I. Poor Miss Taylor
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Adattamento B1: nozze, intrecci ed errori
Jane Austen
Questo non è il testo di Jane Austen, ma il suo romanzo Emma raccontato di nuovo da MovaReader in un inglese più semplice, per il livello B1, in 16 capitoli. Il romanzo integrale non è nel catalogo: nel testo di Project Gutenberg ha circa 157.000 parole e quasi 23 parole per frase. Questa versione si ferma a circa 14.300 parole, con frasi di 13 parole in media e vocabolario frequente al posto del lessico colto, e nonostante questo non salta nessun colpo di scena della trama: il ritratto e la sciarada del signor Elton, la lettera di Robert Martin, il pianoforte per Jane Fairfax, il ballo alla locanda della Corona, la gita a Box Hill e il vero finale del romanzo. Poche battute restano quasi come le scrisse Austen, tra cui il rimprovero del signor Knightley It was badly done, Emma. L’ironia resta in frasi brevi: il narratore racconta molte cose con la voce della stessa Emma, e il lettore vede i suoi errori prima di lei. Nulla proviene da film o serie. Allo stesso livello c’è un’altra Austen: la versione B1 di Orgoglio e pregiudizio. Con la traduzione, la lettura richiede da 2 a 4 ore.
Prima
Dall’A2 la storia si segue bene, ma le frasi sono più lunghe (13 parole contro le 9-11 degli adattamenti A2) e ciò che conta non viene detto apertamente: l’ironia sta nei pensieri di Emma, che il narratore racconta come se fossero fatti.
A2Questo testo
Proprio per il B1: capitoli da 719 a 1.151 parole, parole nuove che compaiono soprattutto nelle conversazioni di vita quotidiana e, come parole più lunghe, i nomi dei personaggi.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Per un lettore di livello B2 questa versione sarà una lettura leggera. Emma integrale non è nel catalogo, ma ci sono altri romanzi di Austen: Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento, in C1, con frasi di 21 e 25 parole.
Inizia a leggereIl livello B1 è segnato soprattutto dalla lunghezza delle frasi: la formula del catalogo dà 13,2 parole, mentre gli adattamenti A2 in inglese stanno tra 9 e 11, e gli adattamenti B1 già pubblicati tra 12,7 e 13,4. A seconda del capitolo, la media scende a 10,4 nel XV, Two Secrets, una conversazione di battute brevi, e sale a 16,5 nel II, Harriet Smith, dove la narratrice presenta Harriet e spiega i piani di Emma. Ci sono 360 parole lunghe, di 9 lettere o più: il 2,5%, circa una ogni quaranta. È un po’ più che nella versione di Orgoglio e pregiudizio (2,1%), e la colpa è dei nomi: Knightley compare 68 volte, Woodhouse 43, Churchill 24 e Hartfield 18, e insieme sommano più di due quinti di tutte le parole lunghe. Senza di loro resta una parola lunga ogni settanta. Invece Il ritratto di Dorian Gray, in B2, ha le stesse 13 parole per frase e il 4,7% di parole lunghe. La grammatica del B1 compare per intero: Past Perfect (Her mother had died so long ago that Emma could hardly remember her), passivo (and the ball was put off), discorso indiretto, condizionali di secondo e terzo tipo (If she were rich, I would not mind; If he had really wanted to come, he would have come long ago) e phrasal verbs come put off o put up with. Circa due quinti delle parole sono tra virgolette. Il difficile non è il vocabolario, ma l’ironia: il narratore presenta i pensieri di Emma con la voce di lei, e ciò che a Emma sembra evidente molto spesso risulta falso. Il romanzo integrale, nel testo di Project Gutenberg, ha quasi 23 parole per frase. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Jane Austen, Emma (1815), Project Gutenberg
Highbury, un paese del Surrey all’inizio dell’Ottocento. Emma Woodhouse ha quasi ventun anni, è bella, intelligente e ricca, e vive nella tenuta di Hartfield con un padre affettuoso che si preoccupa di tutto. Quando la sua ex istitutrice, la signorina Taylor, sposa il signor Weston, Emma è convinta che quel matrimonio sia opera sua e cerca una nuova occupazione. La trova in Harriet Smith, una ragazza di genitori sconosciuti: la allontana dal contadino Robert Martin, che vuole sposarla, e si propone di accoppiarla al giovane pastore, il signor Elton. Il signor Knightley, vicino e vecchio amico di famiglia, l’unico che osa contraddirla, l’avverte che sta giocando con la vita degli altri. Più tardi arrivano a Highbury l’affascinante Frank Churchill, il figlio del signor Weston che tutti aspettavano da anni, e Jane Fairfax, la nipote silenziosa e orgogliosa della chiacchierona signorina Bates. Se i piani di Emma riescano e quante volte si sbagli su persone che credeva di conoscere a memoria, lo racconta il libro.
I. Poor Miss Taylor
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XIV. Box Hill
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Scegli una parola sottolineata.
I primi paragrafi guardano indietro, a vent’anni della vita di Emma, e per questo i verbi sono al Past Perfect: had died, had married, had been the mistress, had been taken, had come, had stayed. Così l’inglese segna che tutto questo è avvenuto prima del pomeriggio in cui comincia la storia. In the end she was less a teacher than a friend confronta con less ... than: «alla fine era meno un’insegnante che un’amica». L’ultima frase sembra un elogio, ma è il primo indizio della narratrice: Emma stimava molto l’opinione della signorina Taylor e, nonostante questo, si regolava con la propria. Su quel «ma» poggia tutto il romanzo.
Il signor Knightley costruisce il suo rimprovero con un periodo ipotetico di secondo tipo: If she were rich, I would not mind, «se fosse ricca, non mi importerebbe»; cioè non lo è, ed è per questo che la battuta è crudele. In she must probably sink further, must non esprime obbligo ma una certezza amara: «probabilmente dovrà cadere ancora più in basso». It was badly done, Emma. Badly done, indeed! è alla lettera «è stato fatto male», e in fondo «ti sei comportata male»; la seconda frase, senza verbo, rafforza soltanto la prima. For the pride of a moment significa «per l’orgoglio di un momento», e many of whom will copy the way you treat her, «molti dei quali imiteranno il modo in cui la tratti».
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader serve quando l’ironia sta in una sola frase, come nel capitolo IV: A man in love, she told herself, would naturally see wit in the girl he loved. See wit in vuol dire «vedere arguzia in», e she told herself, «si diceva», lascia intendere che Emma cerca di convincersi: la poesia parla di ready wit, «arguzia pronta», e Harriet non si distingue certo per arguzia.
ReaderNo, è un adattamento MovaReader e non il testo di Jane Austen. Emma fu pubblicato nel dicembre 1815 dalla casa editrice londinese di John Murray (il frontespizio reca la data 1816), e questa versione è stata scritta a partire dal testo del romanzo su Project Gutenberg. Quasi tutte le frasi sono nuove; solo alcuni passaggi restano vicini ad Austen: la sciarada del signor Elton, il gioco di Box Hill e il rimprovero del signor Knightley. Il romanzo integrale non è nel catalogo. Ha circa 157.000 parole, e qui ci sono 16 capitoli e 14.322 parole, meno di un decimo. Restano l’amicizia di Emma con Harriet, il ritratto, la sciarada e la lettera di Robert Martin, la neve di Natale e il viaggio in carrozza, la signorina Bates e Jane Fairfax, l’arrivo di Frank Churchill, il pianoforte, la signora Elton, il ballo, gli zingari, il gioco delle lettere, le fragole di Donwell, Box Hill e il finale del romanzo. Sono state accorciate le lunghe chiacchierate del signor Woodhouse sulla salute, le visite e le lettere, e personaggi come la signora Goddard o i Cole vengono appena menzionati. Nulla proviene da film o serie. L’altro romanzo di Austen in versione B1 è Orgoglio e pregiudizio. Nella scena in cui Harriet viene aggredita si mantiene la parola di Austen, gypsies, come nel romanzo; oggi molte persone rom la considerano offensiva.
Questa versione non ha audio su MovaReader: qui si legge soltanto. Se hai voglia di leggere ad alta voce, prova il capitolo XI, The Ball at the Crown: la signorina Bates saluta tutti con una cascata di esclamazioni (This is brilliant indeed! Jane, Jane, look!) che a voce alta suona ancora meglio.
Le parole singole si possono tradurre senza un piano, entro il limite giornaliero; la frase completa la traduce Reader. È utile, per esempio, nel capitolo XIV: Pardon me, but you will be limited as to number. Only three at once. Limited as to number vuol dire «limitata nel numero», e la battuta di Emma suona più o meno così: «Mi scusi, ma ci sarà un limite: solo tre alla volta». Cioè la signorina Bates dice molte più di tre sciocchezze, e per queste parole Emma sentirà poco dopo il rimprovero del signor Knightley.
A 60-100 parole al minuto, con le pause per tradurre, le 14.322 parole richiedono circa 145-240 minuti, che la pagina arrotonda a 2-4 ore. Il capitolo più lungo, il XVI, In the Garden at Hartfield, ha 1.151 parole (12-19 minuti), e il più breve, il XV, Two Secrets, 719 (7-12 minuti).
La pagina non segna tratti, perché le differenze tra i capitoli non formano un blocco difficile continuo. Le frasi più lunghe sono dove comanda la narrazione: il II, Harriet Smith (16,5 parole), il I (15,7) e il X (15,3). Le più corte, dove parlano i personaggi: il XV, Two Secrets (10,4), e l’XI, The Ball at the Crown (10,7). Se un capitolo narrato diventa pesante, la scena successiva con dialogo di solito è più facile.
Sì. Con l’accesso effettuato, il lettore ricorda il paragrafo in cui ti sei fermato e le parole che hai tradotto. Ci sono 16 capitoli, e uno qualsiasi si apre dall’indice con un clic, per esempio il XII, Gypsies and Alphabets.