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A1 · Teoria

Ripasso della grammatica A1 di spagnolo: ser, estar, hay, gustar e altro

Questa pagina riunisce tutto il percorso A1 di spagnolo prima della verifica. Non insegna nulla di nuovo: mostra dove le regole si incontrano e si confondono, per esempio **La farmacia está** al lado del banco, ma **hay una farmacia** en esta calle.

A1 Vita quotidiana ·

Cosa tiene insieme l’A1

1. Ogni frase ha un verbo, e lo spagnolo ha tre modi per dire «è» o «c’è»: ser (cosa o chi è qualcuno o qualcosa), estar (dove si trova e come sta) e hay (che qualcosa esiste). 2. La desinenza del verbo indica il soggetto, quindi yo, tú e gli altri pronomi di solito si omettono, come in italiano. 3. Il nome si accompagna a una parola che concorda con lui in genere e numero: la casa blanca, mis libros, estos zapatos.

Il nucleo dei verbi: ser, estar, hay

Tre modi per dire «è»
Vuoi direUsaEsempio
chi o cosa è, origine, professione, oraserSoy Ana. Es profesora. Son las tres.
dove si trova una cosa nota, come sta qualcunoestarLa farmacia está aquí. Estoy cansado.
che qualcosa esistehayHay una farmacia en esta calle. No hay leche.

In italiano essere fa quasi tutto il lavoro e c’è / ci sono corrisponde a hay, che però non cambia mai: vale sia per il singolare sia per il plurale (hay un libro, hay dos libros). Hay presenta qualcosa di nuovo, quindi vuole un, una, unos, unas, un numero o un plurale senza articolo, e di solito non el o la. Estar parla di qualcosa che entrambi conoscete già, quindi vuole el, la, mi o este. Chiediti: la cosa è nuova o già nota?

Attenzione: estar assomiglia a «stare», ma in italiano per stati e luoghi si dice quasi sempre «essere» («sono stanco», «la farmacia è qui»). Non tradurre la parola italiana: scegli in base al senso (dove, come). Il presente è regolare in tre schemi (hablo, comes, vive), con alcuni verbi irregolari: quiero, vuelvo, pido, hago, tengo, voy. Con gli amici usa tú, con gli sconosciuti o i clienti usted; come il «Lei» italiano, usted vuole la forma della terza persona, la stessa di él e ella.

Il gruppo del nome: articoli, possessivi, dimostrativi

Parole che concordano con il nome
ParolaFormeEsempio
articoloel, la, los, las (determinativo) / un, una, unos, unas (indeterminativo)El agua está en la mesa.
possessivomi, tu, su, nuestro + la cosa possedutaMis libros, nuestra casa.
dimostrativoeste (qui), ese (lì), aquel (lontano)Esta calle, ese banco, aquellas casas.

Differenza importante: in italiano il possessivo vuole quasi sempre l’articolo («il mio libro»), in spagnolo no: mi libro, mai el mi libro. Il possessivo concorda con la cosa posseduta, non con il possessore: su casa può essere la casa di lui, di lei, di Lei (usted) o di loro, e lo decide il contesto. I dimostrativi sono tre, non due come questo / quello: ese sta in mezzo, aquel indica ciò che è lontano. Ricorda anche a + el = al e de + el = del, come «al» e «del» in italiano. Attenzione ai generi che non coincidono: la leche (il latte), la sangre (il sangue), la sal (il sale).

Luogo e direzione

En, a, de
PreposizioneSignificatoEsempio
endove si trova qualcosaEstoy en casa.
adove stai andandoVoy a la playa. Voy al cine.
deda dove viene qualcosaSoy de Roma. El libro del profesor.

Con estar usa en, con ir usa a. L’italiano usa spesso «in» anche per la destinazione («vado in Spagna», «vado in ufficio»), ma lo spagnolo vuole a: voy a España, voy a la oficina, voy a casa. Lascia decidere il verbo: estoy en casa, voy a casa.

Domande, negazione e risposte

Nelle domande le parole interrogative portano l’accento scritto: qué, quién, dónde, cómo, cuándo, cuánto, por qué. Una domanda sì/no è una frase affermativa tra ¿...? con intonazione ascendente, senza verbi ausiliari. Il no va subito prima del verbo: No hablo francés. Dopo una frase negativa si usa tampoco (come «neanche»: Yo tampoco), dopo una affermativa también (come «anche»: Yo también). Se nunca sta prima del verbo non serve un altro no: Nunca como carne, ma No como carne nunca; come in italiano («Non mangio mai carne»), se nunca sta dopo il verbo serve anche no. L’italiano «perché» fa da domanda e da risposta, lo spagnolo ha due forme: por qué chiede la ragione, porque la dà.

Vita quotidiana: frequenza, routine, gusti e capacità

Siempre, normalmente, a veces, nunca, todos los días e los lunes dicono con che frequenza. I verbi riflessivi vogliono me, te, se, nos, os prima del verbo, come «mi alzo»: Me levanto temprano. No me ducho por la mañana. Con gustar la cosa che piace è il soggetto e il verbo concorda con lei, esattamente come «mi piace / mi piacciono»: Me gusta el café, me gustan los gatos, me gusta cantar. Poder è seguito dall’infinito, senza preposizione: Puedo venir mañana. ¿Puedo entrar?

Collegare le frasi

Y aggiunge (diventa e davanti a i- o hi-: padre e hijo), o offre una scelta (diventa u davanti a o- o ho-: siete u ocho) e pero contrasta («ma», «però»). Porque dà una ragione, por qué la chiede: ¿Por qué estudias español? Porque me gusta.

Esempi

  • Mi hermana es profesora y trabaja en una escuela cerca de aquí. Mia sorella è insegnante e lavora in una scuola qui vicino.
  • ¿Hay una farmacia por aquí? - Sí, la farmacia está al lado del banco. C’è una farmacia qui in giro? - Sì, la farmacia è accanto alla banca.
  • Los lunes me levanto temprano y voy al trabajo. Il lunedì mi alzo presto e vado al lavoro.
  • A mi madre le gustan estos zapatos, pero no son baratos. A mia madre piacciono queste scarpe, ma non sono economiche.
  • ¿Por qué estás cansado? - Porque nunca duermo bien. Perché sei stanco? - Perché non dormo mai bene.
  • No puedo ir al cine hoy porque tengo mucho trabajo. Oggi non posso andare al cinema perché ho molto lavoro.
  • No me gusta el café. - A mí tampoco. Non mi piace il caffè. - Neanche a me.
  • Marco y Giulia son de Milán, pero ahora viven en Madrid y su casa está cerca del parque. Marco e Giulia sono di Milano, ma ora vivono a Madrid e la loro casa è vicino al parco.
  • Aquel edificio grande es un museo, y hay una cafetería enfrente. Quel grande edificio laggiù è un museo, e di fronte c’è un bar.

Un controllo in quattro domande

Prima di rispondere a un esercizio d’esame, chiediti: quale verbo (ser, estar, hay)? Chi è il soggetto, e la desinenza è giusta? Ogni nome ha il suo articolo, possessivo o dimostrativo, e concorda? Il no, il también o il tampoco sono al posto giusto?

Errori frequenti

  • Hay la farmacia en la calle. La farmacia está en la calle. In italiano «c’è la farmacia» va bene, in spagnolo hay non vuole el o la: con una cosa nota si usa estar.
  • Soy cansado. Estoy cansado. Uno stato, come «sono stanco», vuole estar.
  • El mi libro. Mi libro. Il possessivo spagnolo non ha l’articolo.
  • Voy en España. Voy a España. La destinazione vuole a, non «in».
  • Yo también no. Yo tampoco. Dopo una frase negativa, «neanche io» è tampoco.
  • ¿Porque estudias español? ¿Por qué estudias español? Per chiedere «perché» servono due parole e l’accento.
  • Me gusta los gatos. Me gustan los gatos. Il verbo concorda con la cosa che piace, qui plurale.
  • Padre y hijo. Padre e hijo. Y diventa e davanti a i- o hi-.

Domande frequenti

Cosa comprende la grammatica spagnola A1?

Il presente (verbi regolari e irregolari comuni), ser, estar e hay, genere e articoli, possessivi e dimostrativi, parole di luogo, domande e negazione, frequenza, routine con i verbi riflessivi, gustar, poder e i connettori y, o, pero e porque.

Come scelgo tra ser, estar e hay?

Usa ser per dire cosa o chi è qualcosa, estar per dire dove si trova una cosa nota e come sta qualcuno ora, hay per dire che qualcosa esiste. Hay va con un, una o un numero; estar va con el, la, mi o este.

Devo sempre usare yo, tú e gli altri pronomi soggetto?

No, come in italiano. La desinenza del verbo indica già il soggetto, quindi di solito il pronome si omette. Lo aggiungi solo per contrasto o enfasi: Yo trabajo, tú descansas.

Quando dico me gusta e quando me gustan?

Guarda cosa piace, non a chi: me gusta con un nome singolare o un infinito, me gustan con un nome plurale, come «mi piace» e «mi piacciono». Me gusta el té, me gustan los libros, me gusta leer.

Che differenza c’è tra porque e por qué?

Por qué (due parole, con l’accento) chiede «perché», porque (una parola) risponde «perché, poiché». ¿Por qué estudias español? Porque viajo mucho.

Su significa sempre «suo»?

No. Su può significare suo (di lui o di lei), Suo (usted) o loro, perché concorda con la cosa posseduta. È il contesto a dire di chi è.

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