I. The Poor Beggar
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Adattamento A1: un bambino come un pollice
Joseph Jacobs
Questa è una versione MovaReader in inglese semplice per il livello A1, e non il testo di Joseph Jacobs: la fiaba popolare inglese The History of Tom Thumb, della sua raccolta English Fairy Tales (1890), riscritta con frasi corte. In italiano a volte si chiama anche Pollicino, ma non è il Pollicino di Perrault né quello dei fratelli Grimm: al posto del bosco e dell’orco compaiono il mago Merlino e la corte di re Artù. Undici capitoli brevi raccolgono circa 3.800 parole; ogni frase ha in media 6,8 parole, e quello che dicono i personaggi riempie più o meno un quinto del testo. Le avventure si susseguono capitolo dopo capitolo: il sacchetto di noccioli di ciliegia, il budino, la mucca rossa e poi il corvo e il pesce.
Questo testo
In A1 la fiaba procede senza intoppi: ogni avventura sta in un capitolo, e le parole poco comuni, come ploughman, tinker, batter o furrow, il testo le spiega con una frase semplice a parte appena compaiono.
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In A2 si legge in un pomeriggio; al massimo faranno fermare un momento alcune parole della vita di una volta, come waistcoat o threepenny.
Inizia a leggereFrasi e parole indicano qui lo stesso livello, A1. Le frasi hanno in media 6,8 parole, come ne I musicanti di Brema, e sono più lunghe che ne I tre porcellini (6,4) e in Jack e la pianta di fagioli (6,1), anche loro tratti da Jacobs; nello scaffale A1 in inglese la frase media va da 6,1 a 7,8 parole (La bella addormentata). La fiaba riunisce 28 parole di 9 lettere o più, più o meno una ogni 140, quindi sta sopra I musicanti di Brema (20) e sotto Riccioli d’oro o Il gatto con gli stivali, con 33 ciascuno. Quasi la metà la fa una sola parola, ploughman, «contadino»: compare 12 volte, 11 nel capitolo I, e il testo la spiega subito con A ploughman works in the fields with a plough. Butterfly esce altre cinque volte, e i capitoli III, IV, V e XI non hanno nessuna parola lunga. Si racconta al presente, e il passato risuona nelle battute, più chiaramente nel capitolo III, quando un ragazzo cattura Tom dentro il sacchetto: You took my cherry stones. Le frasi più corte sono nel capitolo X, 6,2 parole, e le più lunghe nel IX, 7,8, dove c’è più descrizione che battute. I testi integrali cominciano in B1, con 12 parole per frase in Fifty Famous People, e in B2 La macchina del tempo arriva a 17, con una proporzione di parole lunghe circa nove volte maggiore. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Joseph Jacobs, “Tom Thumb”, English Fairy Tales (1890), Project Gutenberg
Il mago Merlino, travestito da vecchio mendicante, bussa alla casetta di un contadino, e la brava donna, dopo avergli dato pane e latte, gli confida che sogna un figlio, anche se non fosse più grande del pollice del marito. Poco dopo nasce proprio un bambino così. La regina delle fate gli dà il nome di Tom Thumb, e le fate gli cuciono un cappello di foglia di quercia, una camicia di ragnatela e scarpette di pelle di topo. Tom non cresce, ma diventa molto furbo: ruba noccioli di ciliegia agli altri ragazzi finché uno lo prende dentro il suo sacchetto. Poi cade nell’impasto di un budino, e sua madre, convinta che il budino sia stregato, lo getta sulla strada, dove lo raccoglie un povero stagnaro. Una mucca rossa lo inghiotte insieme a un cardo, un corvo lo porta sopra il mare e lì lo inghiotte un pesce enorme. Il pesce viene comprato per la tavola di re Artù, e il cuoco, aprendolo, trova dentro un bambino vivo. Cosa attende Tom a corte, questa pagina non lo racconta.
I. The Poor Beggar
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VIII. A Present for Home
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Scegli una parola sottolineata.
Joseph Jacobs, “Tom Thumb”, English Fairy Tales (1890), Project Gutenberg
La moglie del contadino costruisce la frase con if più presente e poi will più verbo: se ha un figlio, sarà la donna più felice. Come in italiano con se, dopo if va il presente, have, e non will have. Happiest viene da happy: la y diventa i, si aggiunge -est e davanti va the. As small as vuol dire «piccolo come», e il breve I don’t mind si traduce con «non mi importa». In a very funny idea, funny è «buffo», quindi Merlino non si rallegra: trattiene la risata.
Take as much as you can carry dice letteralmente «prendi tanto quanto riesci a portare»: il re non fissa una quantità, la misura la dà la forza di Tom stesso. Your Majesty è il modo di rivolgersi al re, «Maestà», e Tom lo ripete più e più volte parlando con il re. It is made of a water bubble indica di cosa è fatta una cosa: made of più il materiale, qui una bolla d’acqua. Threepenny coin è un’antica moneta d’argento britannica da tre penny, poca cosa per un uomo e un peso per Tom, e tutto il paragrafo gioca su questo contrasto tra very small e very big.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader traduce la frase intera senza limite giornaliero di parole, e serve già nel capitolo I con He can look like anybody he likes, dove like compare due volte e ogni volta significa una cosa diversa.
ReaderNo, è un adattamento MovaReader: da Jacobs vengono la trama e i personaggi, e il testo è scritto di nuovo. La fonte è The History of Tom Thumb, della raccolta English Fairy Tales di Joseph Jacobs (1890), disponibile su Project Gutenberg. Nelle sue note, Jacobs racconta di aver preso la fiaba da un libretto popolare venduto dagli ambulanti, un chap-book, e di aver tagliato buona parte della seconda metà; i giganti che Tom affronta in altre versioni inglesi non sono nella sua. La fiaba di Jacobs ha circa 1.900 parole, la versione 3.829: i passaggi in versi, come quello sui vestiti di Tom, si raccontano con frasi comuni, e le scene diventano conversazioni, come la richiesta della moglie del contadino davanti a Merlino o le domande del re sui genitori di Tom. Gli episodi seguono lo stesso ordine. Il testo integrale di Jacobs non è nel catalogo; della stessa raccolta, lo scaffale A1 ha I tre porcellini e Jack e la pianta di fagioli.
Nessuno ha ancora registrato questa fiaba in MovaReader, quindi non c’è l’audio. Per leggere ad alta voce, il migliore è il capitolo I: ha più battute di ogni altro, oltre il 30% delle parole tra virgolette, e la chiacchierata di Merlino con il contadino e la moglie si divide bene tra tre voci.
Le frasi intere le traduce il piano Reader; senza, bisogna andare parola per parola fino a esaurire il limite giornaliero. Vale la pena tradurre per intero, per esempio, Her eyes go very big, del capitolo IV, che vuol dire che la madre resta molto sorpresa e non che gli occhi le diventano grandi, o He can hardly stand, dell’VIII, dove hardly significa «a stento», quindi Tom quasi non si regge in piedi.
Con 3.829 parole e il ritmo che il catalogo ipotizza traducendo quelle sconosciute, da 60 a 100 al minuto, la lettura dura tra 38 e 64 minuti. Un capitolo richiede da due a otto minuti: il più lungo, il IV, quello del budino, ha circa 460 parole, e il più corto, l’XI, circa 230.
La pagina non ha fasce: da un capitolo all’altro la frase media oscilla solo tra 6,2 parole (X) e 7,8 (IX). Solo le parole lunghe si distribuiscono in modo disuguale: il capitolo I ne ha undici, e tutte e undici sono ploughman, il X ne ha dieci, e il III, il IV, il V e l’XI non ne hanno nessuna. Le battute abbondano soprattutto nel capitolo I, con oltre il 30% delle parole tra virgolette, e scarseggiano nel IX, con circa il 15%.
Il punto di lettura e le parole tradotte restano legati al tuo account, quindi, con la sessione attiva, riprendi la fiaba dove l’avevi chiusa. L’indice di questa pagina ha 11 capitoli, e da lì puoi aprire direttamente, per esempio, il V, The Red Cow, in cui la madre lega Tom a un cardo con un filo perché il vento non se lo porti via.