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Poemi che l’impero russo non voleva stampare

Il sogno, Il Caucaso, L’epistola e altri poemi Сон. Кавказ. Посланіє та інші поеми

Taras Ševčenko, 1876

Sedici poemi politici, profetici e biblici di Taras Ševčenko nell’ucraino originale, non un adattamento, come stampati nel secondo volume del Kobzar senza censura pubblicato a Praga nel 1876. È pensata per chi ha il livello C2 e vuole i poemi che fecero di Ševčenko il poeta nazionale dell’Ucraina, ed è pronto a versi dell’Ottocento con lo slavo ecclesiastico e un po’ di russo intrecciati. Circa 16.000 parole in 16 capitoli, uno per poema, dalle 88 parole di Testamento alle 3.050 di Marija.

  • C2
  • 15 985 parole
  • 3-4 ore

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I numeri semplici non collocherebbero questo libro al livello C2: il 7,7% delle parole ha 9 lettere o più, circa come La famiglia di Kajdaš nella sua ortografia del 1879 (7,8%, C1), e le frasi hanno in media 12 parole, lontane dalle 27 de La strega di Konotop di Hryhorij Kvitka-Osnov’janenko. Nei versi quella media dice comunque poco: una frase può estendersi su un’intera strofa, e i dialoghi di anime e corvi in Velykyj ljoch arrivano a 8 parole mentre Marija raggiunge 15. C2 qui significa leggere una fase storica della lingua, come Shakespeare per chi impara l’inglese o Cervantes per chi impara lo spagnolo. L’edizione del 1876 scrive ё per йо e ьо 156 volte (ёго, слёзи), mette ъ o ь dove oggi c’è un apostrofo 76 volte (пьяний, кровъю, сімьї) e conserva una и iniziale di parola 24 volte (Ирод, Иван); ѣ, ы e ѳ compaiono nei brani in russo e slavo ecclesiastico e nei nomi greci (здѣсь, бысть, Виѳлиєм). Quattro epigrafi sono in slavo ecclesiastico (Ащє кто рєчєть...), e così gran parte della dizione biblica (єси 7 volte, вскую, возхвалимо); forme lunghe di aggettivi come святая, святиї e тую ricorrono più di 200 volte, e alcuni personaggi del Sogno parlano russo. In più quasi ogni pagina poggia su storia e Scritture: Pietro I e Caterina II dietro l’iscrizione «Первому Вторая», Bohdan Chmel’nyc’kyj nominato 13 volte, un decabrista in Siberia, Erode e Nerone 7 volte ciascuno, il Colosseo, i Salmi e il profeta Osea. Qui un dizionario moderno spesso non basta, e il tocco per la traduzione può non trovare le ortografie antiche. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.

15 985
parole
12
parole in una frase media
3-4
ore di lettura
1876
Книгарня др. Грегра та Ф. Даттла

Книгарня др. Грегра та Ф. Даттла, 1876. Wikisource

Di cosa parla, senza svelare il finale

Il libro si apre con l’Ucraina come una madre che piange su un tumulo scavato da estranei, e con Čyhyryn, l’antica capitale di Bohdan Chmel’nyc’kyj, ormai muta. Nel Sogno un narratore brillo si addormenta e vola sull’Ucraina, sulle miniere e le prigioni della Siberia e sulla Pietroburgo imperiale, dove guarda i ministri inchinarsi allo zar e si ferma davanti alla statua di bronzo di Pietro I. L’eretico onora Jan Hus, Velykyj ljoch fa raccontare a tre anime e tre corvi come l’Ucraina fu tradita, e Il Caucaso rivolge il mito di Prometeo contro la guerra dell’impero sulle montagne. L’epistola ai suoi compatrioti rimprovera una nobiltà istruita che dimentica il proprio popolo, e Testamento chiede di essere sepolto su un tumulo sopra il Dnipro. Dieci Salmi di Davide, I re e Osea, capitolo XIV riscrivono la Bibbia come un giudizio sui tiranni; I neofiti segue una madre il cui figlio diventa cristiano nella Roma di Nerone, e Marija racconta il Vangelo attraverso la vita della madre di Gesù. Che cosa succede dopo, qui non lo diciamo.

Confronta due passaggi

Сон. Кавказ. Посланіє та інші поеми

III. Сон

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IX. Заповіт

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Wikisource

Chi cavalca il cavallo di bronzo?

Il cavaliere è il Cavaliere di bronzo, la statua di Pietro I sulla Neva a Pietroburgo, e «Первому Вторая» abbrevia la sua iscrizione, «al Primo dalla Seconda». Первий è Pietro I, che mandò reggimenti cosacchi a scavare canali e a costruire la sua capitale; Вторая è Caterina II, che abolì l’Etmanato e distrusse la Sič zaporoga. Роспинав è il moderno розпинав, «crocifiggeva», e доканала significa «finì»: l’Ucraina è la vedova e l’orfana. Охляп e у свиті, не свиті deridono l’imperatore che cavalca senza sella in un mantello che è appena un mantello.

Testamento nell’ortografia del 1876

Кровъю e сімьї sono кров’ю e сім’ї: questa edizione scrive ъ o ь dove l’ucraino moderno ha un apostrofo. Як понесе з України у синєє море кров ворожу non ha un soggetto proprio: è il Dnipro dei versi precedenti che porterà il sangue del nemico al mare. Синєє è un’antica forma lunga di синє, e l’ultimo verso, не злим тихим словом, significa «con una parola buona e quieta», alla lettera «con una parola non cattiva, quieta».

Capitoli

  1. IРозрита могила
  2. IIЧигирин
  3. IIIСон
  4. IVЄретик (уривки)
  5. VВеликий льох
  6. VIКавказ
  7. VIIХолодний яр
  8. VIIIІ мертвим, і живим... (посланіє)
  9. IXЗаповіт
  10. XІржавець
  11. XIПсалми Давидові
  12. XIIЦарі
  13. XIIIНеофіти
  14. XIVВо Іудеї, во дні они
  15. XVМарія
  16. XVIОсії. Глава XIV

La traduzione mentre leggi

Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.

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1 € al mese

Con il piano Reader, l’intera frase viene tradotta dove Il Caucaso si rivolge a Dio per cinque righe: Не нам на прю з Тобою стати, не нам діла Твої судить: нам тілько плакать, плакать, плакать, і хліб насушний замісить крівавим потом і слёзами! («Non spetta a noi contendere con Te, non spetta a noi giudicare le Tue opere: a noi spetta solo piangere, piangere, piangere, e impastare il nostro pane quotidiano con sudore di sangue e lacrime!»).

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Prima di leggere

È l’originale o un adattamento per chi studia?

È l’originale, non un adattamento: sedici poemi di Taras Ševčenko scritti tra il 1843 e il 1859, completi come li stampa l’edizione (L’eretico solo negli estratti che essa dà). La maggior parte non poté essere stampata nell’impero russo durante la sua vita; diversi, tra cui Il Caucaso, apparvero per la prima volta all’estero, a Lipsia nel 1859. Il testo segue il volume II del Kobzar stampato a Praga nel 1876 per la libreria del dott. Grégr e di Ferdinand Dattel, un’edizione senza censura fatta fuori dall’impero, come riprodotta su Wikisource; alcuni errori della trascrizione online sono stati corretti sulla scansione del libro. La scelta e l’ordine sono del catalogo: l’edizione stampa questi poemi in un ordine diverso tra molti altri. Le file di puntini vengono dai curatori del 1876 e segnano righe mancanti nelle loro fonti o tagliate dai censori. L’ortografia è quella dell’edizione: ё per йо (ёго), ъ o ь per l’apostrofo (кровъю, пьяний), и a inizio parola (Ирод). I poemi politici usano alcuni nomi d’epoca per i popoli vicini che oggi suonano duri.

Esiste un audiolibro?

Non c’è un audiolibro: i poemi si leggono a schermo, e un tocco su una parola mostra la traduzione. Ti servirà per parole come охляп («a pelo», nel Sogno) e вскую (slavo ecclesiastico «perché», nel Salmo XLIII). Le ortografie antiche si cercano più facilmente nella forma moderna: ёго come його, пьяний come п’яний, сімьї come сім’ї.

Posso tradurre una frase intera?

Sì, con il piano Reader. Aiuta dove una frase si distende su più righe, come nell’epistola ai compatrioti: Учітеся, брати мої, думайте, читайте, і чужому научайтесь, й свого не цурайтесь («Studiate, fratelli miei, pensate e leggete, imparate ciò che sanno gli altri e non rinnegate il vostro»). Senza il piano, le singole parole si traducono fino al limite giornaliero.

Quante ore ci vogliono?

Circa 3-4 ore al ritmo di chi legge con la traduzione delle parole nuove. I poemi differiscono molto per lunghezza: Testamento ha 88 parole, La tomba scavata circa 180, Il Caucaso circa 780, Il sogno circa 2.180, I neofiti circa 2.500 e Marija, il più lungo, circa 3.050; gli altri vanno da circa 200 a 1.050 parole. Un poema breve richiede pochi minuti, uno lungo una serata.

Dove il testo diventa più facile?

Dipende dal poema, non dal suo posto nel libro. Il vocabolario più semplice è in Testamento (4,7% di parole lunghe), Il Caucaso (5,0%), il breve Во Іудеї, во дні они (5,1%) e i Salmi (5,8%); il più denso è in Iržavec’ (13,0%), Osea, capitolo XIV (9,8%), La tomba scavata (9,6%), gli estratti da L’eretico (9,3%) e l’epistola (9,0%). Le frasi sono più brevi nei dialoghi di Velykyj ljoch (8,4 parole) e più lunghe in Marija (14,9) e nell’epistola (14,4). Lo slavo ecclesiastico è più pesante nelle epigrafi, nei Salmi e nei poemi del 1857-1859 in fondo.

Il punto raggiunto nel libro verrà salvato?

Sì. Dopo l’accesso, il lettore conserva il punto in cui sei e le parole che hai aperto, così puoi riprendere da dove avevi lasciato. Ogni poema si apre anche dall’indice di questa pagina, per esempio VI. Кавказ o IX. Заповіт.