I. 1648-1649: Початок війни Хмельницького
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Le guerre cosacche del 1648-1702, di prima mano
Samovydec’ (anonimo), 1878
La cronaca del Testimone oculare completa nel suo ucraino medio originale, non un adattamento: il racconto di un anonimo ufficiale cosacco degli anni 1648-1702, nella vecchia ortografia dell’edizione di Kyiv del 1878, con in fondo la breve Cronaca di Chmil’nyk (1636-1650). È pensata per chi ha un livello avanzato e vuole leggere l’ucraino com’era scritto al tempo degli etmani, come chi impara l’inglese si rivolge a Shakespeare: circa 39.500 parole in 12 capitoli raggruppati per anni più la Cronaca di Chmil’nyk, con 35 parole per frase in media. L’autore si definisce solo testimone oculare (самовидець); gli studiosi più spesso fanno il nome di Roman Rakuška-Romanovskij (morto nel 1703), un tempo tesoriere dell’Etmanato e poi sacerdote a Starodub.
Prima
Al livello C1 le vecchie lettere e le parole polacche ti fermano a ogni riga (ѣ, ъ, барзо, жебы), e una frase di 35 parole può contenere un’intera campagna. Il romanzo di Kuliš La rada nera, ambientato proprio nella rada del 1663 che questa cronaca descrive, è la via più dolce al passato cosacco.
C1Questo testo
Al livello C2 leggi un documento dall’interno dello Stato cosacco: quando ѣ si legge come і e i connettivi polacchi diventano familiari, le annotazioni anno per anno sono chiare e veloci da seguire.
Controlla questo passaggioC2 qui significa leggere una fase storica della lingua, come Shakespeare per chi impara l’inglese o le cronache del Seicento per chi impara lo spagnolo. È l’ucraino di cancelleria della fine del Seicento, mescolato con polacco e slavo ecclesiastico, e un dizionario moderno spesso non basta: il tocco per la traduzione può non trovare le ortografie antiche. I numeri: le frasi hanno in media 35 parole, contro le 27 de La strega di Konotop di Kvitka, il più lungo dei libri C1, e il 15,8% delle parole ha nove lettere o più, contro il 13,8% de La città di Pidmohyl’nyj, una delle quote più alte tra gli originali C1. L’edizione del 1878 stampa ѣ circa 2.900 volte e chiude con ъ circa 8.000 parole (гетманъ, войскъ). Le antiche forme di caso riempiono ogni pagina: circa 770 genitivi plurali in -ихъ/-ыхъ, 590 forme di которій («che»), 230 di оный («quello»). Le parole polacche reggono la sintassi: же («che») circa 330 volte, жебы («affinché») 147, барзо («molto») 63, зась («e, invece») 42, албо («o») 30. La sola formula di corte его царского величества («di Sua Maestà lo zar») ricorre 118 volte. Da qui il livello C2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
Друкарня К. Н. Мілевського, 1878. Wikisource
Il cronista apre con le cause della guerra del 1648: cosacchi costretti ai lavori nelle tenute dei signori, colonnelli mandati dall’etmano della corona polacca che si intascano la paga, e la fede ortodossa sotto pressione. A Čyhyryn il capitano cosacco Bohdan Chmel’nyc’kyj, uomo ingegnoso e di buona penna, perde la sua tenuta di Subotiv a favore del vicestarosta Čaplyns’kyj. Entra in possesso di una carta regia delle libertà cosacche facendo ubriacare chi la custodiva e prendendogli la chiave, scende oltre le rapide del Dnipro, stringe un’alleanza con il khan di Crimea ed è accettato come capo da tutto l’Esercito zaporoghese. Da lì la cronaca procede anno per anno: la guerra intorno a Zbaraž e Berestečko, la svolta dei cosacchi verso lo zar nel 1654, e dopo Chmel’nyc’kyj gli etmani che si contendono la mazza, come alla Rada nera del 1663 a Nižyn, dove Somko e Brjuchovec’kyj arrivano con i loro eserciti. Terremoti, raccolti e il prezzo della segale sono annotati accanto alle guerre. Che cosa succede dopo, qui non lo diciamo.
I. 1648-1649: Початок війни Хмельницького
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V. 1662-1663: Чорна рада
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Scegli una parola sottolineata.
In questa edizione ѣ è la і di oggi e la ъ finale è muta: мѣстѣ è місті, дѣлахъ è ділах. I verbi al passato maschile finiscono in -лъ dove l’ucraino moderno ha -в, quindi мешкалъ è мешкав e отнялъ è відняв. La congiunzione и è la і di oggi.
Questa frase si regge su participi: взявши вѣдомость (avendo ricevuto notizia), вишовши з Гадячого (essendo partito da Hadjač). Cerca i verbi al presente (висилаетъ, простуетъ, розсилаетъ) e il resto va a posto. жеби è il polacco żeby, «affinché», e заразъ qui significa «subito», non «ora».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Gli esordi tortuosi del cronista sono dove tradurre l’intera frase in Reader ripaga, come in «Зараз по веснѣ заводится на новое лихо, чого за инихъ гетмановъ не бивало, то есть чорной ради» («Appena in primavera comincia una nuova sventura, quale non ci fu sotto altri etmani, cioè la Rada nera»), che apre l’anno 1663.
ReaderÈ l’originale, non una versione per chi impara: la cronaca del Testimone oculare (Літопис Самовидця) completa per il 1648-1702, seguita dalla breve Cronaca di Chmil’nyk (Хмільницький літопис) per il 1636-1650. L’autore anonimo scrisse intorno al 1700, e la cronaca fu stampata per la prima volta nel 1846 da Osyp Bodjans’kyj a Mosca. Il testo viene da Wikisource, che riproduce l’edizione preparata da Orest Levyc’kyj sulla base di manoscritti appena trovati (Kyiv, 1878, tipografia di K. N. Milevskij), nella sua vecchia ortografia con ѣ, ъ e ы. Abbiamo tolto le note a piè di pagina del curatore con le varianti e i suoi titoli e la nota finale in russo, scritto ґ dove l’edizione stampa una g latina, rimosso un segno combinato che la copia digitale usava per il segno di abbreviazione degli scribi e corretto sulla scansione tre titoli di anno letti male nella copia digitale (1663, 1673, 1682). Le parole tra parentesi sono aggiunte del curatore e restano come stampate. La cronaca descrive massacri, esecuzioni e carestie con crudezza, e usa le parole dell’epoca per gli ebrei, i polacchi e altri popoli, alcune delle quali oggi sono offensive.
Su MovaReader non c’è un audiolibro della cronaca del Testimone oculare: si legge a schermo. Tocca una parola e compare la traduzione, anche se alcune ortografie antiche possono non essere trovate; ti servirà per parole come барзо («molto», dal polacco bardzo) o фортеліовъ («astuzie», dal polacco fortel).
Sì, con il piano Reader. Aiuta soprattutto con le lunghe catene di proposizioni del cronista e con righe come «Не душечка загинула, не душечка тежъ и въ орду пошла!» nella Cronaca di Chmil’nyk («Quante anime perirono, e quante anime furono portate nell’Orda!»). Senza il piano, le singole parole si traducono fino al limite giornaliero.
L’intera cronaca richiede circa 7-11 ore al ritmo di chi legge con la traduzione delle parole nuove. I suoi 12 capitoli di anni vanno da circa 2.300 parole (capitoli II e IV) a 3.900 (capitolo I, la rivolta del 1648-1649), e la Cronaca di Chmil’nyk in fondo ne ha circa 1.200, quindi un capitolo sta in una o due sedute.
La cronaca in sé è uniforme: in ogni capitolo la frase media va da circa 30 a 43 parole, la più breve nel capitolo II (1650-1653) e la più lunga nei capitoli IV (1658-1661) e IX (1676-1679). I capitoli successivi hanno un po’ meno parole lunghe, circa il 14% nei capitoli IX-XI contro il 16-19% nei capitoli I-VIII. La parte più facile è la Cronaca di Chmil’nyk in fondo: brevi annotazioni di circa 14 parole per frase su raccolti, prezzi, tempo atmosferico e incursioni.
Sì. Dopo l’accesso, il lettore conserva l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto, così puoi tornare alla cronaca dove ti eri fermato. Ognuno dei 13 capitoli si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio V. 1662-1663: Чорна рада, l’elezione a Nižyn che mise cosacco contro cosacco.