VII. La partida y Cruz
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L’epopea del gaucho in prosa, adattamento MovaReader A2
José Hernández
È una rielaborazione di Martín Fierro in spagnolo semplice, non il testo originale: MovaReader ha scritto questo adattamento in prosa con dialoghi, senza le strofe di sei versi e la parlata gauchesca degli anni Settanta dell’Ottocento. Se cercavi Martín Fierro in spagnolo e il poema integrale, di livello B2, è ancora troppo difficile, qui trovi la stessa storia, che a livello A2 riesci davvero a finire, e copre entrambe le parti: El gaucho Martín Fierro (1872) e La vuelta de Martín Fierro (1879). Nel catalogo è A2: circa 7.800 parole, 9 parole per frase in media, 1-2 ore di lettura. Come nel poema, Fierro canta la propria storia con la chitarra, dal servizio sulla frontiera fino al nuovo incontro con i figli.
Prima
Con l’A1 i tempi del passato e le frasi più lunghe ti fermeranno: Fierro racconta nel pretérito indefinido e nell’imperfecto (llegué, vivía, me ataron, tenía), con 9 parole per frase in media, contro le 5-7 degli adattamenti A1.
A1Questo testo
Con l’A2 ce la fai: prosa breve invece delle strofe, i tempi del passato che conosci, e ogni parola della pampa spiegata dal testo appena compare.
Controlla questo passaggioCon margine in più
Con il B1 si legge con agio in una sera; il passo successivo naturale è il poema di Hernández, di livello B2 (25 parole per frase, 4,9% di parole lunghe e la parlata gauchesca), oppure lo scaffale B1, dove gli adattamenti hanno 11-12 parole per frase.
Inizia a leggereLa frase media ha 9 parole, un po’ meno che negli adattamenti A2 in spagnolo del Cantar de mio Cid e di Lazarillo de Tormes (10 ciascuno), contro le 5-7 degli adattamenti A1 e le 11-12 dello scaffale B1. Una parola di 9 lettere o più compare circa una volta ogni 37 parole (2,7%): meno spesso che nel Cid (3,1%) e un po’ più spesso che in Lazarillo (2,2%). La storia è raccontata in prima persona nel pretérito indefinido e nell’imperfecto, con molti dialoghi tra «» e il tú al posto del vos argentino. Le parole della pampa (pampa, rancho, pulpería, facón, malón, toldos, chiripá, payada) restano, ma il testo le spiega tutte la prima volta che compaiono. L’originale nel catalogo è B2: 25 parole per frase, una parola lunga ogni venti (4,9%) e soprattutto il dialetto gauchesco (naides, ansí, dende, juerza) e versi che piegano la grammatica alla rima. La difficoltà è uniforme: ognuno dei 14 capitoli ha 8-10 parole per frase. Di qui il livello A2. È una valutazione del catalogo, non una certificazione.
MovaReader. Project Gutenberg
Martín Fierro, un gaucho della pampa, si siede con la sua chitarra e canta la sua storia. Un tempo aveva un rancho, una moglie, due figli e del bestiame. Poi il giudice di pace lo fa arrestare in una pulpería, una bottega di campagna, e lo manda in un forte di frontiera: gli promettono sei mesi, e diventano tre anni senza paga, tra percosse, incursioni degli indios e una notte legato a terra ai paletti. Diserta e a casa trova solo rovine: la terra data a un altro, i figli a servizio presso altri, la moglie sparita. Fierro diventa un fuorilegge, combatte contro la polizia rurale, e in quello scontro il sergente Cruz cambia parte e si schiera con lui. Insieme attraversano la frontiera per vivere tra gli indios. Nella seconda parte Fierro torna, ritrova i figli, e ognuno di loro canta quello che ha passato senza di lui. Come finisce quell’incontro, lo racconta il libro.
VII. La partida y Cruz
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XII. El viejo Vizcacha
« , », . « . , . ».
« . : . . , . : ».
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Scegli una parola sottolineata.
Qui l’azione procede con verbi con se al pretérito indefinido: me puse en el suelo (mi sdraiai a terra), me hice la señal de la cruz (mi feci il segno della croce), me quité las espuelas (mi tolsi gli speroni). Il testo spiega da sé le parole della pampa: il chajá è un uccello che grida quando arriva qualcuno, la partida è la polizia rurale. Cuanto más triste está uno, más bonitas le parecen si legge «più sei triste, più ti sembrano belle».
Il vecchio Vizcacha dà i suoi consigli con imperativi al tú. Le forme affermative sono brevi: hazte, haz, quédate, ten, aprende. Con no, il verbo passa al congiuntivo: no cambies, no creas, nunca le lleves la contraria («non contraddirlo mai»). Tener un poste donde rascarse è alla lettera «avere un palo a cui grattarsi», cioè un protettore; El diablo sabe por diablo, pero más sabe por viejo significa che l’esperienza conta più dell’astuzia.
Il libro resta gratuito con ogni piano. Reader, a 1 € al mese, elimina il limite giornaliero di parole e frasi.
1 € al mese
Reader ti aiuta nel capitolo XIV, dove il cantore nero risponde a una domanda sulla legge: La ley se hace para todos, pero solo manda sobre el pobre; tradurre la frase intera mostra come lo spagnolo contrapponga due metà con pero.
ReaderÈ un adattamento MovaReader, non il testo originale: il poema di José Hernández in entrambe le parti, El gaucho Martín Fierro (1872) e La vuelta de Martín Fierro (1879), raccontato in prosa spagnola moderna e semplice con dialoghi, senza le strofe né le grafie gauchesche (ansí, naides), e con il tú al posto del vos. Come nel poema, Fierro racconta in prima persona; restano la frontiera e i paletti, la diserzione, Cruz, la vita tra gli indios, la donna prigioniera, i figli, il vecchio Vizcacha, Picardía, la sfida di canto e i consigli, insieme ai versi «Atención pido al silencio...» e «Los hermanos sean unidos...», che il testo spiega. Le descrizioni dei costumi degli indios, alcuni consigli di Vizcacha e di Fierro e i versi contro gli stranieri sono abbreviati, e gli insulti contro i personaggi neri non vengono ripetuti. Il poema integrale è nel catalogo come libro a sé, di livello B2.
Questo adattamento non ha un audiolibro in MovaReader: il testo si legge sullo schermo. Tocca una parola che non conosci per vederne la traduzione; qui saranno soprattutto parole come boleadoras, estaca, espuelas o cautiva.
Sì, con il piano Reader. Qui le frasi sono brevi, 9 parole in media, quindi raramente avrai bisogno di tradurne una intera, tranne dove Fierro guarda avanti dal passato: Si me quedaba en el fuerte, iba a encontrar allí mi tumba. Senza il piano, le singole parole vengono tradotte fino al limite giornaliero.
Circa 1-2 ore, al ritmo di chi traduce le parole nuove e non a quello di un madrelingua. I 14 capitoli hanno in media circa 560 parole: il più breve è il III, con 266 parole, il più lungo il XIV, con 854, quindi un capitolo richiede da 3 a 14 minuti.
La difficoltà è uniforme: ognuno dei 14 capitoli ha in media 8-10 parole per frase. Variano un po’ solo le parole lunghe: nel capitolo XII, sul vecchio Vizcacha, è lunga una parola ogni 63, e nel capitolo XIV, con la sfida di canto, una ogni 29.
Sì, dopo l’accesso il lettore ricorda dove ti sei fermato e le parole che hai aperto. Dall’indice di questa pagina puoi anche aprire qualsiasi capitolo, per esempio il IX, dove comincia la seconda parte del poema.