II. The Five Sisters
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Adattamento A2: il regno del mare e la strega
Hans Christian Andersen
MovaReader ha raccontato di nuovo in inglese semplice Den lille Havfrue (1837), la fiaba di Hans Christian Andersen, per chi legge già senza intoppi al passato: è un adattamento nostro, non il testo dell’autore né una traduzione. Nello scaffale A2 in inglese è il quarto libro: 9 capitoli, circa 5.500 parole, 10,4 parole per frase e da una a due ore di lettura. La più piccola delle sei figlie del re del mare passa anni ad ascoltare la nonna parlare di navi e città, e quando finalmente può salire in superficie vede su una nave un giovane principe, e proprio quella notte una tempesta raggiunge la nave.
Prima
Chi viene dall’A1 noterà due novità: il passato fin dalla prima riga, con forme come swam, rose o sank, e frasi di 10,4 parole in media, un terzo più lunghe che nei libri dello scaffale A1 (6-8 parole).
A1Questo testo
Per l’A2 va bene: racconto al passato, parole quasi sempre tra le più frequenti, e amber, foundling e page le spiega il testo nella stessa frase in cui compaiono per la prima volta.
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In B1 questa fiaba si legge in un pomeriggio quasi senza tradurre; per andare avanti tocca a un testo integrale B2, per esempio Alice nel Paese delle Meraviglie, dove solo una parola ogni 35 è lunga, ma le frasi sono già il doppio, con 20 parole.
Inizia a leggereAll’A2 la portano la lunghezza della frase e i tempi del passato, non il vocabolario. La frase media ha 10,4 parole: più de La bella e la bestia (9,9), Cenerentola (9,7) e Hansel e Gretel (9,4), dello stesso scaffale, pur restando dentro il livello, e 2,6 parole più de La bella addormentata, dello scaffale A1 (7,8). Le frasi più lunghe sono nei capitoli descrittivi I e II (11,1 e 11,2 parole), dove si descrivono il palazzo sotto il mare e le sorelle che salgono a turno; le più corte nel VI (9,7), dove la strega pone le sue condizioni in battute brevi. Il racconto va al past simple e al past continuous (the sun was just going down, big mountains of ice were floating on it), con qualche past perfect (had never seen) e used to (She used to sing much better than that), e sulla bocca della nonna e della strega risuonano will, must e be going to. Le parole di 9 lettere o più sono 68 in tutto il testo, l’1,2%, circa una ogni 81, e nessuna è un nome: la più frequente è grandmother (12 volte), poi daughters, everything, loveliest e mountains, 5 ciascuna. È la stessa proporzione de La bella e la bestia e meno che in Jack e il fagiolo magico, dello scaffale A1 (1,7%). Le parole rare sono spiegate dove compaiono: amber, a clear yellow stone; foundling, a lost child that somebody has found; page, a boy servant. La lunghezza, 5.465 parole, è quasi quella de La bella e la bestia (5.447) e non alza il livello. I testi integrali partono dal B1, con 12 parole per frase in Fifty Famous People, e in B2 la misura è un’altra: ne Il ritratto di Dorian Gray le frasi sono un quarto più lunghe, di 13 parole, e in Alice nel Paese delle Meraviglie le parole lunghe compaiono più del doppio delle volte che qui. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
Nel più profondo del mare, in un palazzo di corallo e ambra, vive il re del mare con le sue sei figlie, e la casa è governata dalla sua anziana madre. La principessa minore è silenziosa e pensierosa: nel suo giardinetto rotondo coltiva soltanto fiori rossi come il sole, e pianta un salice piangente rosa accanto alla statua di marmo di un ragazzo arrivato da una nave affondata. Le sirene non possono salire in superficie prima dei quindici anni, così per cinque anni ascolta ciò che hanno visto le sorelle maggiori: una città di notte, il tramonto, dei bambini in una baia, delfini e montagne di ghiaccio. Quando finalmente tocca a lei, vede su una nave un principe nel giorno del suo compleanno, e durante la tempesta porta il giovane, privo di sensi, fino a una spiaggia accanto a un tempio bianco e si nasconde dietro gli scogli finché non lo trova una ragazza del posto. La nonna le spiega che le sirene vivono trecento anni, ma non hanno un’anima che viva per sempre, e che potrebbe conquistarla solo se un uomo l’amasse e la sposasse. La strega del mare le dà una bevanda: la coda diventerà gambe, ogni passo le farà male come se calpestasse coltelli, il prezzo sarà la sua voce, e se il principe sposerà un’altra, la mattina dopo la sirenetta si trasformerà in schiuma. Il principe trova la ragazza muta sulla scalinata del suo palazzo, la lascia dormire davanti alla sua porta e la chiama la sua piccola trovatella, ma le vuole bene come a una bambina, e il suo cuore resta alla ragazza del tempio, che crede la sua salvatrice. Come si risolva la storia resta fuori da questa pagina.
II. The Five Sisters
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V. A Soul That Never Dies
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Scegli una parola sottolineata.
Then it was the third sister’s turn si legge «poi toccò alla terza sorella»: turn qui non è «giro», ma «turno». In some children, who were playing in the water, la proposizione con who descrive i bambini, e il past continuous were playing indica che il gioco era già in corso quando arrivò la sirena. Had never seen one è un past perfect: non aveva mai visto prima un cane, e one prende il posto di dog per non ripetere la parola. Due volte compare la coppia so... that: so frightened that she swam quickly back, «così spaventata che», e so far away that they looked like seagulls, «così lontani che sembravano gabbiani». Could swim without tails indica una capacità al passato: could è qui il passato di can.
La nonna passa dal passato al presente e al futuro, perché parla di una regola e non di qualcosa accaduto. Must segna due volte la condizione, «deve»: A man must love you, He must marry you. His own, alla fine della frase, sostituisce his own soul: l’anima la darà alla sirena e conserverà la sua. That will never happen nega l’intera frase con never, non con not: «non accadrà mai». In you need two clumsy sticks to be pretty, l’infinito to be risponde a «per che cosa»: «per essere bella». They call them legs usa call con lo schema «chi e come»: «le chiamano gambe».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve dove il senso dipende dalla grammatica e non dalle parole, come in You must suffer a little if you want to look beautiful, del capitolo III: must e if insieme danno «devi soffrire un po’ se vuoi essere bella».
ReaderNo: ogni frase l’ha scritta MovaReader in inglese semplice, e da Andersen vengono la protagonista senza nome, le sorelle, la nonna, la strega, il principe e l’andamento della storia. Andersen pubblicò Den lille Havfrue in danese nel 1837. La versione è stata confrontata con il testo inglese The Little Mermaid della raccolta Fairy Tales of Hans Christian Andersen, disponibile su Project Gutenberg. Lì la fiaba occupa circa 9.200 parole e qui 5.465: le lunghe descrizioni sono state tagliate (scompaiono, per esempio, la sabbia del fondo, azzurra come la fiamma dello zolfo, e le trombe e i soldati nel porto della città straniera), immortal soul è diventata a soul that never dies, draught in drink, e amber, foundling e page sono spiegate nel testo. Nessun episodio cambia posto rispetto ad Andersen. Anche il finale è quello di Andersen, non quello dei successivi film di animazione, ma questa pagina non lo racconta. La fiaba integrale di Andersen in inglese non è nel catalogo; nello scaffale A1 in inglese ci sono altre versioni di Andersen: Il brutto anatroccolo, I vestiti nuovi dell’imperatore e La principessa sul pisello e altre fiabe.
La sirenetta non ha una narrazione registrata in MovaReader: è solo da leggere. Per leggere ad alta voce il migliore è il capitolo V, A Soul That Never Dies: il 62% delle sue parole è tra virgolette, perché è quasi tutto una conversazione tra la sirenetta e la nonna.
La traduzione della frase completa fa parte del piano Reader; in quello gratuito vedi il significato di parole singole fino a esaurire il limite del giorno. Qui la frase intera serve di più nelle condizioni immaginarie, come If he married another girl, she would become foam on the sea the next morning, del capitolo VII: married, dopo if, non racconta qualcosa di passato, ma equivale a «se sposasse», e would become a «si trasformerebbe».
Il catalogo calcola 60-100 parole al minuto traducendo quelle sconosciute, e per 5.465 parole fa da 55 minuti a un’ora e mezza; da qui le 1-2 ore della pagina. Il capitolo più corto, il IX, ha 372 parole, da 4 a 6 minuti, e il più lungo, l’VIII, 853, da 9 a 14 minuti.
La difficoltà è uniforme, quindi la pagina non segnala fasce: la frase media dei capitoli oscilla tra 9,7 parole (VI, The Sea Witch) e 11,2 (II, The Five Sisters). Le parole lunghe abbondano di più nei capitoli I e III, 10 in ciascuno, tra cui princesses, grandmother e lightning, e negli ultimi tre capitoli ce ne sono solo 5 per capitolo.
Sì. Con l’accesso effettuato, il libro si riapre nella riga in cui ti sei fermato, e le parole tradotte restano lì. Dall’indice di questa pagina si apre uno qualsiasi dei 9 capitoli, per esempio il IV, The Beach and the Palace, dove la sirenetta si nasconde dietro gli scogli per vedere chi trova il principe sulla spiaggia.