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Una novella sanatoriale degli anni Venti per il C1
Mykola Khvylovy, 1928
La novella integrale di Mykola Khvylovy in ucraino, pubblicata per la prima volta nel 1924, non un adattamento, nel testo dell’edizione di Charkiv del 1928. Per chi ha un livello avanzato (C1) e vuole incontrare il modernismo ucraino degli anni Venti nella sua forma più sperimentale: un sanatorio pieno di rivoluzionari esauriti, visto attraverso il diario di un paziente e un racconto in terza persona. Circa 34.800 parole in un prologo e venti capitoli, circa 6-10 ore di lettura.
Prima
A livello B2 le scene di dialogo sono gestibili, ma la grafia del 1928 (инший, иноді, хорий), il lessico del sanatorio e del partito (лежанка, губздрав, плебеї) e i lunghi paesaggi lirici, pieni di neologismi dell’autore, ti fermeranno quasi in ogni pagina.
B2Questo testo
A livello C1 si legge in una o due settimane, un capitolo per seduta: i litigi tra le brande scorrono veloci, mentre i paesaggi che aprono i capitoli e i monologhi interiori dell’anarca vanno presi con calma.
Controlla questo passaggioCon margine in più
A livello C2 la lingua non pone ostacoli; resta il metodo: le voci del diario e del narratore che si sovrappongono, i ritornelli che tornano («санаторійна зона», «командна висота») e l’ironia che vi si nasconde.
Inizia a leggereCirca una parola su nove ha 9 lettere o più (11,2%), al livello di Я (Романтика) di Khvylovy (11,1%) e di Una storia sentimentale (11,0%) e molto sopra Fata Morgana di Kotsiubynsky (6,4%). Le frasi hanno in media 11 parole, ma 494 dei 1.079 paragrafi sono battute di dialogo, quindi i passaggi narrati sono più lunghi e densi di quanto suggerisca la media, e sono lirici: Khvylovy costruisce parole e immagini proprie, come тиховійна жура (un dolore che spira piano) o присмерковий час (l’ora del crepuscolo). L’edizione del 1928 conserva la grafia del suo tempo: инший e инакше per інший e інакше (59 volte), иноді per іноді (19), відповідальности, матеріял, спеціяльно. Tornano di continuo parole più antiche: хорий per хворий («malato», 62 volte; хворий non compare mai), мисль per думка (40), єсть per є (19), завше per завжди (13). Aggiungi la routine del sanatorio (лежанка, l’ora di riposo sulle brande; койка; палата; ординатор) e la politica degli anni Venti (плебеї, махаївщина, губздрав). Ogni capitolo ha tra l’8,7% e il 13,7% di parole lunghe. Da qui il livello C1. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
Державне видавництво України, 1928. Wikisource
Estate in una zona sanatoriale ai margini di una città di provincia: un fiume, meli, una fattoria sperimentale e, oltre i campi, la prigione cittadina. I pazienti stanno sdraiati sulle brande durante le ore di riposo prescritte, spettegolano, litigano a carte e «girano il bottone», lo slang locale per un flirt di vacanza. Al centro ci sono l’«anarca», un ex rivoluzionario enorme e irsuto che la bella e beffarda Maya soprannomina Savonarola; Khlonia, un giovane nervoso che scrive racconti patetici e li legge in segreto all’anarca; e la dolce infermiera Katria. Un giorno un tipografo piccolo e arrogante di nome Karno arriva con un fagotto e dichiara che resterà, con mezzi rivoluzionari se necessario. Nessuno sa chi sia, tutta la zona parla di lui, e l’anarca si convince che Karno lo sorvegli a ogni passo. Mentre l’estate diventa un autunno piovoso, l’anarca distingue a stento i fantasmi dalla realtà. Il diario di un paziente apre il racconto e lo incornicia. Cosa succede dopo non viene rivelato qui.
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Scegli una parola sottolineata.
Тиховійна non è nel dizionario: Khvylovy l’ha costruita da тихо («piano») e віяти («spirare, soffiare»), quindi тиховійна жура è «un dolore che spira piano»; жура è una forma poetica di журба. Присмерковий viene da присмерк («crepuscolo»). Cerca la radice dentro parole così. Саєта («freccia») è un raro prestito dallo spagnolo saeta.
Иноді è l’odierno іноді («a volte») e Иншої è іншої («altra»): la grafia del 1928 scriveva и all’inizio di queste parole, come in инший e инакше (59 volte nella novella). Nota anche хорий («malato»), usato 62 volte dove l’ucraino di oggi dice хворий, e la divisione dei pazienti in плебеї («plebei», gli operai) e інтелігенція.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
La narrazione di Khvylovy scivola tra il reale e l’immaginato, ed è qui che la traduzione dell’intera frase in Reader aiuta di più, per esempio «Моменти фантастики так переплутались із дійсністю, що він иноді буквально не міг відрізнити примари від реальної речи» («I momenti di fantasia si erano così intrecciati con la realtà che a volte non riusciva letteralmente a distinguere un fantasma da una cosa reale»).
ReaderÈ l’originale, non una versione per studenti: la novella integrale di Mykola Khvylovy, pubblicata per la prima volta nel 1924, con il suo prologo e tutti i venti capitoli. Il testo segue il volume II delle Opere di Khvylovy (Державне видавництво України, Charkiv, 1928) come trascritto su Wikisource, quindi la grafia è quella di quell’edizione: инший per l’odierno інший, иноді per іноді, відповідальности per відповідальності, матеріял per матеріал, e parole più antiche come хорий per хворий.
La storia della zona sanatoriale non ha un audiolibro su MovaReader: la novella si legge sullo schermo. Tocca una parola per vedere la traduzione; ti servirà fin dalle prime pagine per parole come лежанка (qui l’ora di riposo che i pazienti passano sulle brande, non il banco-letto sopra la stufa) o метранпаж (un tipografo, dal francese metteur en pages).
Sì, con il piano Reader. Aiuta nelle fantasticherie dell’anarca, per esempio «Він бачив, як у небі росла хрустальна фортеця з неможливо синім фасадом» («Vedeva crescere nel cielo una fortezza di cristallo con una facciata di un blu impossibile»). Senza il piano, traduci le singole parole fino al limite giornaliero.
L’intera novella richiede circa 6-10 ore: il ritmo di chi legge traducendo le parole nuove, più lento di un madrelingua. La maggior parte dei capitoli ha circa 1.300-2.400 parole, quindi un capitolo fa una seduta; il capitolo VIII è il più lungo (circa 2.400 parole), mentre il prologo (circa 800) e l’ultima pagina del diario, il capitolo XX (sotto le 400), sono i più brevi.
È abbastanza uniforme. Nei capitoli da I a XIX le frasi hanno in media circa 9-12 parole, tranne il capitolo II (circa 14); il prologo e l’ultima pagina del diario (capitolo XX) corrono in frasi lunghe e affannate. Le parole lunghe sono più dense nei capitoli I, VII, X e XV (13%-14%) e più rare nei capitoli V, VI, VIII e da XVII a XIX (sotto il 10%), quindi l’ultimo tratto si legge un po’ più in fretta.
Sì. Dopo l’accesso, il lettore ricorda l’ultimo punto raggiunto e le parole che hai aperto. Ogni capitolo si apre anche dall’indice in questa pagina, per esempio il capitolo XI (XI. Розділ 11).