white pearls, e con un singolare sarebbe there is.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader traduce la frase intera senza limite giornaliero di parole, e servirà già nel capitolo IV con The shoemaker cannot take his eyes off them: take one’s eyes off è «distogliere lo sguardo», quindi l’insieme dice «il calzolaio non riesce a staccare gli occhi da loro», cosa che non si ricava traducendo parola per parola.
ReaderNo. È un adattamento: MovaReader ha scritto il testo inglese per conto suo e da Grimm e Hunt ha preso i tre racconti, i loro personaggi e la successione dei fatti. La fonte è la fiaba dei fratelli Grimm Die Wichtelmänner, il numero 39 del primo volume delle Fiabe del focolare (1812); la versione è stata confrontata con la traduzione inglese di Margaret Hunt, The Elves, del libro Household Tales by Brothers Grimm (1884), disponibile su Project Gutenberg. In Hunt i tre racconti sommano circa 1.200 parole, qui ce ne sono 3.227 al presente, quasi il triplo: le frasi scarne di Hunt sono diventate scene con dialogo, come quella del cliente in bottega o quella del padrone che legge la lettera alla serva, e le parole sconosciute, da leather a hearth, le spiega il testo stesso. Come in Hunt, nel primo racconto gli aiutanti sono chiamati solo little men, e la parola elves non compare fino al capitolo VII. Nel catalogo mancano ancora sia Die Wichtelmänner in tedesco sia la versione integrale di Hunt.
Questo adattamento non ha una versione audio in MovaReader. Se vuoi leggere ad alta voce, scegli il capitolo V: quasi la metà è chiacchierata tra il calzolaio e la moglie, facile da leggere in due.
Tradurre la frase in un colpo solo è compito del piano Reader; senza, si traduce parola per parola e con un tetto giornaliero. Vale la pena tradurre per intero Shall we stay up tonight?, del capitolo IV: shall we suona qui come una proposta, «e se...?», e stay up significa «restare svegli». O It is not his fault, but he gets poorer and poorer, del capitolo I, dove poorer and poorer vuol dire «sempre più povero».
Tra 32 e 54 minuti, più o meno: la versione ha 3.227 parole, e il catalogo conta su 60-100 al minuto traducendo quelle sconosciute. La prima storia occupa i capitoli I-VI, circa 1.800 parole; la seconda, i VII-IX, circa 850, e la terza, i X-XI, circa 550, quindi ognuna si legge in una sola seduta. Per capitolo, il IV è il più esteso (circa 340 parole) e l’XI il più breve (circa 210).
Non ci sono fasce: la frase media per capitolo va da 5,9 parole nel II, quando il calzolaio e la moglie esaminano le prime scarpe finite, a 7,8 nel V e nel IX. Quello che cambia tra i capitoli è piuttosto il lessico: il V, con la sua lista di vestiti, riunisce 14 parole lunghe, e il IX solo due. Anche il dialogo si concentra nel V, con quasi il 45% delle parole tra virgolette, e scarseggia nell’VIII, che descrive la montagna (circa l’11%).
Il tuo account MovaReader ricorda dove ti sei fermato e quali parole hai tradotto, e la prossima volta il libro si apre in quello stesso punto. Poiché sono tre storie, dall’indice di questa pagina puoi saltare direttamente alla seconda, nel capitolo VII, The Second Story: A Letter for the Servant Girl, o alla terza, nel X.