II. The Curse of the Baskervilles
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Adattamento B1: un mistero a Dartmoor
Arthur Conan Doyle
Questa è una versione MovaReader in un inglese più semplice, per il livello B1, de Il mastino dei Baskerville (1902) di Arthur Conan Doyle, e non il testo dell’autore. È raccontata di nuovo con parole comuni, ma conserva la trama, i personaggi e tutti gli indizi che segue Holmes, e il narratore, come in Doyle, è il dottor Watson. Le circa 59.000 parole del romanzo qui stanno in 15.943 e 13 capitoli, da 3 a 4 ore di lettura. Il romanzo integrale non è nel catalogo; ci sono invece Le avventure di Sherlock Holmes integrali, al livello B2, e una versione A2 di due casi di Holmes, nel caso questo testo risulti ancora difficile.
Prima
Dall’A2 ciò che cambia è la frase, di 13 parole invece di 9-11, e tutta la grammatica del racconto: Past Perfect, discorso indiretto, periodi ipotetici. Cambia anche l’estensione: 15.943 parole per 3-4 ore, quasi il doppio della versione A2 di due casi di Holmes, da leggere prima se qui ogni frase costa fatica.
A2Questo testo
Proprio per il livello B1: il racconto di Watson procede uniforme dal primo all’ultimo capitolo, gli indizi si ripetono con parole semplici, e tra le parole nuove le più frequenti saranno moor, mire o butler, che si capiscono dal contesto.
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Con un B2, questa versione si legge in poche serate e quasi senza traduzione. Il passo successivo è Le avventure di Sherlock Holmes integrali, dello scaffale B2: dodici casi nella lingua di Doyle, con frasi di 16 parole.
Inizia a leggereA collocare questa versione al livello B1 sono la lunghezza della frase e la grammatica. La frase media ha 13 parole: 2,5 in più della versione A2 Sherlock Holmes: La lega dei capelli rossi e La banda maculata (10,5), e quanto i testi integrali dello scaffale B1, che vanno da Fifty Famous People (12) ai racconti di Beatrix Potter (14). Il racconto di Watson usa tutti i passati, anche il Past Perfect (larger than any hound that a man had ever seen), e inoltre il discorso indiretto, le relative e i periodi ipotetici (If anything happened to our young friend, who would get it?). Le parole di 9 lettere o più sono 385, il 2,4%, circa una ogni quarantadue, e quasi un terzo sono nomi: Stapleton, Barrymore, Baskerville. Sono meno che nei racconti di Beatrix Potter (3,4%) e quasi quante in Fifty Famous People (2,3%). Ciò che la separa dal B2 è il vocabolario: Il ritratto di Dorian Gray ha le stesse 13 parole per frase, ma il 4,7% di parole lunghe, il doppio, e Le avventure di Sherlock Holmes integrali hanno frasi di 16 parole e il 4,5% di parole lunghe. La difficoltà è uniforme: per capitoli, la frase media va da 11,0 a 14,3 parole. Valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Arthur Conan Doyle, The Hound of the Baskervilles (1902), Project Gutenberg
Una mattina arriva a Baker Street James Mortimer, un giovane medico di campagna di Dartmoor. Legge a Holmes e a Watson una vecchia leggenda di famiglia sul malvagio Hugo Baskerville e sul cane nero dell’inferno che gli squarciò la gola, e poi racconta loro la morte del suo amico sir Charles Baskerville. Tre mesi fa il vecchio è stato trovato morto nel viale dei tassi, accanto al cancelletto che dà sulla brughiera, con il volto deformato dal terrore, e non lontano Mortimer ha visto le impronte di un cane enorme. L’erede, sir Henry, è appena arrivato dal Canada, e a Londra gli capitano subito cose strane: una lettera anonima fatta con parole ritagliate da un giornale, degli stivali che spariscono, uno sconosciuto con la barba su una carrozza a noleggio. Holmes dice di non poter lasciare Londra e manda Watson con sir Henry a Baskerville Hall. Lì un evaso si nasconde nella brughiera, il maggiordomo Barrymore fa segnali con una candela di notte, il vicino Stapleton mostra a Watson il mortale acquitrino di Grimpen, e sua sorella gli chiede a bassa voce di tornare a Londra il prima possibile. Che cosa ulula di notte nella brughiera lo racconta il libro.
II. The Curse of the Baskervilles
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VII. The Stapletons of Merripit House
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Scegli una parola sottolineata.
Arthur Conan Doyle, The Hound of the Baskervilles (1902), Project Gutenberg
Would not go any further non è un futuro nel passato ma un rifiuto: «non vollero andare oltre». The bravest or perhaps the most drunk unisce due superlativi: l’aggettivo corto brave prende -est, e drunk, pur essendo corto, va con most perché è un participio. Near her lay the body of Hugo ha l’ordine invertito: dopo il complemento di luogo, il verbo lay va davanti al soggetto, come in «accanto a lei giaceva il corpo». But it was not these two bodies that made their hair stand up sottolinea i corpi: «ma non furono quei due corpi a far rizzare loro i capelli»; dopo made, stand va senza to. Larger than any hound that a man had ever seen combina comparativo e Past Perfect: had ever seen è «aveva mai visto fino ad allora», «più grande di qualsiasi cane che un uomo avesse mai visto». Tore out, passato di tear out, significa «strappò».
I have only been here two years è al Present Perfect perché Stapleton vive ancora lì: «sono qui solo da due anni»; davanti a two years può mancare for. Few men know it better than I do significa «pochi la conoscono meglio di me»: few senza a suona come «quasi nessuno», e il do finale sostituisce know per non ripeterlo. One wrong step there means death: dopo means può esserci un sostantivo da solo, «lì un passo falso significa la morte». Only yesterday è «proprio ieri», e per questo segue il Past Simple. I saw one of the moor ponies walk into it: dopo see il verbo va senza to quando si è vista l’azione intera. Was rolling and struggling, al Past Continuous, dipinge ciò che durava davanti agli occhi di Watson, e I went cold with horror esprime un cambiamento di stato con go e aggettivo: «mi si gelò il sangue dall’orrore».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve quando il senso dipende da un periodo ipotetico, come nel capitolo V, quando Holmes chiede dell’eredità: If anything happened to our young friend, who would get it? Qui il Past Simple dopo if non parla del passato ma di una situazione immaginata, e l’intera frase significa «se al nostro giovane amico capitasse qualcosa, chi erediterebbe tutto?».
ReaderNo, è un adattamento. L’inglese di queste pagine è di MovaReader; da Arthur Conan Doyle vengono la trama, i personaggi, il racconto in bocca a Watson e tutti gli indizi: il bastone di Mortimer, la lettera fatta con parole ritagliate da The Times, gli stivali che spariscono, la carrozza a noleggio numero 2704. Il romanzo uscì a puntate su The Strand Magazine nel 1901 e 1902, e nel 1902 fu pubblicato in volume da George Newnes; questa versione è stata scritta a partire dal testo di Project Gutenberg. Circa 59.000 parole dell’originale qui sono raccontate in 15.943 più semplici, e i 15 capitoli sono 13: i rapporti e il diario di Watson sono stati riuniti in due capitoli, e l’ultimo, A Retrospection, qui si chiama Looking Back. Sono rimasti fuori altri casi di Holmes che lui menziona di sfuggita, le cause legali di Frankland, quasi tutto il discorso sui crani e sugli antichi abitanti della brughiera, e la parola antiquata di Doyle per il mercante di cavalli Murphy è stata cambiata con un neutro horse-dealer. Il romanzo integrale non è nel catalogo; ci sono invece Le avventure di Sherlock Holmes integrali, al livello B2, e la versione A2 Sherlock Holmes: La lega dei capelli rossi e La banda maculata.
Questa versione non ha l’audio, solo il testo. Per leggere ad alta voce va bene il capitolo III, The Problem: quasi tutto sono brevi domande di Holmes e risposte del dottor Mortimer, facili da dividere tra due voci.
Per tradurre un’intera frase serve Reader; senza pagare si traducono parole singole, con un limite giornaliero. Dove si nota di più è nel capitolo IV, davanti alla lettera anonima: As you value your life or your reason keep away from the moor. As qui significa «poiché», value è «apprezzare», e reason non è «ragione» nel senso di motivo ma «giudizio, lucidità», quindi la lettera dice: «se tiene alla sua vita e alla sua lucidità, stia lontano dalla brughiera».
Il catalogo conta da 60 a 100 parole al minuto e arrotonda i due estremi a ore intere. Al ritmo più veloce, le 15.943 parole richiedono circa 2 ore e 40 minuti, e al più lento, quasi 4 ore e mezza, da cui le 3-4 ore. I capitoli sono brevi: il più breve, il XIII, ha 998 parole (da 10 a 17 minuti), e il più lungo, il XII, 1.502 (da 15 a 25 minuti).
Nella pagina non ci sono tratti: la difficoltà è uniforme dal primo all’ultimo capitolo. La frase media per capitoli va da 11,0 parole nel X, Death on the Moor, pieno di battute brevi, a 14,3 nell’I e nel XIII, dove Holmes spiega con calma le sue conclusioni. Le parole lunghe sono meno nel capitolo I (17) e più nel VII (45), dove un terzo sono i nomi Stapleton e Barrymore.
Con l’accesso effettuato torni al paragrafo in cui eri rimasto, e le parole tradotte restano salvate. Dall’indice puoi aprire uno qualsiasi dei 13 capitoli, ma un giallo si gusta meglio in ordine: i dettagli dei capitoli londinesi, dal II al V, tornano a contare nella brughiera.