III. Вечір у садку
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Una sposa cosacca nella Mosca del Seicento
Lesja Ukrajinka
Un racconto di MovaReader in prosa ucraina moderna semplice, non il dramma in versi originale di Lesja Ukrajinka, scritto per chi se la cava già con l’ucraino di tutti i giorni e vuole una storia con un vero sfondo storico. Nel catalogo è B1: circa 5.100 parole in 10 capitoli, 11 parole per frase in media, e circa il 40% del testo è dialogo. La figlia di un ufficiale cosacco sposa un boiaro nato in Ucraina e lo segue dal Dnepr nelle stanze chiuse delle donne di una casa di Mosca.
Prima
Al livello A2 ti fermerai spesso: le frasi di 11 parole uniscono due proposizioni con бо, а o що, e le parole della corte del Seicento, come терем, дяк o воєвода, richiedono un tocco.
A2Questo testo
Si legge al livello B1 se conosci il passato e il discorso riportato: gran parte della storia è conversazione riferita con сказала, що..., e parole chiave come звичай, чужина e неволя ritornano finché non hai più bisogno di tradurle.
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Al livello B2 si legge quasi senza traduzione, un modo rapido per conoscere la storia prima dell’originale in versi di Lesja Ukrajinka, che nel catalogo è al livello B2.
Inizia a leggereLa frase media ha 11 parole, come nel racconto del catalogo della Canzone della foresta di Lesja Ukrajinka (11) e più degli adattamenti A2 come Natalka Poltavka (9-10). Le parole lunghe sono rare: una parola di 9 lettere o più è il 4,3% del testo, contro il 5,3% della Canzone della foresta, e la maggior parte sono comuni verbi quotidiani come засміялась o подивилась. A tenerlo al livello B1 è il contenuto: circa il 40% di dialogo, gran parte del resto discorso riportato (сказав, що..., спитала, чи...), e il vocabolario della corte moscovita (терем, воєвода, дяк, супліка, присяга) accanto a quello dell’Ucraina cosacca (старшина, корогва, жупан). L’originale è un’opera teatrale in cinque atti in versi, stampata con l’ortografia della sua epoca (се per це); qui tutto è semplice prosa moderna. La difficoltà è uniforme: i capitoli vanno da 10,3 a 12,1 parole per frase. Da qui il livello B1. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Wikisource
Negli anni Sessanta del Seicento, gli anni di guerra civile che gli ucraini chiamano la Rovina, un giovane di nome Stepan arriva da Mosca in una cittadina cosacca sulla riva sinistra del Dnepr. È ucraino di nascita, ma come il suo defunto padre serve lo zar da boiaro. Alla tavola dell’ufficiale cosacco Oleksa Perebijnyj, il figlio di Oleksa, Ivan, definisce tradimento un simile servizio, e Stepan risponde che non alzerà mai un’arma contro un fratello. La figlia di Oleksa, Oksana, prende le sue parti, e la stessa sera in giardino si confessano il loro amore. Dopo le nozze Oksana segue Stepan a Mosca, dove la accolgono una suocera gentile e sua sorella Hanna. Ma nel terem, le stanze superiori delle donne, le mogli si coprono il volto, le ragazze non escono mai da sole e vengono combinate da una mezzana, e un ospite può pretendere un bacio dalla padrona di casa. Stepan porta allo zar una supplica dei cosacchi ucraini e chiede a Oksana di rompere i contatti con i suoi amici e suo fratello, legati alla causa dell’etmano Dorošenko. Cosa succede dopo non viene rivelato qui.
III. Вечір у садку
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VI. Московський звичай
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Scegli una parola sottolineata.
In якого випустили з темниці, «che hanno fatto uscire dalla prigione», il verbo випустили è plurale e non ha soggetto. L’ucraino usa questa forma dove l’italiano direbbe «che è stato fatto uscire»: chi agisce è sconosciuto o non importa. La ritroverai in Бояр покликали на великий бенкет, «i boiari furono invitati a un grande banchetto».
«Слово й діло», «parola e azione», era una vera formula nella Moscovia del Seicento: chi la gridava accusava qualcuno di un crimine contro lo zar, e l’accusato veniva portato all’interrogatorio, spesso sotto tortura. Accanto compare l’espressione зігнути в три погибелі, alla lettera «piegare in tre morti», cioè schiacciare completamente qualcuno.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
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Con il piano Reader, MovaReader traduce l’intera frase dove un condizionale unisce due proposizioni, come in Якби ми тут не гнули спини, то на Україні царські воєводи зігнули б нашу родину в три погибелі, «se qui non piegassimo la schiena, in Ucraina i governatori dello zar schiaccerebbero la nostra famiglia».
ReaderUn adattamento, non il testo originale. È il racconto in prosa di MovaReader, in ucraino moderno semplice, del poema drammatico Бояриня di Lesja Ukrajinka, scritto nell’aprile del 1910 e stampato per la prima volta nel 1914, dopo la sua morte, nella rivista di Kyiv Рідний край; la trama segue l’edizione di Katerynoslav del 1918 su Wikisource. La forma è cambiata: l’originale è un’opera teatrale in versi in cinque atti, con didascalie, canti popolari e l’ortografia del 1918 (се, теє, ій per їй); qui è una storia in prosa di circa 5.100 parole in 10 capitoli. I personaggi e le scene restano nel loro ordine, i lunghi discorsi politici sono accorciati, e alcune brevi battute sono conservate come dialogo, come «Де твій брат?» e «Москва сльозам не вірить». Le parole offensive che nel dramma moscoviti e ucraini si rivolgono a vicenda sono tolte. L’opera originale è anche nel catalogo, al livello B2, insieme a Nelle catacombe, nell’edizione di Katerynoslav del 1918.
No, su MovaReader non c’è una versione audio di questo libro; il testo si legge sullo schermo. Tocca una parola sconosciuta e compare la traduzione: qui saranno soprattutto parole della Moscovia del Seicento e dell’Ucraina cosacca, come вотчина (la tenuta ereditaria di un nobile con i suoi servi) o супліка (una supplica al sovrano).
Sì: la traduzione di intere frasi è inclusa nel piano Reader. La maggior parte delle frasi qui si può leggere parola per parola, quindi ti servirà soprattutto per le immagini e i detti, come Я не татарський хан, щоб тримати людей на присязі, як на шнурку, «non sono un khan tataro per tenere le persone al giuramento come al guinzaglio». Senza il piano puoi comunque toccare le singole parole.
Circa un’ora per tutto il libro, con il ritmo di chi studia e si fa tradurre le parole nuove, non di un madrelingua. I 10 capitoli vanno da circa 340 parole (capitolo VI) a circa 620 (capitoli III e X), quindi ognuno sta in una breve seduta.
La difficoltà è uniforme dall’inizio alla fine: ogni capitolo ha in media 10-12 parole per frase. Il capitolo III, la scena d’amore in giardino con molte brevi repliche, è il più leggero con 10,3; il capitolo VI, in cui Stepan spiega l’usanza moscovita, è il più denso con 12,1. Il capitolo I ha il maggior numero di parole lunghe (5,6%), perché espone la storia; gli altri restano tra il 3,4% e il 5,4%.
Sì. Dopo l’accesso, il lettore ricorda dove ti sei fermato e quali parole hai aperto. Anche l’indice in questa pagina apre direttamente uno qualsiasi dei 10 capitoli, per esempio il capitolo IV, «Терем» (Il terem, le stanze delle donne al piano di sopra).